Giorno 186

Opposizione trasformata in opportunità

Sapienziali Salmi 80,1-8
Nuovo Testamento Atti degli Apostoli 23,12-35
Antico Testamento 2 Re 8,16-9,37

Introduzione

Ricordo bene quel giorno in cui Stephen Lungu venne a trovarci a Londra. Quel pomeriggio ci raccontò la sua storia. Stephen nacque in un villaggio dello Zimbabwe, figlio più grande di una madre adolescente. La madre era di vent'anni più giovane del padre ed il loro matrimonio non era affatto facile. Sommersa dalle difficoltà, iniziò presto a bere pesante.

All'età di tre anni, Stephen perse il padre. Poco dopo sua madre portò lui, suo fratello e la sorellina in città. Disse ai figli di aspettare in un angolo di una piazza affollata. Stephen rimase lì con la sorellina in braccio e il fratello John che giocava per terra. La madre non ritornò mai più. I tre bambini vennero cresciuti nella casa di una zia non molto accogliente. All'età di undici anni, anche Stephen scappò preferendo la vita di strada.

Crescendo, Stephen sviluppò una forte amarezza nei confronti di Dio. Adolescente, venne reclutato dalle Ombre Nere, una delle gang della città. Facevano di tutto: violenza, furti e distruzione nelle strade dello Zimbabwe.

Un giorno, un predicatore cristiano itinerante giunse in città per parlare di Gesù. Avevano preparato una grande tenda per ospitare migliaia di persone. Anche Stephen andò all'evento. Con sé aveva una borsa piena di bombe. Voleva attaccare l'evento perché voleva attaccare Dio. Nell'attendere il momento più adatto per l'attacco, Shadrach Maloka, un predicatore sudafricano, salì sul palco e annunciò che lo Spirito Santo lo aveva avvertito che molti del pubblico sarebbero potuti morire da lì a poco senza Cristo. Stupite, le Ombre Nere pensarono che qualcuno fosse a conoscenza del loro piano. Stephen Lungu rimase scioccato dalle parole di quel predicatore.

In ognuno dei brani di oggi leggeremo di attacchi di vario tipo e come Dio trasforma l'opposizione in opportunità.

Sapienziali

Salmi 80,1-8

Salmo 80

1 Al maestro del coro. Su "Il giglio della testimonianza". Di Asaf. Salmo.

2 Tu, pastore d'Israele,
  ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge.
 Seduto sui cherubini,
  risplendi 3 davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
 Risveglia la tua potenza
  e vieni a salvarci.

4 O Dio, fa' che ritorniamo,
  fa' splendere il tuo volto
  e noi saremo salvi.

5 Signore, Dio degli eserciti,
  fino a quando fremerai di sdegno
  contro le preghiere del tuo popolo?
6 Tu ci nutri con pane di lacrime,
  ci fai bere lacrime in abbondanza.
7 Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini
  e i nostri nemici ridono di noi.

8 Dio degli eserciti, fa' che ritorniamo,
  fa' splendere il tuo volto
  e noi saremo salvi.

Commento

La presenza di Dio

Quando nella vita affrontiamo difficoltà, opposizione e attacchi, non c'è niente di più confortante della presenza di Dio, del sapere che è con noi, che il suo volto ci sorride.

Il popolo di Dio affronta abusi e derisioni da parte di vicini e nemici (v.7). Questi attacchi causano dolore e "pane di lacrime" (v.6, MSG). "Tu ci nutri con pane di lacrime; ci fai bere lacrime in abbondanza" (v.6).

Qualunque sia la difficoltà che stai affrontando nella tua vita, Dio può trasformare l'opposizione in opportunità. Rivolgiti a Dio e grida a lui con parole come in questo salmo:

Preghiera

Signore, risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. "Fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi" (v.8)

Nuovo Testamento

Atti degli Apostoli 23,12-35

Il complotto per uccidere Paolo

12 Fattosi giorno, i Giudei ordirono un complotto e invocarono su di sé la maledizione, dicendo che non avrebbero né mangiato né bevuto finché non avessero ucciso Paolo. 13 Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura. 14 Essi si presentarono ai capi dei sacerdoti e agli anziani e dissero: "Ci siamo obbligati con giuramento solenne a non mangiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo. 15 Voi dunque, insieme al sinedrio, dite ora al comandante che ve lo conduca giù, con il pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi".

