Giorno 197

Cuori teneri e piedi duri

Sapienziali Proverbi 17,5-14
Nuovo Testamento Romani 2,17-3,8
Antico Testamento Amos 1,1-2,16

Introduzione

All'età di 21 anni, Jackie Pullinger prese la nave più economica che riuscì a trovare. Fece scalo in molti paesi del mondo e pregò perché Dio le indicasse il posto giusto dove fermarsi. Nel 1966 giunse a Hong Kong in un luogo chiamato Walled City, Città Murata, una piccola area densamente popolata e senza legge, non controllata né dalla Cina né da Hong Kong. Una baraccopoli per eroinomani, bande e prostituzione. Scrisse:

Amavo questo luogo oscuro. Odiavo quello che succedeva, ma non volevo essere da nessun'altra parte. Era come se potessi già vedere un'altra città al suo posto, e quella città era piena di luce. Era il mio sogno. Non c'era più pianto, né morte o dolore. I malati venivano guariti, i tossicodipendenti liberati, i poveri saziati. Famiglie che accoglievano gli orfani, case per i senzatetto e una nuova dignità per coloro che avevano vissuto nella vergogna. Non avevo idea di come realizzare tutto questo, ma con "zelo visionario" sognavo di portare alle persone di Walled City colui che poteva cambiare tutto: Gesù.

Jackie Pullinger ha lavorato per oltre mezzo secolo con eroinomani, membri di bande e prostitute. Ricordo bene un suo discorso di alcuni anni fa. Iniziò dicendo: "Dio vuole che abbiamo cuori teneri e piedi duri. Ma spesso ciò che abbiamo sono cuori duri e piedi teneri".

Jackie è un esempio luminoso di tutto questo: non dormire, non mangiare e non avere nessuna comodità per servire gli altri. Dio vuole che abbiamo cuori teneri, pieni di amore e compassione. Ma se vogliamo fare la differenza nel mondo, dobbiamo avere anche piedi duri, per percorrere strade difficili ed affrontare sfide a volte impossibili.

Sapienziali

Proverbi 17,5-14

5 Chi deride il povero offende il suo creatore,
  chi gioisce per colui che va in rovina non resterà impunito.

6 Corona dei vecchi sono i figli dei figli,
  onore dei figli i loro padri.

7 Non s'addice all'insensato un linguaggio elevato,
  ancor meno al principe un linguaggio falso.

8 Il regalo di corruzione è come un talismano per chi lo possiede:
  dovunque egli si volga ottiene successo.

9 Chi copre la colpa cerca l'amicizia,
  ma chi la divulga divide gli amici.

10 Fa più effetto un rimprovero all'assennato
  che cento percosse allo stolto.

11 Il malvagio non cerca altro che la ribellione,
  ma gli sarà mandato contro un messaggero senza pietà.

12 Meglio incontrare un'orsa privata dei figli
  che uno stolto in preda alla follia.

13 A chi rende male per bene
  non si allontanerà la sventura dalla sua casa.

14 Iniziare un litigio è come aprire una diga;
  prima che la lite si esasperi, troncala.

Commento

Ammorbidire il cuore verso gli altri

Se avremo un cuore tenero, ammorbidito da Dio, inevitabilmente dimostreremo amore verso gli altri. Il nostro obiettivo dovrebbe essere vivere una vita che promuove l'amore.

1. Amare i poveri

Il nostro atteggiamento verso i poveri riflette il nostro atteggiamento verso Dio: "Chi deride il povero offende il suo creatore" (v.5a). Come popolo di Dio, siamo chiamati all'amicizia e al servizio dei poveri.

2. Amare la propria famiglia

L'ideale di Dio è che possiamo vivere rapporti stretti e amorevoli con i nostri genitori, nonni e figli: "Corona dei vecchi sono i figli dei figli, onore dei figli i loro padri" (v.6).

3. Amare gli amici

L'amore tra amici veri è estremamente prezioso. Dovremmo sempre proteggere e custodire le nostre amicizie. Non offendersi e non portare rancore: "Chi copre la colpa cerca l'amicizia, ma chi la divulga divide gli amici" (v.9, MSG).

4. Amare coloro che ci criticano

Gesù ha detto: "Amate i vostri nemici" (Matteo 5,44). Un cuore tenero è disposto ad accettare le critiche, sia che provengano da un amico che da un "nemico". "Fa più effetto un rimprovero all'assennato che cento percosse allo stolto" (Proverbi 17,10).

Dovremmo fare di tutto per evitare le discussioni: "Iniziare un litigio è come aprire una diga; prima che la lite si esasperi, troncala" (v.14).

