Giorno 165

La nostra nazione può essere cambiata

Sapienziali Proverbi 14,25-35
Nuovo Testamento Atti degli Apostoli 8,4-40
Antico Testamento 2 Samuele 20,1-21,22

Introduzione

Nel Regno Unito del XVIII secolo vi era molta decadenza e immoralità. Nelle strade di Londra esercitavano 10.000 prostitute e l'alcolismo e il gioco d'azzardo erano diffusi. Le congregazioni della Chiesa erano diminuite drasticamente, proprio come sta accadendo oggi e negli ultimi decenni. Inoltre, parti della Chiesa erano pressoché cadute nel paganesimo.

Ciononostante, era in atto un cambiamento. Le predicazioni di John Wesley e George Whitefield cominciarono a fare effetto e migliaia di persone iniziarono a rispondere al loro messaggio e ad incontrare Gesù. Nel 1870, Robert Raikes fondò la sua prima scuola domenicale, con la quale raggiunse 300.000 bambini in cinque anni. Nel 1910, furono 5 milioni i bambini ad aver partecipato alla scuola domenicale. Dio poi suscitò William Wilberforce, Lord Shaftesbury ed altri. Ma non furono solo i cuori di alcune persone a cambiare. Un'intera nazione venne trasformata.

Il mondo di oggi sta cambiando ad una velocità senza precedenti nella storia. Negli ultimi 25 anni, ci sono stati cambiamenti enormi a livello politico, economico e tecnologico. Altri cambiamenti sono attesi nei prossimi anni. La domanda è: cosa potremmo fare per trasformare il clima spirituale della nostra nazione?

Sapienziali

Proverbi 14,25-35

25 È salvezza per molti il testimone veritiero,
  ma chi proferisce menzogne è un impostore.

26 Nel timore del Signore sta la fiducia del forte;
  anche per i suoi figli egli sarà un rifugio.

27 Il timore del Signore è fonte di vita
  per sfuggire ai lacci della morte.

28 Un popolo numeroso è la gloria del re,
  ma la scarsità di gente è la rovina del principe.

29 Chi è paziente ha grande prudenza,
  chi è iracondo mostra stoltezza.

30 Un cuore tranquillo è la vita del corpo,
  l'invidia è la carie delle ossa.

31 Chi opprime il povero offende il suo creatore,
  chi ha pietà del misero lo onora.

32 Dalla propria cattiveria è travolto il malvagio,
  anche nella morte il giusto trova rifugio.

33 In un cuore intelligente risiede la sapienza,
  ma in mezzo agli stolti verrà riconosciuta?

34 La giustizia esalta una nazione,
  ma il peccato è la vergogna dei popoli.

35 Il favore del re è per il ministro intelligente,
  la sua ira è per l'indegno.

Commento

Un popolo pacifico

L'autore di Proverbi scrive: "La giustizia esalta una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli" (v.34). Il peccato distrugge una nazione, mentre la devozione a Dio la rende forte (v.34, MSG). La "giustizia" è portatrice di pace nelle relazioni: con Dio, con gli altri e con noi stessi.

  1. Pace con Dio

    La giustizia inizia con l'essere in pace con Dio (Romani 5,1) e con il timore di lui. Avere timore di Dio significa averne il giusto rispetto.

    "Nel timore del Signore sta la fiducia del forte; anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. Il timore del Signore è fonte di vita" (Proverbi 14,26-27a, MSG).

  2. Pace con gli altri

    Per quanto possa dipendere da noi, siamo chiamati a vivere "in pace con tutti" (Romani 12,18). Le giuste relazioni con gli altri sono caratterizzate da parole ed azioni giuste.

  • Primo, le nostre parole dovrebbero essere veritiere e non menzognere perché: "È salvezza per molti il testimone veritiero" (Proverbi 14,25).