16 Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere dell'agguato; si recò alla fortezza, entrò e informò Paolo.

17 Questi allora fece chiamare uno dei centurioni e gli disse: "Conduci questo ragazzo dal comandante, perché ha qualche cosa da riferirgli". 18 Il centurione lo prese

e lo condusse dal comandante dicendo: "Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha chiesto di condurre da te questo ragazzo, perché ha da dirti qualche cosa".

19 Il comandante lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: "Che cosa hai da riferirmi?".

20 Rispose: "I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, con il pretesto di indagare più accuratamente nei suoi riguardi. 21 Tu però non lasciarti convincere da loro, perché più di quaranta dei loro uomini gli tendono un agguato: hanno invocato su di sé la maledizione, dicendo che non avrebbero né mangiato né bevuto finché non l'avessero ucciso; e ora stanno pronti, aspettando il tuo consenso".

22 Il comandante allora congedò il ragazzo con questo ordine: "Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni".

Paolo trasferito a Cesarea

23 Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: "Preparate duecento soldati per andare a Cesarèa insieme a settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto. 24 Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché venga condotto sano e salvo dal governatore Felice".

25 Scrisse una lettera in questi termini:

26 "Claudio Lisia

all'eccellentissimo governatore Felice,

salute.

27 Quest'uomo è stato preso dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perché ho saputo che è cittadino romano. 28 Desiderando conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio. 29 Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro Legge, ma non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia. 30 Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo e lo mando subito da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui".

31 Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipàtride. 32 Il giorno dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza. 33 I cavalieri, giunti a Cesarèa, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo. 34 Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilìcia, 35 disse: "Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori". E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.

Commento

La protezione di Dio

Gustave Flaubert ha detto: "È possibile calcolare il valore di un uomo dal numero dei suoi nemici, e l'importanza di un'opera d’arte da quanto male se ne parla". Il motivo per cui le persone nella Bibbia, e nella Chiesa oggi, sono così attaccate è perché il lavoro che svolgono è molto importante. Nella Bibbia, ricevere attacchi non è così raro. Non lo è neppure nella vita di un cristiano. A volte si attraversano periodi di relativa calma. Ma gli attacchi sono sempre dietro l'angolo e quasi inevitabili.

La bella notizia è che Dio ha sempre il controllo. Come abbiamo visto alla fine del brano di ieri, il Signore dice a Paolo: "Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma" (v.11, MSG).

Sebbene secondo la legge romana non ci fosse nulla per cui meritasse di essere imprigionato, Paolo si trova in custodia. I suoi nemici sono determinati ad ucciderlo e hanno un piano per farlo (v.12), un piano che, come spesso accade, si basa su menzogna ed inganno (v.15).

Tutti i personaggi che attaccano Paolo sono doppi. Lo stesso comandante Claudio Lisia, che nella sua lettera a Felice si dimostra parsimonioso della verità (vv.26-30), non fa menzione del fatto che egli stesso ha arrestato illegalmente Paolo e sta per torturare un cittadino romano che non è stato condannato per alcun crimine.

Ma Dio, nella sua provvidenza, protegge Paolo. Nel brano vediamo entrare una piccola parola ma potente: la parola "ma" (v.16). È scritto: "Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere dell'agguato; si recò alla fortezza, entrò e informò Paolo" (v.16). Il nipote di Paolo lo avverte del complotto e Paolo fa in modo che il comandante ne sia informato, così da disporre della giusta protezione lungo il suo viaggio. Dio protegge Paolo.

Dio sembra usare una combinazione tra il nipote di Paolo, l'ingegno di Paolo e un comandante romano. La provvidenza e la protezione di Dio a volte arrivano attraverso coloro che non sono cristiani.

Paolo viene salvato dal processo con una lettera di spiegazioni da parte del comandante. Dio, però, non interviene per salvare completamente Paolo, che rimane agli arresti. Lo protegge e lo usa nella situazione in cui si trova. Lo scopo di Dio è che Paolo vada a testimoniare a Gerusalemme e a Roma. Questo è esattamente ciò che accadde. L'opposizione si trasforma in opportunità.