Preghiera

Signore, aiutaci ad amare così. Aiutaci a custodire i nostri rapporti in famiglia, con gli amici ed anche verso coloro che ci criticano. Aiutaci ad amare i poveri e a fare davvero la differenza nella loro vita.

Nuovo Testamento

Romani 2,17-3,8

Anche i Giudei sono nel peccato

17 Ma se tu ti chiami Giudeo e ti riposi sicuro sulla Legge e metti il tuo vanto in Dio, 18 ne conosci la volontà e, istruito dalla Legge, sai discernere ciò che è meglio, 19 e sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, 20 educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché nella Legge possiedi l'espressione della conoscenza e della verità... 21 Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi? 22 Tu che dici di non commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? 23 Tu che ti vanti della Legge, offendi Dio trasgredendo la Legge! 24 Infatti sta scritto: Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra le genti.

25 Certo, la circoncisione è utile se osservi la Legge; ma, se trasgredisci la Legge, con la tua circoncisione sei un non circonciso. 26 Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della Legge, la sua incirconcisione non sarà forse considerata come circoncisione? 27 E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la Legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della Legge e la circoncisione, sei trasgressore della Legge.

28 Giudeo, infatti, non è chi appare tale all'esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la sua lode non viene dagli uomini, ma da Dio.

A nulla serve la circoncisione da sola

3Che cosa dunque ha in più il Giudeo? E qual è l'utilità della circoncisione? 2 Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le parole di Dio.

3 Che dunque? Se alcuni furono infedeli, la loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di Dio? 4 Impossibile! Sia chiaro invece che Dio è veritiero, mentre ogni uomo è mentitore, come sta scritto:

 Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole
  e vinca quando sei giudicato.

5 Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Dio è forse ingiusto quando riversa su di noi la sua ira? Sto parlando alla maniera umana. 6 Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo? 7 Ma se la verità di Dio abbondò nella mia menzogna, risplende di più per la sua gloria, perché anch'io sono giudicato ancora come peccatore? 8 E non è come alcuni ci fanno dire: "Facciamo il male perché ne venga il bene"; essi ci calunniano ed è giusto che siano condannati.

Commento

Ammorbidire il cuore verso Dio

Ciò che facciamo o sembriamo all'esterno non ha nessuna importanza se il nostro cuore non è tenero. Paolo esamina l'importanza del cuore. Spiega che gli Ebrei, il popolo eletto da Dio, avrebbero dovuto camminare sempre in continua relazione con Dio. Per questo era stata data loro la Legge. Conoscevano la volontà di Dio (2,17-18). Avrebbero dovuto essere "guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, educatore degli ignoranti, maestro dei semplici" (vv.19-20).

La circoncisione fisica era segno esteriore e visibile, riflesso dell'atteggiamento interiore e invisibile del cuore. Ma purtroppo essi, come tutti noi, non hanno osservato la sua Legge (vv.21-27).

Paolo focalizza la sua attenzione su ciò che conta davvero: "Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la sua lode non viene dagli uomini, ma da Dio" (v.29, MSG).

Per Dio, ciò che conta è il cuore. Ogni persona che ha lo Spirito Santo vivo nel proprio cuore, riceve la stessa eredità degli Ebrei nell'Antico Testamento. E questo vale per ogni vero cristiano.

Ci si potrebbe chiedere: ma essere Ebrei, allora, non ha nessun valore? Certo che no. Paolo sottolinea che essere Ebrei ha dei grandi vantaggi. Ad esempio, "a loro sono state affidate le parole di Dio" (3,2). Un privilegio, questo, incredibile! Ma nelle Scritture, oggi, non abbiamo solo le parole di Dio dell'Antico Testamento. Abbiamo anche le parole di Gesù contenute nel Nuovo Testamento. Un vantaggio, questo, ancora più grande.

In Romani, Paolo tratta questo aspetto in modo ancora più approfondito (Romani 9-11). Affronta inoltre un argomento che i suoi avversari sollevano contro di lui (3,3-8). Coglie l'occasione per sottolineare ancora una volta la fedeltà di Dio. Dio è fedele sempre, anche quando noi non lo siamo con lui. Di questo però non dovremmo approfittarne, cioè continuare a fare il male perché tanto lui è fedele. Sarebbe assurdo. La fedeltà di Dio è invece un grande dono e un grande incentivo per fare del bene ed essergli fedele sempre.

Preghiera

Signore, riempi il nostro cuore oggi con il tuo Spirito, con amore e compassione per ogni persona che incontreremo. Grazie per averci affidato le stesse parole di Dio. Aiutaci oggi ad esserti fedeli.

