Giorno 188

Come affrontare le sfide della vita

Sapienziali Salmi 81,1-8
Nuovo Testamento Atti degli Apostoli 25,1-22
Antico Testamento 2 Re 12,2-14,22

Introduzione

Il presidente John Fitzgerald Kennedy un giorno disse: "Ci troviamo oggi alle soglie di una nuova frontiera… Una frontiera di sconosciute opportunità e pericoli, una frontiera di speranze inappagate e di minacce… Questo non riassume ciò che ho intenzione di offrire al popolo americano, ma ciò che ho intenzione di chiedere loro".

La vita è un insieme di sfide, problemi e difficoltà. A volte siamo tentati di pensare che se supereremo una certa sfida tutto sarà poi senza problemi. Ma non è così. Ogni volta che superiamo una sfida, un'altra se ne presenta dietro l'angolo.

La vera tentazione è pensare che queste sfide siano un impedimento a svolgere il ministero, o compito, che Dio ci ha affidato. Un ex vescovo di Kensington ha detto: "Questi non sono i problemi associati al ministero, sono il ministero".

La Bibbia racconta la vita. Nei brani di oggi, il salmista affronta dolore e angoscia. Paolo affronta false accuse e la frustrazione di essere trattenuto in prigione con accuse inventate. I re dell'Antico Testamento affrontano battaglie e l'enorme sfida di un progetto di costruzione maestoso.

Il nostro mondo oggi sta affrontando grandi sfide come le pandemie, la piaga del razzismo, la schiavitù moderna, il cambiamento climatico, la fame globale, le guerre e il terrorismo.

Nel leggere i brani di oggi, mi accorgo che le mie sfide personali, i miei problemi e le mie difficoltà quotidiane non sono nulla se paragonate a quelle che il popolo di Dio ha affrontato nella storia e continua ad affrontare anche oggi in tutto il mondo.

Sapienziali

Salmi 81,1-8

Salmo 81

1 Al maestro del coro. Su "I torchi". Di Asaf.

2 Esultate in Dio, nostra forza,
  acclamate il Dio di Giacobbe!
3 Intonate il canto e suonate il tamburello,
  la cetra melodiosa con l'arpa.

4 Suonate il corno nel novilunio,
  nel plenilunio, nostro giorno di festa.
5 Questo è un decreto per Israele,
  un giudizio del Dio di Giacobbe,
6 una testimonianza data a Giuseppe,
  quando usciva dal paese d'Egitto.

 Un linguaggio mai inteso io sento:

7 "Ho liberato dal peso la sua spalla,
  le sue mani hanno deposto la cesta.
8 Hai gridato a me nell'angoscia
  e io ti ho liberato;
  nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
  ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.

Commento

Parlare con Dio dei nostri problemi

Spesso, nella vita, affrontiamo momenti di prova. Forse ne stai affrontando uno proprio in questo periodo. A volte, Dio permette le prove, come ad esempio alle acque di Meriba, dove il suo popolo viene messo alla prova (v.8, vedi anche Numeri 20). Tuttavia, non vuole che affrontiamo le prove e le sfide da soli. Ama comunicare con noi e desidera che ci rivolgiamo a lui per parlargli dei nostri problemi.

Dio dice: "Ho liberato dal peso la sua spalla,

le sue mani hanno deposto la cesta.

Hai gridato a me nell'angoscia

e io ti ho liberato" (vv.7-8a, MSG).

Qualunque sia la situazione o difficoltà che stiamo affrontando, possiamo sempre portarla a Dio in preghiera.

Dio rimuove i loro fardelli e li soccorre nella loro angoscia. Il salmista inizia con l'adorazione, la celebrazione e la gioia: "Esultate in Dio, nostra forza" (v.2).

Preghiera

Signore, grazie perché nelle sfide e nei problemi quotidiani sei mia forza e mia gioia. Signore, ti chiedo oggi di venire in mio soccorso per…

Nuovo Testamento

Atti degli Apostoli 25,1-22

Paolo fa ricorso all'imperatore romano

25Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo salì da Cesarèa a Gerusalemme. 2 I capi dei sacerdoti e i notabili dei Giudei si presentarono a lui per accusare Paolo, e lo pregavano, 3 chiedendolo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme; e intanto preparavano un agguato per ucciderlo lungo il percorso. 4 Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesarèa e che egli stesso sarebbe partito di lì a poco. 5 "Quelli dunque tra voi - disse - che hanno autorità, scendano con me e, se vi è qualche colpa in quell'uomo, lo accusino".