Preghiera

Signore, grazie perché puoi suscitare persone in qualsiasi situazione utili per i tuoi disegni, come hai usato Paolo per far avanzare il tuo regno. Signore, ti prego di usarmi oggi. Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà.

Antico Testamento

2 Re 8,16-9,37

Ioram, re di Giuda

16 Nell'anno quinto di Ioram, figlio di Acab, re d'Israele, divenne re Ioram, figlio di Giòsafat, re di Giuda. 17 Quando divenne re aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. 18 Seguì la via dei re d'Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. 19 Ma il Signore non volle distruggere Giuda a causa di Davide, suo servo, secondo la promessa fattagli di lasciare sempre una lampada per lui e per i suoi figli.

20 Nei suoi giorni Edom si ribellò al dominio di Giuda e si elesse un re. 21 Allora Ioram sconfinò verso Sair con tutti i suoi carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Edomiti che l'avevano accerchiato, insieme con i comandanti dei carri; così il popolo fuggì nelle tende. 22 Tuttavia Edom si è sottratto al dominio di Giuda fino ad oggi. In quel tempo anche Libna si ribellò.

23 Le altre gesta di Ioram e tutte le sue azioni, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 24 Ioram si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Acazia.

Acazia, re di Giuda

25 Nell'anno dodicesimo di Ioram, figlio di Acab, re d'Israele, divenne re Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda. 26 Quando divenne re, Acazia aveva ventidue anni; regnò un anno a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia ed era figlia di Omri, re d'Israele. 27 Seguì la via della casa di Acab; fece ciò che è male agli occhi del Signore, come la casa di Acab, perché era imparentato con la casa di Acab.

28 Egli andò alla guerra con Ioram, figlio di Acab, contro Cazaèl, re di Aram, a Ramot di Gàlaad; ma gli Aramei ferirono Ioram. 29 Allora il re Ioram tornò a curarsi a Izreèl per le ferite ricevute dagli Aramei a Rama, mentre combatteva contro Cazaèl, re di Aram.

Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram, figlio di Acab, a Izreèl, perché era malato.

Ieu, unto Re d'Israele

9Il profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse: "Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d'olio e va' a Ramot di Gàlaad. 2 Appena giunto là, cerca Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì. Entrato in casa, lo farai alzare tra i suoi fratelli e lo condurrai in una camera interna. 3 Prenderai il vasetto dell'olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: "Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele". Poi aprirai la porta e fuggirai e non aspetterai".

4 Il giovane, il servo del profeta, andò a Ramot di Gàlaad. 5 Appena giunto, trovò i capi dell'esercito seduti insieme. Egli disse: "Ho una parola per te, comandante".

Ieu disse: "Per chi fra tutti noi?".

Ed egli rispose: "Per te, comandante".

6 Si alzò ed entrò in casa, e quello gli versò l'olio sulla testa dicendogli: "Così dice il Signore, Dio d'Israele: "Ti ungo re sul popolo del Signore, su Israele. 7 Tu colpirai la casa di Acab, tuo signore; io vendicherò il sangue dei miei servi, i profeti, e il sangue di tutti i servi del Signore, sparso dalla mano di Gezabele. 8 Tutta la casa di Acab perirà; io eliminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. 9 Renderò la casa di Acab come la casa di Geroboamo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achia. 10 I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl; nessuno la seppellirà"". Quindi aprì la porta e fuggì.

11 Quando Ieu uscì per raggiungere gli ufficiali del suo signore, gli domandarono: "Va tutto bene? Perché questo pazzo è venuto da te?".

Egli disse loro: "Voi conoscete l'uomo e le sue chiacchiere".

12 Gli dissero: "Non è vero! Su, raccontaci!".

Egli disse: "Mi ha parlato così e così, affermando: "Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele"".

13 Allora si affrettarono e presero ciascuno il proprio mantello e lo stesero sui gradini sotto di lui, suonarono il corno e gridarono: "Ieu è re".

Il complotto di Ieu contro il re Ioram

14 Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì, congiurò contro Ioram. Ora Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Gàlaad di fronte a Cazaèl, re di Aram, 15 poi il re Ioram era tornato a curarsi a Izreèl le ferite ricevute dagli Aramei nella guerra contro Cazaèl, re di Aram. Ieu disse: "Se tale è la vostra convinzione, nessuno fugga dalla città per andare ad annunciarlo a Izreèl". 16 Ieu salì su un carro e partì per Izreèl, perché là giaceva malato Ioram e Acazia, re di Giuda, era sceso a visitarlo.