Antico Testamento

Amos 1,1-2,16

1Parole di Amos, che era allevatore di pecore, di Tekòa, il quale ebbe visioni riguardo a Israele, al tempo di Ozia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele, due anni prima del terremoto.

2 Egli disse:

"Il Signore ruggirà da Sion
  e da Gerusalemme farà udire la sua voce;
saranno avvizziti i pascoli dei pastori,
  sarà inaridita la cima del Carmelo".

Giudizio contro le nazioni

3 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Damasco
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno trebbiato Gàlaad
  con trebbie ferrate.
4 Alla casa di Cazaèl manderò il fuoco
  e divorerà i palazzi di Ben-Adàd;
5 spezzerò il catenaccio di Damasco,
  sterminerò chi siede sul trono di Bikat-Aven
e chi detiene lo scettro di Bet-Eden,
  e il popolo di Aram sarà deportato in esilio a Kir",
   dice il Signore.

6 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Gaza
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno deportato popolazioni intere
  per consegnarle a Edom.
7 Manderò il fuoco alle mura di Gaza
  e divorerà i suoi palazzi,
8 sterminerò chi siede sul trono di Asdod
  e chi detiene lo scettro di Àscalon;
 rivolgerò la mia mano contro Ekron
  e così perirà il resto dei Filistei",
   dice il Signore.

9 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Tiro
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno deportato popolazioni intere a Edom,
  senza ricordare l'alleanza fraterna.
10 Manderò il fuoco alle mura di Tiro
  e divorerà i suoi palazzi".

11 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Edom
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché ha inseguito con la spada suo fratello
  e ha soffocato la pietà verso di lui,
perché la sua ira ha sbranato senza fine
  e ha conservato lo sdegno per sempre.
12 Manderò il fuoco a Teman
  e divorerà i palazzi di Bosra".

13 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti degli Ammoniti
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno sventrato le donne incinte di Gàlaad
  per allargare il loro confine.
14 Darò fuoco alle mura di Rabbà
  e divorerà i suoi palazzi, tra il fragore di un giorno di battaglia,
  fra il turbine di un giorno di tempesta.
15 Il loro re andrà in esilio, e
  gli insieme ai suoi comandanti",
   dice il Signore.

2Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Moab
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché ha bruciato le ossa del re di Edom
  per ridurle in calce.
2 Manderò il fuoco a Moab
  e divorerà i palazzi di Keriòt
e Moab morirà nel tumulto,
  al grido di guerra, al suono del corno.
3 Eliminerò dal suo seno chi governa,
  ucciderò, insieme con lui, tutti i suoi prìncipi",
   dice il Signore.

4 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti di Giuda
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno rifiutato la legge del Signore
  e non ne hanno osservato i precetti,
 si sono lasciati traviare dagli idoli
  che i loro padri avevano seguito.
5 Manderò il fuoco a Giuda
  e divorerà i palazzi di Gerusalemme".

Giudizio contro Israele

6 Così dice il Signore:

"Per tre misfatti d'Israele
  e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno venduto il giusto per denaro
  e il povero per un paio di sandali,
7 essi che calpestano come la polvere della terra
  la testa dei poveri
  e fanno deviare il cammino dei miseri,
e padre e figlio vanno dalla stessa ragazza,
  profanando così il mio santo nome.
8 Su vesti prese come pegno si stendono
  presso ogni altare
e bevono il vino confiscato come ammenda
  nella casa del loro Dio.

9 Eppure io ho sterminato davanti a loro l'Amorreo,
  la cui statura era come quella dei cedri
  e la forza come quella della quercia;
 ho strappato i suoi frutti in alto
  e le sue radici di sotto.
10 Io vi ho fatto salire dalla terra d'Egitto
  e vi ho condotto per quarant'anni nel deserto,
  per darvi in possesso la terra dell'Amorreo.

11 Ho fatto sorgere profeti fra i vostri figli
  e nazirei fra i vostri giovani.
Non è forse così, o figli d'Israele?
  Oracolo del Signore.
12 Ma voi avete fatto bere vino ai nazirei
  e ai profeti avete ordinato: "Non profetate!".

13 Ecco, vi farò affondare nella terra,
  come affonda un carro quando è tutto carico di covoni.
14 Allora nemmeno l'uomo agile potrà più fuggire
  né l'uomo forte usare la sua forza,
  il prode non salverà la sua vita
15 né l'arciere resisterà,
  non si salverà il corridore
  né il cavaliere salverà la sua vita.
16 Il più coraggioso fra i prodi
  fuggirà nudo in quel giorno!".
   Oracolo del Signore.

