Giorno 163

Dio usa anche i nostri errori

Sapienziali Salmi 72,1-20
Nuovo Testamento Atti degli Apostoli 7,20-43
Antico Testamento 2 Samuele 16,15-18,18

Introduzione

Handley Moule, vescovo di Durham, si trovò un giorno ad affrontare il difficile compito di incontrare le famiglie di 170 minatori morti in un incidente in miniera. Nel prepararsi a quell'incontro, prese in mano un piccolo segnalibro donatogli anni prima dalla madre. Nel tenere in mano quel segnalibro, si accorse che sul retro era disegnata una rete, simile ad una ragnatela ingarbugliata. Non c'era nessuna parola, spiegazione, nessun collegamento. Le uniche parole si trovavano sull'altro lato del segnalibro e dicevano: "Dio è amore".

Il mondo, a volte, si presenta a noi come una ragnatela ingarbugliata. Difficoltà, sofferenze e dolore che spesso non comprendiamo. Ma Gesù e le Scritture ci dicono che anche in queste cose Dio opera con il suo amore. Anche in queste difficoltà Dio realizza i suoi propositi d'amore per noi e per il mondo.

Con i fili della nostra vita, Dio tesse un disegno, qualcosa di molto bello. I fili comprendono le sofferenze, i dolori e persino i nostri errori. L'apostolo Paolo dice che "tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno" (Romani 8,28). Per questo dovremmo sempre meditare sul fatto che, anche se la nostra situazione può sembrare difficile, Dio sta tessendo il suo progetto per la nostra vita.

Giobbe dice: "Vita e benevolenza tu mi hai concesso e la tua premura ha custodito il mio spirito" (Giobbe 10,12). Tutto ciò che accade in questo mondo rientra nell'opera di Dio. È la "Provvidenza", cioè il modo in cui Dio anticipa e prepara il futuro. Il modo in cui Dio guida e orienta la storia umana. Il modo in cui Dio guida il mondo, lo sostiene e lo governa.

Ed è anche il modo in cui guida e orienta la nostra vita personale. Dio ha un piano specifico e unico per noi. Alcune persone vedono tutto questo con una certa preoccupazione: temono di sbagliare e di non riuscire a realizzare il piano di Dio per la loro vita. Ma non è così. Dio non si ferma ai nostri errori. Al contrario, li usa per il bene. In tutte le circostanze ed eventi della nostra vita, possiamo sempre confidare nella provvidenza di Dio.

Sapienziali

Salmi 72,1-20

Salmo 72

1 Di Salomone.

 O Dio, affida al re il tuo diritto,
 al figlio di re la tua giustizia;
2 egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
 e i tuoi poveri secondo il diritto.

3 Le montagne portino pace al popolo
 e le colline giustizia.
4 Ai poveri del popolo renda giustizia,
 salvi i figli del misero
 e abbatta l'oppressore.
5 Ti faccia durare quanto il sole,
 come la luna, di generazione in generazione.
6 Scenda come pioggia sull'erba,
 come acqua che irrora la terra.
7 Nei suoi giorni fiorisca il giusto
 e abbondi la pace, finché non si spenga la luna.

8 E dòmini da mare a mare,
 dal fiume sino ai confini della terra.
9 A lui si pieghino le tribù del deserto,
 mordano la polvere i suoi nemici.
10 I re di Tarsis e delle isole
 portino tributi,
  i re di Saba e di Seba
 offrano doni.
11 Tutti i re si prostrino a lui,
 lo servano tutte le genti.

12 Perché egli libererà il misero che invoca
 e il povero che non trova aiuto.
13 Abbia pietà del debole e del misero
 e salvi la vita dei miseri.
14 Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
 sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

15 Viva e gli sia dato oro di Arabia,
 si preghi sempre per lui,
 sia benedetto ogni giorno.
16 Abbondi il frumento nel paese,
 ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
 la sua messe come l'erba dei campi.
17 Il suo nome duri in eterno,
 davanti al sole germogli il suo nome.