6 Dopo essersi trattenuto fra loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarèa e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli si conducesse Paolo. 7 Appena egli giunse, lo attorniarono i Giudei scesi da Gerusalemme, portando molte gravi accuse, senza però riuscire a provarle.

8 Paolo disse a propria difesa: "Non ho commesso colpa alcuna, né contro la Legge dei Giudei né contro il tempio né contro Cesare".

9 Ma Festo, volendo fare un favore ai Giudei, si rivolse a Paolo e disse: "Vuoi salire a Gerusalemme per essere giudicato là di queste cose, davanti a me?".

10 Paolo rispose: "Mi trovo davanti al tribunale di Cesare: qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente. 11 Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c'è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare".

12 Allora Festo, dopo aver discusso con il consiglio, rispose: "Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai".

Paolo compare davanti al re Agrippa

13 Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenice e vennero a salutare Festo. 14 E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: "C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, 15 contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna.

16 Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa. 17 Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. 18 Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; 19 avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo. 20 Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. 21 Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare".

22 E Agrippa disse a Festo: "Vorrei anche io ascoltare quell'uomo!".

"Domani - rispose - lo potrai ascoltare".

Commento

Fiducia nel fatto che Dio ha tutto sotto controllo

Fede significa fidarsi di Dio. C.S. Lewis ha detto: "La fede è l'arte di aggrapparsi a cose che la tua ragione ha accettato una volta nonostante i tuoi umori mutevoli". Quando tutto sembra andare storto, non è facile fidarsi di Dio.

In modo molto obiettivo e poco emotivo, Luca racconta il processo a Paolo. Paolo sta attraversando un periodo particolarmente frustrante. Grande leader della Chiesa, predicatore del Vangelo e maestro, si trova rinchiuso, impedito di fare ciò che è chiamato a fare. Sopporta le costrizioni fisiche e il disagio della prigionia.

Contro di lui vengono mosse accuse molto gravi (vv.1-7), alle quali risponde sottolineando di non aver commesso "colpa alcuna" (vv.8.10). Ma Festo è più interessato a ciò che la gente pensa (v.9) che a ciò che è giusto. Un comportamento il suo da non imitare nella nostra vita. La nostra prima domanda dovrebbe essere sempre: "Qual è la cosa giusta da fare?" Festo guarda alla popolarità e non alla giustizia. Alla fine, Paolo fa appello a Cesare (v.11).

All'arrivo del re Agrippa, Festo discute con lui il caso di Paolo. Dice: "Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo" (vv.18-19).

La risurrezione di Gesù dovrebbe essere sempre al centro del messaggio che annunciamo. L'unica accusa che viene mossa a Paolo è che predica Gesù vivo. Le altre accuse, sia pur diverse e numerose, non vengono neppure presentate.

In mezzo a difficoltà e frustrazioni, gesti di disonestà, ritardi e tentennamenti nei processi, Dio opera per il bene. In Romani, Paolo scrive: "Sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno" (Romani 8,28). Nella vicenda di Paolo, Dio opera per un bene a breve, medio e lungo termine.

Primo, a breve termine. Paolo ha l'opportunità di parlare ad Agrippa. Dopo aver sentito parlare di Paolo, Agrippa dice a Festo: "Vorrei anche io ascoltare quell'uomo!" (Atti 25,22) Anche nei momenti di frustrazione e difficoltà, si possono presentare interessanti occasioni e opportunità per parlare di Gesù.

Secondo, a medio termine. Paolo viene trasferito a Roma. In precedenza, aveva espresso il desiderio di andare a Roma per predicare il Vangelo (vedi 19,21 e Romani 1,15; 15,23). Il Signore stesso gli aveva detto che avrebbe testimoniato a Roma (Atti 23,11). Ed è proprio ciò che avviene ora con il processo di Paolo. Viene deciso il suo trasferimento a Roma.

Terzo, a lungo termine. In 2.000 anni di storia moltissime persone hanno trovato nella situazione di Paolo, ingiustamente accusato e incarcerato, conforto e coraggio. Penso che, in mezzo a tutte queste difficoltà, lo stesso Paolo sarebbe rimasto stupito nel vedere quanto bene questa vicenda avrebbe portato. Anche per noi vale lo stesso. Nelle sfide quotidiane, la nostra fedeltà a Dio può cambiare le cose, dare coraggio e trasformare le vite delle persone, anche se noi, in questa vita, potremmo non riuscire a vederne i frutti.