  • Secondo, le nostre azioni dovrebbero manifestare il desiderio sincero di fare il bene degli altri. Ciò significa essere pazienti e non scontrosi (v.29), essere disponibili con coloro che hanno bisogno. È scritto: "Chi opprime il povero offende il suo Creatore, chi ha pietà del misero lo onora" (v.31, MSG). A coloro che agiscono con sapienza, dovremmo sempre mostrare apprezzamento (vv.33.35).

  1. Pace con noi stessi

    La giustizia implica una relazione di pace anche con noi stessi. Possiamo sentire la pace anche in noi stessi: "Un cuore tranquillo è la vita del corpo" (v.30a, AMP). Collera, mancanza di perdono, invidia e gelosia possono danneggiarci anche fisicamente. Liberarsi da tutte queste cose negative ed avere il "cuore in pace" giova alla nostra salute.

Alla fine, questa pace è frutto dell'essere sereni sia per il presente che per il futuro che verrà. Perché "anche nella morte il giusto trova rifugio" (v.32b). Coloro che hanno il giusto timore di Dio non temono né il presente (v.26) né il futuro (v.32b).

Preghiera

Signore, ti prego perché la nostra nazione ritorni a te e che il tuo nome sia nuovamente rispettato in politica, nelle scuole e nei tribunali. Aiutaci a dare priorità ai poveri e ad essere generosi con i bisognosi.

Nuovo Testamento

Atti degli Apostoli 8,4-40

Filippo in Samaria

4 Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola. 5 Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo. 6 E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. 7 Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. 8 E vi fu grande gioia in quella città.

Simone il mago

9 Vi era da tempo in città un tale di nome Simone, che praticava la magia e faceva strabiliare gli abitanti della Samaria, spacciandosi per un grande personaggio. 10 A lui prestavano attenzione tutti, piccoli e grandi, e dicevano: "Costui è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande". 11 Gli prestavano attenzione, perché per molto tempo li aveva stupiti con le sue magie. 12 Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che annunciava il vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. 13 Anche lo stesso Simone credette e, dopo che fu battezzato, stava sempre attaccato a Filippo. Rimaneva stupito nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.

14 Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. 15 Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; 16 non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. 17 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

18 Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro 19 dicendo: "Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo".

20 Ma Pietro gli rispose: "Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio! 21 Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. 22 Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l'intenzione del tuo cuore. 23 Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell'iniquità".

24 Rispose allora Simone: "Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto".

25 Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.

Filippo battezza un funzionario etìope

26 Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: "Àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta". 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etìope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, 28 stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: "Va' avanti e accòstati a quel carro".

30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "Capisci quello che stai leggendo?".

31 Egli rispose: "E come potrei capire, se nessuno mi guida?". E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.

32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:

 Come una pecora egli fu condotto al macello
  e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
  così egli non apre la sua bocca.
 33 Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato,
  la sua discendenza chi potrà descriverla?
  Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita.

34 Rivolgendosi a Filippo, l'eunuco disse: "Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?". 35 Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.

36 Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunuco disse: "Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?". 37 38 Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. 39 Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. 40 Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.

Commento

Una predicazione potente

La chiesa dei primi tempi era fatta di persone normali come me e come te. Una chiesa che però ha cambiato il mondo. Dopo la morte e risurrezione di Gesù e l'effusione dello Spirito Santo, l'intero mondo è stato trasformato. Il libro degli Atti ci parla di questi fatti e di come questa trasformazione è avvenuta.

Ovunque vanno, gli apostoli predicano la Parola di Gesù (v.4, MSG). In questo brano vediamo che predicano alle folle e alle persone che incontrano, come Simone il mago e l'eunuco etiope.

Le nazioni sono fatte di metropoli, città e villaggi. Gli apostoli predicano il Vangelo nelle metropoli, nelle città e nei villaggi. Filippo predica in una città della Samaria (v.5). Pietro e Giovanni predicano in molti villaggi dei samaritani (v.25). Filippo evangelizza tutte le città che attraversa, fino a giungere nella grande Cesarea (v.40).