17 La sentinella che stava sulla torre di Izreèl vide la schiera di Ieu che avanzava e disse: "Vedo una schiera".

Ioram disse: "Prendi un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: "Tutto bene?"".

18 Uno a cavallo andò loro incontro e disse: "Così dice il re: "Tutto bene?"".

Ieu disse: "Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi".

La sentinella riferì: "Il messaggero è arrivato da quelli, ma non torna indietro".

19 Il re mandò un altro cavaliere che, giunto da quelli, disse: "Il re domanda: "Tutto bene?"".

Ma Ieu disse: "Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi".

20 La sentinella riferì: "È arrivato da quelli, ma non torna indietro. Il modo di guidare è come quello di Ieu, figlio di Nimsì: difatti guida all'impazzata".

21 Ioram disse: "Attacca i cavalli". Attaccarono i cavalli al suo carro. Ioram, re d'Israele, e Acazia, re di Giuda, uscirono ognuno sul proprio carro. Uscirono incontro a Ieu, che trovarono nel campo di Nabot di Izreèl. 22 Quando Ioram vide Ieu, gli domandò: "Tutto bene, Ieu?".

Rispose: "Come può andare tutto bene fin quando durano le prostituzioni di Gezabele, tua madre, e le sue numerose magie?".

23 Allora Ioram si volse indietro e fuggì, dicendo ad Acazia: "Tradimento, Acazia!".

24 Ieu, impugnato l'arco, colpì Ioram tra le spalle. La freccia gli attraversò il cuore ed egli si accasciò sul carro. 25 Ieu disse a Bidkar, suo scudiero: "Sollevalo, gettalo nel campo di Nabot di Izreèl. Ricòrdatelo: io e te eravamo con coloro che cavalcavano appaiati dietro Acab, suo padre, e il Signore proferì su di lui questo oracolo: 26 "Non ho forse visto ieri il sangue di Nabot e il sangue dei suoi figli? Oracolo del Signore. Ti ripagherò in questo stesso campo. Oracolo del Signore". Sollevalo e gettalo nel campo secondo la parola del Signore".

27 Visto ciò, Acazia, re di Giuda, fuggì per la strada di Bet-Gan; Ieu l'inseguì e ordinò: "Colpite anche lui!". Lo colpirono sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleàm. Egli fuggì a Meghiddo, dove morì. 28 I suoi ufficiali lo portarono a Gerusalemme su un carro e lo seppellirono nel suo sepolcro, accanto ai suoi padri, nella Città di Davide. 29 Acazia era divenuto re di Giuda nell'anno undicesimo di Ioram, figlio di Acab.

Morte di Gezabele

30 Ieu arrivò a Izreèl. Appena lo seppe, Gezabele si truccò gli occhi con stibio, si ornò il capo e si affacciò alla finestra. 31 Mentre Ieu arrivava alla porta, gli domandò: "Tutto bene, Zimrì, assassino del suo signore?".

32 Ieu alzò lo sguardo verso la finestra e disse: "Chi è con me? Chi?". Due o tre cortigiani si affacciarono a guardarlo. 33 Egli disse: "Gettàtela giù". La gettarono giù. Parte del suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli, che la calpestarono.

34 Poi Ieu entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: "Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re". 35 Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani. 36 Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: "È la parola del Signore, che aveva detto per mezzo del suo servo Elia, il Tisbita: "Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele. 37 E il cadavere di Gezabele sarà come letame sulla superficie della campagna nel campo di Izreèl, così che non si potrà più dire: Questa è Gezabele"".

Commento

La pace di Dio

Nel profondo di ogni cuore umano vi è un grande desiderio di pace. In questo brano, il popolo di Dio sta attraversando un periodo estremamente difficile. Ioram, re di Giuda, compie "ciò che è male agli occhi del Signore" (8,18, MSG). Lo stesso fa Acazia. Anche lui compie "ciò che è male agli occhi del Signore" (v.27, MSG).