In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
 e tutte le genti lo dicano beato.

18 Benedetto il Signore, Dio d'Israele:
 egli solo compie meraviglie.
19 E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
 della sua gloria sia piena tutta la terra.
  Amen, amen.

20 Qui finiscono le preghiere di Davide, figlio di Iesse.

Commento

Provvidenza e preghiera

Le nostre preghiere fanno la differenza. Non solo possono influenzare la nostra vita, ma possono influenzare anche il corso della storia.

Come provvidenza e preghiera lavorino insieme è un mistero. In un modo straordinario, le nostre preghiere possono influenzare l'esito di eventi. Dio è sovrano e realizza i suoi scopi attraverso la storia. E in questo grande processo desidera coinvolgere anche noi.

Questo salmo è la preghiera di Davide per suo figlio e successore, re Salomone. È un richiamo forte alla sua alta vocazione. Un richiamo che va oltre ciò che è umanamente raggiungibile. Dice: "Ti faccia durare quanto il sole, come la luna, di generazione in generazione" (v.5). Parla di un regno eterno e universale (v.8). Un regno che sarà realizzato attraverso il Messia, il Figlio di Dio, Gesù Cristo.

Questo salmo è una preghiera di benedizione e "prosperità" (v.3) per il re e, attraverso di lui, per tutto il popolo. I leader migliori si preoccupano della povertà e della giustizia: "Ai poveri del popolo renda giustizia, salvi i figli del misero e abbatta l'oppressore" (v.4, MSG). È anche una preghiera affinché nella sua politica estera "in lui siano benedette tutte le stirpi della terra" (v.17).

Davide dice: "Si preghi sempre per lui, sia benedetto ogni giorno" (v.15b). Un incoraggiamento, questo, a pregare per i nostri leader. Perché la benedizione di Dio arriverà su di loro quando le persone pregheranno per loro. Come questo accada non lo sappiamo. Tuttavia, pregare può fare davvero la differenza. Nella sua provvidenza, Dio accoglie le nostre preghiere e le usa per portare benedizione.

Preghiera

Signore, grazie perché la preghiera fa la differenza. Ti prego per i nostri leader che hai posto come guide. Dona loro grazia e sapienza. Arricchisci le loro vite in modo che possano essere fonte di forza e ispirazione per promuovere il tuo onore e la tua gloria.

Nuovo Testamento

Atti degli Apostoli 7,20-43

20 In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paterna 21 e, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio. 22 Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere.

23 Quando compì quarant'anni, gli venne il desiderio di fare visita ai suoi fratelli, i figli d'Israele. 24 Vedendone uno che veniva maltrattato, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano. 25 Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero compreso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero. 26 Il giorno dopo egli si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e cercava di rappacificarli. Disse: "Uomini, siete fratelli! Perché vi maltrattate l'un l'altro?".

27 Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice sopra di noi? 28 Vuoi forse uccidermi, come ieri hai ucciso l'Egiziano?". 29 A queste parole Mosè fuggì e andò a vivere da straniero nella terra di Madian, dove ebbe due figli.

30 Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente. 31 Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore: 32 "Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe". Tutto tremante, Mosè non osava guardare.

33 Allora il Signore gli disse: "Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo in cui stai è terra santa. 34 Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in Egitto".

35 Questo Mosè, che essi avevano rinnegato dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice?", proprio lui Dio mandò come capo e liberatore, per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto. 36 Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d'Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant'anni.

37 Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: "Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me". 38 Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.

39 Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l'Egitto, 40 dicendo ad Aronne: "Fa' per noi degli dèi che camminino davanti a noi, perché a questo Mosè, che ci condusse fuori dalla terra d'Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto". 41 E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani. 42 Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto degli astri del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti:

 Mi avete forse offerto vittime e sacrifici
  per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?
 43 Avete preso con voi la tenda di Moloc
  e la stella del vostro dio Refan,
 immagini che vi siete fabbricate per adorarle!
  Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.