La predicazione degli apostoli è accompagnata, e per questo favorita, da tre fattori:

  1. Persecuzione

    La predicazione inizia con la persecuzione. È scritto: "Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola" (v.4). La dispersione si rivela una grande benedizione. Ovunque si trovino, predicano "il Cristo" (v.5).

    Molte volte nella storia della Chiesa, persecuzione e opposizione hanno portato a frutti inattesi. Di fronte agli ostacoli, è facile scoraggiarsi, ma occorre sempre ricordare che Dio può usare questi ostacoli per fare cose meravigliose.

  2. Preghiera

    In questo passo osserviamo l'importanza della preghiera. Pietro e Giovanni pregano affinchè i samaritani ricevano lo Spirito Santo (vv.15-17).

    Simone è un mago famoso che inganna con le sue magie, e tutti gli prestano grande attenzione (vv.9-11, MSG). Anche lui crede alla predicazione degli apostoli e viene battezzato, ma non avendo rinunciato completamente ai suoi vecchi inganni, vuole ottenere col denaro la potenza dello Spirito Santo (v.19).

    Pietro gli risponde fermamente: "Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro!... prega il Signore che ti sia perdonata l'intenzione del tuo cuore. Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell'iniquità" (vv.20-23, MSG).

    Simone capisce che solo il Signore può salvarlo e chiede loro di pregare per lui (v.24).

  3. Potenza

    La chiesa dei primi tempi aveva un enorme impatto sulla gente: "Le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti" (vv.6-7).

    Gli apostoli si affidano completamente allo Spirito Santo. L'incontro di Filippo con l'etiope è del tutto imprevisto per entrambi. Ma Filippo ascolta lo Spirito. È scritto: "Disse allora lo Spirito a Filippo" (v.29). Il risultato del completo affidamento di Filippo all'ispirazione dello Spirito Santo è l'incredibile conversione dell'etiope, il quale porterà il messaggio di conversione a tutta l'Etiopia, un messaggio che sarà tramandato di generazione in generazione fino ai nostri giorni.

    La trasformazione avviene per opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo può cambiare una nazione intera. E può farlo a partire dal cambiamento delle vite delle persone. È interessante qui soffermarsi sui fattori che portano cambiamento nella vita dell'etiope:

  • Primo, lo Spirito di Dio prepara il suo cuore.
    L'etiope ammette onestamente la sua ignoranza su ciò che sta leggendo (v.31). Cerca di capire (v.32) e non esita a chiedere aiuto (v.34). Anche noi dovremmo fare così: se a volte non comprendiamo ciò che leggiamo nella Bibbia, dovremmo chiedere aiuto e non vergognarci. Chiedere aiuto a persone fidate è molto saggio. Oppure potremmo cercare fonti sicure per comprendere cosa la Bibbia vuole dirci e come vuole aiutarci.

  • Secondo, lo Spirito di Dio opera attraverso la sua Parola. Nel passo del profeta Isaia, l'etiope inizia a trovare ciò che cercava (vv.32-33). Spesso, lo Spirito Santo si avvale dell'aiuto di persone che in quel momento ci aiutano a comprendere un certo testo biblico. È esattamente questo che Filippo fa a partire dal passo di Isaia 53. È scritto: "Annunciò a lui Gesù" (v.35).

    Lo Spirito Santo trasforma il cuore dell'etiope così tanto da suscitare in lui conoscenza e desiderio di essere battezzato. Non c'è nessuno come lo Spirito Santo che possa trasformare il cuore di una persona in un modo così profondo e potente.

Preghiera

Signore, aiutaci a divenire simili alla chiesa primitiva. Aiutaci a pregare di più e a sottometterci alla guida dello Spirito Santo giorno per giorno. Ti prego perché la nostra nazione possa essere trasformata dalle persone che ti conosceranno.