Preghiera

Signore, grazie perché ogni volta che affrontiamo accuse e critiche sei con noi. Grazie perché le difficoltà nella vita cooperano insieme per il bene di coloro che ti amano e sono chiamati secondo il tuo disegno di salvezza (Romani 8,28).

Antico Testamento

2 Re 12,2-14,22

Ioas ordina di riparare il tempio

2 Divenne re nell'anno settimo di Ieu e regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre, di Betsabea, si chiamava Sibìa. 3 Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perché lo aveva istruito il sacerdote Ioiadà.

4 Ma non scomparvero le alture, dal momento che il popolo sacrificava e offriva ancora incenso sulle alture. 5 Ioas disse ai sacerdoti: "Tutto il denaro delle cose sacre, che viene portato nel tempio del Signore, il denaro corrente versato da ognuno come riscatto della persona e tutto il denaro delle libere offerte di ciascuno al tempio del Signore,

6 lo ritirino per sé i sacerdoti, ognuno dai propri addetti; ed essi riparino le parti danneggiate del tempio, ovunque vi trovino danni". 7 Ora nell'anno ventitreesimo del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora riparato le parti danneggiate del tempio. 8 Il re Ioas convocò il sacerdote Ioiadà con i sacerdoti e disse loro: "Perché non avete riparato le parti danneggiate del tempio? D'ora innanzi non dovrete più ritirare il denaro dai vostri addetti, ma lo consegnerete direttamente per le parti danneggiate del tempio".

9 I sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal popolo e a non curare il restauro del tempio. 10 Il sacerdote Ioiadà prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la pose a lato dell'altare, a destra di chi entra nel tempio del Signore. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il denaro portato al tempio del Signore. 11 Quando vedevano che nella cassa c'era molto denaro, saliva lo scriba del re, insieme con il sommo sacerdote, ed essi raccoglievano e contavano il denaro trovato nel tempio del Signore. 12 Consegnavano il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai costruttori che lavoravano nel tempio del Signore,

13 ai muratori, agli scalpellini, per l'acquisto di legname e pietre da taglio, per riparare le parti danneggiate del tempio del Signore e per tutto quanto era necessario per riparare il tempio. 14 Ma con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano fare nel tempio del Signore né coppe d'argento, né coltelli, né vasi per l'aspersione, né trombe, nessun oggetto d'oro o d'argento. 15 Esso infatti era consegnato solo agli esecutori dei lavori, perché riparassero il tempio del Signore. 16 Non si controllavano coloro nelle cui mani veniva consegnato il denaro da dare agli esecutori dei lavori, perché lavoravano con onestà.

17 Il denaro del sacrificio di riparazione e del sacrificio per il peccato non era portato nel tempio del Signore, ma era per i sacerdoti. 18 In quel tempo Cazaèl, re di Aram, salì per combattere contro Gat e la conquistò. Poi Cazaèl si accinse a salire a Gerusalemme.

19 Ioas, re di Giuda, prese tutti gli oggetti consacrati da Giòsafat, da Ioram e da Acazia, suoi padri, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso, insieme con tutto l'oro trovato nei tesori del tempio del Signore e della reggia; egli mandò tutto ciò a Cazaèl, re di Aram, che si allontanò da Gerusalemme. 20 Le altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 21 I suoi ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; colpirono Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla. 22 Iozabàd, figlio di Simeàt, e Iozabàd, figlio di Somer, suoi ufficiali, lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Amasia.

Ioacàz, re d'Israele

13Nell'anno ventitreesimo di Ioas, figlio di Acazia, re di Giuda, Ioacàz, figlio di Ieu, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò diciassette anni. 2 Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. 3 L'ira del Signore si accese contro Israele e li consegnò in mano a Cazaèl, re di Aram, e in mano a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo.

4 Ma Ioacàz placò il volto del Signore e il Signore lo ascoltò, perché aveva visto l'oppressione d'Israele: infatti il re di Aram lo opprimeva. 5 Il Signore concesse un salvatore a Israele, che così riuscì a sfuggire al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. 6 Ma essi non si allontanarono dai peccati che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele, ma li imitarono e anche il palo sacro rimase in piedi a Samaria.

7 Pertanto non furono lasciati soldati a Ioacàz, se non cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta.

8 Le altre gesta di Ioacàz, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 9 Ioacàz si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria e al suo posto divenne re suo figlio Ioas.