Commento

Provvidenza e profezia

In questo brano, vediamo il modo straordinario in cui Dio ha pianificato e preparato la venuta di Gesù. Nella sua provvidenza, Dio prevede il futuro e, in modo misterioso, lo anticipa, lo prepara e lo guida. Per questo, in tutti gli eventi e le circostanze della nostra vita, possiamo sempre fidarci della provvidenza di Dio.

Il discorso di Stefano ripercorre i modi in cui Dio ha guidato e vegliato sulla storia di Israele e, attraverso di essa, ha preparato la venuta di Gesù. In questa parte, si concentra in particolare su Mosè.

Mosè aveva detto che Dio avrebbe suscitato un profeta come lui (Deuteronomio 18,15). Già Pietro lo aveva anticipato parlando di Gesù (Atti 3,22-23). Ora Stefano fa lo stesso. Dice: "Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: 'Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me'" (7,37).

Mosè è un "tipo" di Cristo. Egli anticipa e prepara la via. Tra Mosè e Gesù possiamo trovare almeno quindici punti di somiglianza:

1\. Come Gesù, Mosè da bambino era "molto bello" (v.20). Le circostanze della nascita di Mosè e di Gesù sono straordinarie.

2\. Come Gesù (Matteo 2,16-17), Mosè nasce in un'epoca in cui i neonati vengono uccisi (Atti 7,19-21).

3\. Come Gesù (Luca 2,40), Mosè è noto per la sua sapienza (Atti 7,22).

4\. Come Gesù (Giovanni 7,46), Mosè è "potente in parole e in opere" (Atti 7,22).

5\. Come Gesù, Mosè vive un tempo di preparazione. Dei primi trent'anni di vita di entrambi, sappiamo ben poco. Entrambi trascorrono questo periodo preparandosi per il compito che li attende (vv.22-23).

6\. Come Gesù (Giovanni 2,16), Mosè mostra una giusta collera nei confronti del peccato (Atti 7,24). A differenza di Gesù, però, Mosè commette un crimine. Ma Dio, nella sua provvidenza, si serve anche di questo errore.

7\. Come Gesù (Giovanni 1,11), Mosè viene inviato da Dio per salvare il suo popolo. Questo però, all’inizio, non viene riconosciuto come segno di favore. Mosè "pensava che i suoi fratelli avrebbero compreso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero" (Atti 7,25).

8\. Come Gesù (2 Corinzi 5,19), Mosè mira alla riconciliazione: "Cercava di rappacificarli" (Atti 7,26).

9\. Come Gesù (Giovanni 5,22), Mosè è descritto come sovrano e giudice. A Mosè viene detto: "Chi ti ha costituito capo e giudice sopra di noi?" (Atti 7,27)

10\. Come Gesù (Luca 3,22), Mosè ascolta la voce del Signore (Atti 7,31).

11\. Come Gesù (Giovanni 1,14; 2,21), Mosè riconosce che il luogo santo non si trova in una specifica location religiosa, ma ovunque Dio sia presente. Per Mosè è il roveto ardente, dove Dio dice: "Il luogo in cui stai è terra santa" (Atti 7,33).

12\. Come Gesù (Giovanni 8,36), Mosè libera il popolo dall'oppressione (Atti 7,34).

13\. Come Gesù (4,11), Mosè è incompreso e respinto dal suo stesso popolo: "Mosè, che essi avevano rinnegato... lo respinsero" (7,35.39).

14\. Come Gesù (2 Corinzi 1,10), Mosè riesce a liberare il suo popolo. Mosè "li fece uscire" fuori dall'Egitto (Atti 7,36).

15\. Come Gesù (2,36), Mosè viene rifiutato e questo porta al giudizio di Dio e alla vittoria finale (7,42). Nel giorno di Pentecoste, Pietro dirà: "Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso" (2,36).

Preghiera

Signore, grazie per il modo sorprendente in cui operi i tuoi disegni attraverso la storia e attraverso profeti come Mosè. Oggi desidero confidare nella tua provvidenza in tutti gli eventi e le circostanze della mia vita.