Antico Testamento

2 Samuele 20,1-21,22

La ribellione di Seba contro Davide

20Capitò là uno scellerato chiamato Seba, figlio di Bicrì, un Beniaminita, il quale suonò il corno e disse:

 "Non abbiamo alcuna parte con Davide
  e non abbiamo un'eredità con il figlio di Iesse.
 Ognuno alle proprie tende, Israele!".

2 Tutti gli Israeliti si allontanarono da Davide per seguire Seba, figlio di Bicrì; ma gli uomini di Giuda rimasero uniti al loro re e lo accompagnarono dal Giordano fino a Gerusalemme.

3 Davide entrò nella reggia a Gerusalemme. Il re prese le dieci concubine che aveva lasciato a custodia della reggia e le mise in una residenza sorvegliata; dava loro sostentamento, ma non si accostava a loro. Rimasero così recluse fino al giorno della loro morte, vivendo da vedove.

4 Quindi il re disse ad Amasà: "Radunami tutti gli uomini di Giuda in tre giorni; poi férmati qui". 5 Amasà dunque partì per far venire gli uomini di Giuda; ma tardò più del tempo fissato.

6 Allora Davide disse ad Abisài: "Seba, figlio di Bicrì, ci farà ora più male di Assalonne; prendi i servi del tuo signore e inseguilo, perché non trovi fortezze e sfugga ai nostri occhi". 7 Con lui uscirono gli uomini di Ioab, i Cretei, i Peletei e tutti i prodi; uscirono da Gerusalemme per inseguire Seba, figlio di Bicrì.

8 Si trovavano presso la grande pietra che è a Gàbaon, quando Amasà venne loro incontro. Ioab indossava la veste militare, sopra la quale portava il cinturone con la spada pendente dai fianchi nel fodero; venendo fuori, essa gli cadde.

9 Ioab disse ad Amasà: "Stai bene, fratello mio?" e con la destra prese Amasà per la barba per baciarlo. 10 Amasà non fece attenzione alla spada che Ioab aveva nell'altra mano, e Ioab lo colpì al ventre e ne sparse le viscere a terra; non lo colpì una seconda volta perché era già morto. Poi Ioab e Abisài, suo fratello, inseguirono Seba, figlio di Bicrì.

11 Uno dei giovani di Ioab era rimasto presso Amasà e diceva: "Chi ama Ioab e chi è per Davide segua Ioab!". 12 Intanto Amasà giaceva insanguinato in mezzo al sentiero e quell'uomo vide che tutto il popolo si fermava. Allora trascinò Amasà fuori dal sentiero, in un campo, e gli buttò addosso una veste, perché quanti gli arrivavano vicino lo vedevano e si fermavano. 13 Quando fu rimosso dal sentiero, passarono tutti al seguito di Ioab per inseguire Seba, figlio di Bicrì.

14 Costui passò per tutte le tribù d'Israele fino ad Abel-Bet-Maacà; tutti gli alleati si radunarono e lo seguirono. 15 Vennero dunque, lo assediarono ad Abel-Bet-Maacà e innalzarono contro la città un terrapieno addossato al contrafforte; tutto il popolo che era con Ioab faceva di tutto per far cadere le mura. 16 Allora una donna saggia gridò dalla città: "Ascoltate, ascoltate! Dite a Ioab di avvicinarsi, gli voglio parlare!". 17 Quando egli le si avvicinò, la donna gli chiese: "Sei tu Ioab?".

Egli rispose: "Sì".

Allora ella gli disse: "Ascolta la parola della tua schiava".

Egli rispose: "Ascolto".

18 Riprese: "Una volta si soleva dire: "Si consultino quelli di Abel", e la cosa si risolveva. 19 Io vivo tra uomini pacifici e fedeli d'Israele, e tu cerchi di far perire una città che è una madre in Israele. Perché vuoi distruggere l'eredità del Signore?".