Ioas, re d'Israele

10 Nell'anno trentasettesimo di Ioas, re di Giuda, Ioas, figlio di Ioacàz, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò sedici anni. 11 Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebat aveva fatto commettere a Israele, ma li imitò.

12 Le altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e la potenza con cui combatté con Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 13 Ioas si addormentò con i suoi padri e sul suo trono si sedette Geroboamo. Ioas fu sepolto a Samaria con i re d'Israele.

14 Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas, re d'Israele, scese da lui, scoppiò in pianto in sua presenza, dicendo: "Padre mio, padre mio, carro d'Israele e suoi destrieri!".

15 Eliseo gli disse: "Va' a prendere arco e frecce", ed egli prese arco e frecce per lui. 16 Disse ancora Eliseo al re d'Israele: "Metti la tua mano sull'arco". Dopo che egli ebbe messa la mano, Eliseo mise le sue mani sopra le mani del re,

17 quindi disse: "Apri la finestra verso oriente". Dopo che egli ebbe aperta la finestra, Eliseo disse: "Tira!". Ioas tirò. Eliseo disse: "Freccia vittoriosa del Signore, freccia vittoriosa contro Aram. Tu colpirai Aram ad Afek, sino a finirlo".

18 Eliseo disse: "Prendi le frecce". E quando quegli le ebbe prese, disse al re d'Israele: "Colpisci la terra", ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. 19 L'uomo di Dio s'indignò contro di lui e disse: "Colpendo cinque o sei volte, avresti colpito Aram sino a finirlo; ora, invece, sconfiggerai Aram solo tre volte".

20 Eliseo morì e lo seppellirono.

Nell'anno successivo alcune bande di Moab penetrarono nella terra. 21 Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono quell'uomo sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, riacquistò la vita e si alzò sui suoi piedi.

22 Cazaèl, re di Aram, oppresse gli Israeliti per tutti i giorni di Ioacàz. 23 Ma il Signore ebbe pietà di loro, ne ebbe compassione e tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe; non volle distruggerli e non li ha rigettati dal suo volto fino ad ora.

24 Cazaèl, re di Aram, morì e al suo posto divenne re suo figlio Ben-Adàd. 25 Allora Ioas, figlio di Ioacàz, tornò a prendere a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, le città che Cazaèl aveva tolte con la guerra a suo padre Ioacàz. Ioas lo sconfisse tre volte; così recuperò le città d'Israele.

Amasia, re di Giuda

14Nell'anno secondo di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele, Amasia, figlio di Ioas, divenne re di Giuda. 2 Quando divenne re aveva venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddàn. 3 Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non come Davide, suo padre: fece come suo padre Ioas. 4 Solo non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture.

5 Quando il regno fu saldo nelle sue mani, uccise i suoi ufficiali che avevano ucciso il re, suo padre. 6 Ma non fece morire i figli degli uccisori, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: "Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri. Ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato".

7 Egli sconfisse gli Edomiti nella valle del Sale, in tutto diecimila. In quella guerra occupò Sela e la chiamò Iokteèl, come è chiamata ancora oggi.

8 Allora Amasia mandò messaggeri a Ioas, figlio di Ioacàz, figlio di Ieu, re d'Israele, per dirgli: "Vieni, affrontiamoci".

9 Ioas, re d'Israele, fece rispondere ad Amasia, re di Giuda: "Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: "Da' in moglie tua figlia a mio figlio". Ma passò una bestia selvatica del Libano e calpestò il cardo. 10 Hai ben colpito Edom, e il tuo cuore ti ha esaltato. Sii glorioso, ma resta nella tua casa. Perché ti precipiti in una disfatta? Potresti soccombere tu e Giuda con te".

11 Ma Amasia non lo ascoltò. Allora Ioas, re d'Israele, si mosse; si affrontarono, lui e Amasia, re di Giuda, presso Bet-Semes, che appartiene a Giuda. 12 Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 13 Ioas, re d'Israele, fece prigioniero Amasia, re di Giuda, figlio di Ioas, figlio di Acazia, a Bet-Semes. Quindi, andato a Gerusalemme, aprì una breccia nelle mura di Gerusalemme dalla porta di Èfraim fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. 14 Prese tutto l'oro e l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio del Signore e nei tesori della reggia, e gli ostaggi, e tornò a Samaria.