Antico Testamento

2 Samuele 16,15-18,18

Scontro tra i consiglieri di Assalonne

15 Intanto Assalonne con tutti gli Israeliti era entrato in Gerusalemme e Achitòfel era con lui. 16 Quando Cusài l'Archita, l'amico di Davide, fu giunto presso Assalonne, gli disse: "Viva il re! Viva il re!".

17 Assalonne disse a Cusài: "Questa è la fedeltà che hai per il tuo amico? Perché non sei andato con il tuo amico?".

18 Cusài rispose ad Assalonne: "No, io sarò per colui che il Signore e questo popolo e tutti gli Israeliti hanno scelto, e con lui rimarrò. 19 E poi di chi sarò servo? Non lo sarò forse di suo figlio? Come ho servito tuo padre, così servirò te".

20 Allora Assalonne disse ad Achitòfel: "Consultatevi su quello che dobbiamo fare".

21 Achitòfel rispose ad Assalonne: "Entra dalle concubine che tuo padre ha lasciato a custodia della casa; tutto Israele saprà che ti sei reso odioso a tuo padre e sarà rafforzato il coraggio di tutti i tuoi". 22 Fu dunque tesa una tenda sulla terrazza per Assalonne e Assalonne entrò dalle concubine del padre, alla vista di tutto Israele.

23 In quei giorni un consiglio dato da Achitòfel era come se si fosse consultata la parola di Dio. Così era di tutti i consigli di Achitòfel, tanto per Davide che per Assalonne.

17Achitòfel disse ad Assalonne: "Sceglierò dodicimila uomini: mi metterò a inseguire Davide questa notte, 2 gli piomberò addosso mentre egli è stanco e ha le braccia fiacche, lo spaventerò e tutta la gente che è con lui si darà alla fuga; io colpirò solo il re 3 e ricondurrò a te tutto il popolo, come ritorna la sposa al suo uomo. La vita di un solo uomo tu cerchi: la gente rimarrà tranquilla". 4 Questo parlare piacque ad Assalonne e a tutti gli anziani d'Israele.

5 Ma Assalonne disse: "Chiamate anche Cusài, l'Archita, e sentiamo ciò che ha in bocca anche lui". 6 Quando Cusài fu giunto da Assalonne, questi gli disse: "Achitòfel ha parlato così e così: dobbiamo fare come ha detto lui? Se no, parla tu!".

7 Cusài rispose ad Assalonne: "Questa volta il consiglio dato da Achitòfel non è buono". 8 Cusài continuò: "Tu conosci tuo padre e i suoi uomini: sai che sono dei prodi e che hanno l'animo esasperato, come un'orsa privata dei figli nella campagna; poi tuo padre è un guerriero e non passerà la notte con il popolo. 9 A quest'ora egli è nascosto in qualche buca o in qualche altro luogo; se fin da principio cadranno alcuni dei tuoi, si verrà a sapere e si dirà: "C'è stata una strage tra la gente che segue Assalonne". 10 Allora il più valoroso, anche se avesse un cuore di leone, si avvilirà, perché tutto Israele sa che tuo padre è un prode e che i suoi uomini sono valorosi.

11 Perciò io consiglio che tutto Israele, da Dan fino a Betsabea, si raduni presso di te, numeroso come la sabbia che è sulla riva del mare, e che tu in persona vada alla battaglia. 12 Così lo raggiungeremo in qualunque luogo si troverà e piomberemo su di lui come la rugiada cade sul suolo; di tutti i suoi uomini non ne resterà uno solo. 13 Se poi si ritira in qualche città, tutto Israele porterà corde a quella città e noi la trascineremo nella valle, in modo che non se ne trovi più nemmeno una pietruzza".

14 Assalonne e tutti gli Israeliti dissero: "Il consiglio di Cusài, l'Archita, è migliore di quello di Achitòfel". Il Signore aveva stabilito di render nullo il buon consiglio di Achitòfel per far cadere la rovina su Assalonne.