20 Ioab rispose: "Non sia mai, non sia mai che io distrugga e devasti! 21 La questione è diversa: un uomo delle montagne di Èfraim, chiamato Seba, figlio di Bicrì, ha alzato la mano contro il re Davide. Consegnatemi lui solo e io me ne andrò dalla città".

La donna disse a Ioab: "Ecco, la sua testa ti sarà gettata dalle mura".

22 Allora la donna si rivolse a tutto il popolo con saggezza; così quelli tagliarono la testa a Seba, figlio di Bicrì, e la gettarono a Ioab. Egli fece suonare il corno; tutti si dispersero lontano dalla città, ognuno alla propria tenda. Poi Ioab tornò a Gerusalemme presso il re.

Gli ufficiali di Davide

23 Ioab era a capo di tutto l'esercito d'Israele; Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei; 24 Adoràm sovrintendeva al lavoro coatto; Giòsafat, figlio di Achilùd, era archivista; 25 Seva era scriba; Sadoc ed Ebiatàr erano sacerdoti 26 e anche Ira, lo Iairita, era sacerdote di Davide.

Carestia e sacrificio di sette membri della stirpe di Saul

21Al tempo di Davide ci fu una carestia per tre anni; Davide cercò il volto del Signore e il Signore gli disse: "Su Saul e sulla sua casa c'è sangue, perché egli ha fatto morire i Gabaoniti".

2 Allora il re chiamò i Gabaoniti e parlò loro. I Gabaoniti non erano Israeliti, ma un resto degli Amorrei, e gli Israeliti avevano fatto con loro un giuramento; Saul però, nel suo zelo per gli Israeliti e per quelli di Giuda, aveva cercato di colpirli. 3 Davide disse ai Gabaoniti: "Che devo fare per voi? In che modo espierò, perché voi possiate benedire l'eredità del Signore?".

4 I Gabaoniti gli risposero: "Fra noi e Saul e la sua casa non è questione d'argento o d'oro, né ci riguarda l'uccidere qualcuno in Israele".

Il re disse: "Quello che voi direte io ve lo farò".

5 Quelli risposero al re: "Di quell'uomo che ci ha distrutti e aveva progettato di finirci, perché più non sopravvivessimo in tutto il territorio d'Israele, 6 ci siano consegnati sette uomini tra i suoi figli e noi li impiccheremo davanti al Signore a Gàbaon, sul monte del Signore".

Il re disse: "Ve li consegnerò".

7 Il re risparmiò Merib-Baal, figlio di Giònata, figlio di Saul, per il giuramento del Signore che c'era tra loro, tra Davide e Giònata, figlio di Saul. 8 Il re prese i due figli che Rispa, figlia di Aià, aveva partoriti a Saul, Armonì e Merib-Baal, e i cinque figli che Merab, figlia di Saul, aveva partoriti ad Adrièl di Mecolà, figlio di Barzillài. 9 Li consegnò nelle mani dei Gabaoniti, che li impiccarono sul monte, davanti al Signore. Tutti e sette caddero insieme. Furono messi a morte nei primi giorni della mietitura, quando si cominciava a mietere l'orzo.

10 Allora Rispa, figlia di Aià, prese il sacco e lo stese sulla roccia, dal principio della mietitura fino a quando dal cielo non cadde su di loro la pioggia. Essa non permise agli uccelli del cielo di posarsi su di loro di giorno e alle bestie selvatiche di accostarsi di notte. 11 Fu riferito a Davide quello che Rispa, figlia di Aià, concubina di Saul, aveva fatto. 12 Davide andò a prendere le ossa di Saul e quelle di Giònata, suo figlio, presso i signori di Iabes di Gàlaad, i quali le avevano sottratte furtivamente dalla piazza di Bet-Sean, dove i Filistei li avevano appesi quando avevano colpito Saul sul Gèlboe. 13 Egli riportò le ossa di Saul e quelle di Giònata, suo figlio; poi si raccolsero anche le ossa di quelli che erano stati impiccati.