Commento

Rinforzare i piedi per aiutare i poveri e i bisognosi

Un cuore tenero deve avere piedi duri. Il popolo di Dio era stato istruito e preparato ad operare a favore dei poveri e dei vulnerabili, a lottare contro le ingiustizie e a difendere gli oppressi.

Il periodo considerato in questo brano (760-750 a.C.) è di grande prosperità per Israele e Giuda. Ma la prosperità materiale non sempre è segno della benedizione di Dio. In questo periodo, la società si abbandona alla trascuratezza, alla corruzione, all'immoralità e alle ingiustizie.

Amos è un profeta, ma non un sacerdote o un ministro ordinato. Svolge il suo ministero nella quotidianità e sul luogo di lavoro. Allevatore di pecore, non si lascia attirare dalla prosperità, dal potere e dalla posizione. È difensore dei poveri oppressi e accusatore di quelle persone ricche e privilegiate che usano il nome di Dio per legittimare ingiustizia e oppressione.

Come l'apostolo Paolo, Amos proclama il giudizio di Dio sia contro i non religiosi che contro i religiosi.

Inizia con i non religiosi che "peccano a prescindere dalla legge". I popoli confinanti con Israele, ad esempio, commettono peccati terribili. Dio li condanna per l'eccessiva crudeltà e le orribili torture (1,3), per la schiavitù e il commercio di schiavi (v.6), per aver "soffocato la pietà" (v.11), per aver "sventrato” "donne incinte" (v.13) e per aver profanato i morti (2,1). Per questi terribili peccati, Amos parla dell'ira di Dio (1,3.6.9.11.13).

Sia Amos che Paolo (Romani 1,18-20) parlano di una legge naturale. I pagani non hanno la legge di Dio, ma per loro c'è comunque una "legge naturale", scritta nel "loro cuore" (2,15). Sanno che certe cose sono sbagliate. Nei processi di Norimberga, al termine della Seconda guerra mondiale, i leader nazisti sono stati condannati proprio a partire da questi principi naturali.

Amos, come Paolo (2,12), continua dicendo che il popolo di Dio, che ha la legge scritta, sarà giudicato con uno standard ancora più severo. Passa così dal giudizio sui Gentili al giudizio su Giuda e Israele: "Perché hanno rifiutato la legge del Signore e non ne hanno osservato i precetti" (Amos 2,4, MSG).

Sebbene Dio abbia agito in loro favore - "Eppure io ho sterminato davanti a loro l'Amorreo" (v. 9, MSG) - essi non hanno osservato le sue leggi. Il loro cuore è diventato duro nei confronti dei poveri e dei bisognosi. "Hanno venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali, essi che calpestano come la polvere della terra la testa dei poveri e fanno deviare il cammino dei miseri" (vv.6c-7b, MSG). "Padre e figlio vanno dalla stessa ragazza, profanando così il mio santo nome" (v.7c).

E ancora: "Su vesti prese come pegno si stendono presso ogni altare e bevono il vino confiscato come ammenda nella casa del loro Dio" (v.8, MSG).

Osserviamo qui che i peccati del popolo di Dio non sono così orribili come quelli dei non religiosi. Eppure il giudizio contro di loro è altrettanto severo (vv.13.16) perché Dio li ha benedetti molto generosamente (vv.10-11). Quando pensiamo ai nostri peccati non dovremmo mai essere soddisfatti per il fatto che ci sembrano meno gravi di quelli degli altri. Forse sono meno eclatanti, ma agli occhi di Dio possono essere altrettanto grandi. Ciò che dovremmo fare, invece, è ringraziare Dio per il perdono e la grazia che riceviamo attraverso Gesù.

Preghiera

Signore, donaci cuori teneri di compassione e amore per le situazioni di estrema povertà e ingiustizia nel nostro mondo. Donaci piedi duri e coraggio per uscire e fare qualcosa in soccorso di queste situazioni.

La moglie di Nicky dice

Proverbi 17,6

"Onore dei figli i loro padri". Per un genitore è un obiettivo meraviglioso!

Proverbi 17,14 "Iniziare un litigio è come aprire una diga; prima che la lite si esasperi, troncala".

Quando litighiamo con qualcuno, è facile desiderare di avere l'ultima parola. Ma le liti possono degenerare facilmente. Questo proverbio dice: lascia perdere e vai avanti.

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Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

Jackie Pullinger, Crack in the Wall (Hodder & Stoughton, 1993) pp.15–16

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
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