15 Allora Cusài disse ai sacerdoti Sadoc ed Ebiatàr: "Achitòfel ha consigliato Assalonne e gli anziani d'Israele così e così, ma io ho consigliato diversamente. 16 Ora dunque mandate in fretta a informare Davide e ditegli: "Non passare la notte presso i guadi del deserto, ma passa subito dall'altra parte, perché non sia finita per il re e la gente che è con lui"".

17 Ora Giònata e Achimàas stavano presso la fonte di Roghel e una schiava andò a portare loro le notizie che essi dovevano andare a riferire al re Davide, perché non potevano farsi vedere entrare in città. 18 Ma un giovane li vide e informò Assalonne. I due partirono di corsa e giunsero a Bacurìm, a casa di un uomo che aveva nel cortile una cisterna. Essi vi si calarono 19 e la donna di casa prese una coperta, la distese sulla bocca della cisterna e sparse del grano su di essa, così che non ci si accorgeva di nulla.

20 I servi di Assalonne vennero in casa della donna e chiesero: "Dove sono Achimàas e Giònata?". La donna rispose loro: "Hanno oltrepassato il serbatoio dell'acqua". Quelli si misero a cercarli, ma non riuscendo a trovarli, tornarono a Gerusalemme.

21 Quando costoro se ne furono partiti, i due uscirono dalla cisterna e andarono a informare il re Davide. Gli dissero: "Muovetevi e passate in fretta l'acqua, perché così ha consigliato Achitòfel a vostro danno". 22 Allora Davide si levò con tutta la sua gente e passò il Giordano. Allo spuntare del giorno, neppure uno era rimasto che non avesse passato il Giordano.

23 Achitòfel, vedendo che il suo consiglio non era stato seguito, sellò l'asino e partì per andare a casa sua nella sua città. Mise in ordine gli affari della casa e s'impiccò. Così morì e fu sepolto nel sepolcro di suo padre.

Scontro tra gli eserciti e rovina di Assalonne

24 Davide era giunto a Macanàim, quando Assalonne passò il Giordano con tutti gli Israeliti. 25 Assalonne aveva posto a capo dell'esercito Amasà invece di Ioab. Amasà era figlio di un uomo chiamato Itra l'Israelita, il quale si era unito ad Abigàl, figlia di Nacas e sorella di Seruià, madre di Ioab. 26 Israele e Assalonne si accamparono nel territorio di Gàlaad.

27 Quando Davide fu giunto a Macanàim, Sobì, figlio di Nacas, da Rabbà degli Ammoniti, e Machir, figlio di Ammièl, da Lodebàr, e Barzillài il Galaadita, da Roghelìm, 28 portarono giacigli, coppe e vasi di terracotta, grano, orzo, farina, grano arrostito, fave, lenticchie, 29 miele, panna e pecore e formaggio di mucca, per Davide e per la sua gente, perché mangiassero; infatti dicevano: "Questa gente ha patito fame, stanchezza e sete nel deserto".

18Davide fece ispezione tra la sua gente e costituì comandanti di migliaia e comandanti di centinaia su di loro. 2 Davide dispose la gente: un terzo sotto il comando di Ioab, un terzo sotto il comando di Abisài, figlio di Seruià, fratello di Ioab, e un terzo sotto il comando di Ittài di Gat. Poi il re disse al popolo: "Voglio uscire anch'io con voi!".

3 Ma il popolo rispose: "Tu non devi uscire, perché se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso, ma tu conti per diecimila di noi. Quindi è meglio che tu sia per noi di aiuto dalla città".

4 Il re rispose loro: "Farò quello che vi sembra bene".

Il re si fermò al fianco della porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di mille uomini. 5 Il re ordinò a Ioab, ad Abisài e a Ittài: "Trattatemi con riguardo il giovane Assalonne!". E tutto il popolo udì quanto il re ordinò a tutti i capi a proposito di Assalonne.