Ma in mezzo a tutto questo, troviamo un raggio di speranza. Ieu, figlio di Giosafat, viene unto re da Eliseo (9,1-3). Il giovane profeta versa olio sul capo di Ieu e proclama: "Così dice il Signore, Dio d'Israele: 'Ti ungo re sul popolo del Signore, su Israele'" (v.6). È interessante notare che i compagni di Ieu considerano il profeta un "pazzo" (v.11). Più tardi, Ieu stesso viene visto guidare il suo carro "all'impazzata" (v.20).

Ieu inizia a eseguire le sue istruzioni, e Ioram manda dei messaggeri a chiedergli per tre volte: "Tutto bene?" (vv.17.19.22) Ieu risponde: "Come può andare tutto bene fin quando durano le prostituzioni di Gezabele, tua madre, e le sue numerose magie?" (v.22) La stessa Gezabele rivolge lui la stessa domanda: "Tutto bene?" (v.31) La risposta è "no". Gezabele viene uccisa in modo orribile, adempimento della profezia che Elia aveva fatto (1 Re 21,23).

Sono giorni di male, morte e divisione. La dichiarazione di Ieu che non ci può essere pace finché la malvagità di Gezabele continua in Israele ci ricorda che la vera pace si può trovare solo in Dio. L'agitazione di questi brani ci ricorda che Dio vuole portare salvezza e pace, e per questo avrà bisogno di Gesù.

Gesù ha detto: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace" (Giovanni 14,27). La Chiesa primitiva predicava "la pace per mezzo di Gesù Cristo" (Atti 10,36). San Paolo scrive: "Noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo" (Romani 5,1). "Lo Spirito tende alla vita e alla pace" (8,6). Egli inizia molte delle sue lettere con "Grazia a voi e pace" (1 Corinzi 1,3; 2 Corinzi 1,2; Galati 1,3).

Tornando alla storia di Stephen Lungu, le parole di quel predicatore lo convinsero dei suoi peccati e lo portarono all'incontro con Gesù. Sperimentò la presenza di Dio e sentì parlare della grazia e della pace di Dio.

Stephen si avvicinò al palco barcollando, si aggrappò ai piedi del predicatore e cominciò a piangere. Quella sera divenne un discepolo di Gesù Cristo.

Il mattino seguente si presentò alla stazione di polizia locale e confessò i suoi crimini. Il sergente guardò il lungo foglio d'accusa, ascoltò la sua storia e lo rilasciò. Salendo su un autobus con i pendolari del mattino, Stephen si sentì così felice che fu costretto a raccontare la buona notizia agli altri passeggeri. Ma non si fermò lì. Diventò lui stesso un missionario a tempo pieno e trascorse la sua vita raccontando agli altri di Gesù.

Alcuni anni fa, in occasione di un evento, un'anziana signora si presentò a lui. Diceva di voler seguire Gesù. Quella donna era sua madre, colei che lo aveva abbandonato tanti anni prima!

La presenza, la protezione e la pace di Dio sono una combinazione potente. Come lo stesso Stephen disse: "Poiché mi considero un miracolo della grazia di Dio, credo che il potere di Gesù Cristo di salvare i peccatori esista ancora. Se ha cambiato me, può cambiare chiunque".

Nel mezzo degli attacchi, sia da parte dei vicini che dei nemici o delle autorità, possiamo sempre trovare pace sapendo che Dio ha il controllo degli eventi e della storia e trasforma l'opposizione in opportunità.

Preghiera

Signore, oggi non voglio preoccuparmi per nulla e, in ogni circostanza, presentarti le mie richieste con suppliche e ringraziamenti. Ti prego perché la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodisca il mio cuore e la mia mente in Cristo Gesù (vedi Filippesi 4,6-7).

La moglie di Nicky dice

2 Re 9,1-37

In 2 Re 9 vediamo Ieu frustrato da ciò che stava succedendo e desideroso di un cambiamento. Come facciamo a sapere quando è giusto avanzare? Ieu ha doni e posizione sociale. Prega Dio e parla con i suoi amici e colleghi, i quali lo consigliano e lo rassicurano sulle decisioni da prendere (v.13). E quando si alza per comandare la gente lo segue.

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Riferimenti

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso.

Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

Gustave Flaubert, letter to Louise Colet, 14 June 1853

Stephen Lungu, Out of the Black Shadows: The Amazing Transformation of Stephen Lungu (Monarch Books, 2006).

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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