15 Le altre gesta che compì Ioas, la sua potenza e la guerra che combatté contro Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 16 Ioas si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria con i re d'Israele e al suo posto divenne re suo figlio Geroboamo.

17 Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, visse quindici anni dopo la morte di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele. 18 Le altre gesta di Amasia non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda?

19 Si ordì contro di lui una congiura a Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis, dove l'uccisero. 20 Lo caricarono su cavalli e fu sepolto a Gerusalemme con i suoi padri nella Città di Davide.

21 Tutto il popolo di Giuda prese Azaria, che aveva sedici anni, e lo fece re al posto di suo padre Amasia. 22 Egli ricostruì Elat, riannettendola a Giuda, dopo che il re si era addormentato con i suoi padri.

Commento

Cogliere ogni opportunità che Dio ci dà

Nel mezzo di questa storia piuttosto deprimente dei re d'Israele e di Giuda, troviamo un episodio della vita di Eliseo che incoraggia a cogliere ogni opportunità che Dio ci dà, ad essere perseveranti e a non arrendersi mai.

Nel racconto troviamo dei leader che fanno "ciò che è male agli occhi del Signore" (13,2.11). Ne troviamo altri, invece, che fanno "ciò che è retto agli occhi del Signore" (14,3).

Dio è straordinariamente benevolo. Quando Ioacàz, che stava facendo ciò che è male agli occhi del Signore, inizia a cercare il suo favore, il Signore lo ascolta (13,4). Ogni volta che anche noi ci fermiamo e cerchiamo il favore del Signore, lui ci ascolta.

In questo elenco di leader, Ioas è probabilmente il migliore. Egli compie "ciò che era retto agli occhi del Signore" (12,3), anche se solo per una parte del suo regno.

Ioas intraprende un progetto di costruzione. Come molti progetti, ci vuole molto più tempo del previsto. È scritto: "Nell'anno ventitreesimo del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora riparato le parti danneggiate del tempio" (v.7). Il re convoca una riunione e chiede: "Perché non avete riparato le parti danneggiate del tempio?" (v.8)

Alla fine si mettono all'opera. Raccolgono il denaro necessario (v.11), agiscono tutti con totale onestà (v.15) e si compiono progressi.

Oggi, il tempio di Dio non è più solo un edificio fisico, ma sopratutto un popolo, il popolo di Dio. Il nostro denaro e i nostri sforzi dovrebbero essere destinati all'edificazione del popolo di Dio, in numero (evangelizzazione), in maturità (discepolato) e nella cura della comunità (trasformazione sociale). Abbiamo inoltre bisogno di edifici per questo scopo e non è sbagliato investire soldi per le infrastrutture della chiesa quando sono necessarie.

Oltre alla sfida degli edifici, il popolo di Dio affronta la sfida delle battaglie. In questo passo viene descritto come devono affrontare Aram. Al re d'Israele, Eliseo dice: "Va' a prendere arco e frecce... Prendi le frecce... Colpisci la terra" (13,15-18). Il re la percuote "tre volte" e poi si ferma (v.18c). Eliseo commenta: "Colpendo cinque o sei volte, avresti colpito Aram sino a finirlo; ora, invece, sconfiggerai Aram solo tre volte" (v.19).

Ricordo di aver letto questi versetti nel 1998, dopo che avevamo organizzato il primo evento nazionale Alpha, invitando molte persone a partecipare ad Alpha per ascoltare la buona notizia di Gesù. Ci stavamo chiedendo se era il caso di fare una seconda iniziativa o aspettare un altro anno o poco più. Leggendo questi versetti ho percepito che dovevamo continuare a battere il terreno ancora e ancora.

Qualunque siano le sfide che stai affrontando oggi, continua a pregare, a confidare, a cercare opportunità per servire Dio e non arrenderti mai!

Preghiera

Signore, nell'affrontare le sfide future, donaci la determinazione di non arrenderci e la perseveranza di continuare ad andare avanti fino alla fine.

La moglie di Nicky dice

2 Re 12,18

Ioas dona al re Cazaèl di Aram, che lo stava attaccando, tutti i tesori del tempio.

A volte, fare dei regali alle persone che sono arrabbiate con noi funziona davvero!

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Riferimenti

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso.

Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

C. S. Lewis, Mere Christianity, (William Collins, 2012), pp.140–141

John F. Kennedy, Address of Senator John F. Kennedy Accepting the Democratic Party Nomination for the Presidency of the United States – Memorial Coliseum, Los Angeles,July 15, 1960

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation

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