6 L'esercito uscì in campo contro Israele e la battaglia ebbe luogo nella foresta di Èfraim. 7 La gente d'Israele fu sconfitta in quel luogo dai servi di Davide; la strage fu grande in quel giorno: ventimila uomini. 8 La battaglia si estese per tutta la regione e la foresta divorò in quel giorno molta più gente di quanta non ne avesse divorata la spada.

9 Ora Assalonne s'imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto il groviglio di una grande quercia e la testa di Assalonne rimase impigliata nella quercia e così egli restò sospeso fra cielo e terra, mentre il mulo che era sotto di lui passò oltre.

10 Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: "Ho visto Assalonne appeso a una quercia".

11 Ioab rispose all'uomo che gli portava la notizia: "Dunque, l'hai visto? E perché non l'hai steso al suolo tu, sul posto? Io t'avrei dato dieci sicli d'argento e una cintura".

12 Ma quell'uomo disse a Ioab: "Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non stenderei la mano sul figlio del re, perché con i nostri orecchi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abisài e a Ittài: "Proteggetemi il giovane Assalonne!". 13 Ma se io avessi agito con perfidia di mia testa, poiché nulla rimane nascosto al re, tu avresti preso le distanze".

14 Allora Ioab disse: "Io non voglio perdere così il tempo con te". Prese in mano tre dardi e li ficcò nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto della quercia. 15 Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.

16 Allora Ioab suonò il corno e il popolo cessò di inseguire Israele, perché Ioab aveva trattenuto il popolo. 17 Quindi presero Assalonne, lo gettarono in una grande buca nella foresta ed elevarono sopra di lui un grande mucchio di pietre. Tutto Israele era fuggito, ciascuno nella sua tenda.

18 Ora Assalonne, mentre era in vita, si era eretta la stele che è nella valle del Re, perché diceva: "Io non ho un figlio per conservare il ricordo del mio nome". Chiamò quella stele con il suo nome e la si chiamò monumento di Assalonne fino ad oggi.

Commento

Provvidenza e protezione

A Dio possiamo affidare tutto: il nostro futuro, la nostra famiglia, la nostra chiesa e la nostra nazione. L'intero universo è nelle sue mani ed è parte del suo progetto.

Dio è all'opera attraverso tutti gli eventi umani qui descritti.

Il consiglio che Achitofel offre è saggio, "come se si fosse consultata la parola di Dio" (16,23). Se vogliamo dare un consiglio che abbia valore, dobbiamo essere persone che chiedono al Signore, in anticipo, cosa egli stia compiendo e quale sia la sua volontà.

Se Assalonne avesse seguito il consiglio di Achitofel, per Davide sarebbe stato un disastro. Invece, sceglie di ignorare Achitofel e di seguire il cattivo consiglio di Cusai.

Qui, vediamo la cura e la protezione provvidenziale di Dio nei riguardi di Davide: "Il Signore aveva stabilito di render nullo il buon consiglio di Achitòfel" (17,14). Dio risponde così alla preghiera di Davide.

Qui vediamo che Dio è la mano nascosta e il dominatore della storia. Davide e tutte le altre persone coinvolte nel racconto hanno enorme potere e libertà di agire. Ma non sono completamente libere di agire e di ignorare il Signore.

Preghiera

Signore, grazie perché sei responsabile della storia umana. Tu regni e governi su questo universo. Grazie perché in tutte le cose, compresi i nostri errori, tu operi per il bene di coloro che ti amano e che sono stati chiamati secondo il tuo disegno (Romani 8,28).

La moglie di Nicky dice

2 Samuele 16,15-18,18

In Samuele 16, Assalonne ha un problema. Quale? Il fatto di avere tutto! È bello, ricco e potente. Come può essere arrivato al punto di voler uccidere suo padre? È arrabbiato per come Davide ha gestito la situazione di Amnon. È superbo, invidioso e geloso. A causa delle azioni di Assalonne, 20.000 uomini muoiono (18,7). La rabbia di una persona può causare molti danni. I nostri atteggiamenti influenzano la vita delle persone che ci circondano. Con i nostri comportamenti, possiamo seminare odio o amore.

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