14 Le ossa di Saul e di Giònata, suo figlio, furono sepolte nel territorio di Beniamino a Sela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul. Fu fatto quanto il re aveva ordinato e, dopo questo, Dio si mostrò placato verso la terra.

Gesta eroiche contro i Filistei

15 I Filistei mossero di nuovo guerra a Israele e Davide scese con i suoi servi a combattere contro i Filistei. Davide era stanco 16 e Isbi-Benòb, uno dei discendenti di Rafa, con una lancia del peso di trecento sicli di bronzo e portando una spada nuova, manifestò il proposito di uccidere Davide; 17 ma Abisài, figlio di Seruià, venne in aiuto al re, colpì il Filisteo e lo uccise. Allora gli uomini di Davide gli giurarono: "Tu non uscirai più con noi a combattere e non spegnerai la lampada d'Israele".

18 Dopo questo, ci fu un'altra battaglia con i Filistei, a Gob. Allora Sibbecài di Cusa uccise Saf, uno dei discendenti di Rafa.

19 Ci fu un'altra battaglia con i Filistei, a Gob, ed Elcanàn, figlio di Iair, di Betlemme, uccise Golia di Gat: l'asta della sua lancia era come un cilindro da tessitori.

20 Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove c'era un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro, e anche lui discendeva da Rafa. 21 Egli sfidò Israele, ma Giònata, figlio di Simeà, fratello di Davide, lo uccise.

22 Questi quattro discendevano da Rafa, a Gat. Essi caddero per mano di Davide e dei suoi uomini.

Commento

Preghiera appassionata

Le battaglie nella vita di Davide sembrano non finire mai. Nei brani di oggi ne affronta due.

La prima riguarda "uno scellerato chiamato Seba" (20,1). Uno scontro che sembra ricordare la lotta con Assalonne (16,22). Il popolo di Israele si dimostra particolarmente volubile: "Tutti gli Israeliti si allontanarono da Davide per seguire Seba" (20,2). Il Signore sostiene Davide e lo fa vincere su Seba. Subito dopo, sopraggiunge una seconda battaglia: la carestia.

Da tre anni una carestia imperversava nel paese (21,1a). Il popolo soffre e Davide si rivolge a Dio. È scritto: "Davide cercò il volto del Signore" (v.1b). A volte ci vuole un vero disastro per metterci in ginocchio. Mentre Davide prega, Dio gli parla.

Il Signore ricorda la promessa che Israele aveva fatto ai Gabaoniti (vedi Giosuè 9). Una promessa che Saul, cercando di annientare i Gaboniti, non aveva mantenuto. Ma i giuramenti fatti davanti a Dio sono molto importanti e non possono essere rotti con leggerezza (oggi, i giuramenti più comuni sono quelli degli sposi il giorno delle nozze e dei testimoni nei tribunali). Dio risponde alle preghiere mostrando la sua benevolenza. Ma prima Davide rimette a posto le cose e onora il giuramento fatto a Dio (2 Samuele 21,14).

Preghiera

Signore, oggi desidero cercare il tuo volto a nome della nostra nazione. Abbi pietà di noi. Aiutaci ad essere una nazione che ti onora con la fedeltà e rispetto degli impegni del matrimonio e la ricerca della verità nei tribunali. Signore, ti chiedo ancora una volta di rispondere alla mia preghiera a nome di tutta la terra. Possa la nostra nazione tornare a te. Possa il tuo nome essere onorato. Venga il tuo regno.

La moglie di Nicky dice

Atti 8,39-40

"Lo Spirito del Signore rapì Filippo... Filippo invece si trovò a Azoto..."

Non so se sarebbe così emozionante trovarsi a Londra e l'istante successivo a Brighton! A volte, in auto, mi succede qualcosa di simile. Mentre guido, mi perdo nei miei pensieri ritrovandomi dopo un po' in un posto completamente sbagliato!

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