Giorno 214

Portare speranza alle persone

Sapienziali Salmi 89,47-53
Nuovo Testamento Romani 14,19-15,13
Antico Testamento 1 Cronache 11,1-12,22

Introduzione

Matthew viveva da tre anni sulle strade di Londra. Aveva solo 21 anni ed era senza dimora. Un giorno, a Charing Cross, incontrò Mark Russell. Mark era da poco stato nominato responsabile della Chiesa Salvation Army (Esercito della Salvezza) all'età di soli 31 anni. Quel giorno comprò del cibo a Matthew ed iniziò con lui un cammino che lo avrebbe condotto a Cristo.

Nell'alzarsi per andarsene gli chiese: "Matthew, il mese prossimo parlerò ad un migliaio di persone ad una trasmissione. Cosa potrei dire alla Chiesa d'Inghilterra oggi?"

Matthew rispose: "Di smettere di litigare e iniziare a portare speranza alle persone".

Nel commentare quelle parole, Mark Russell disse: "Non avevo mai sentito una definizione migliore di ciò che dovremmo fare: il nostro non è un Vangelo di speranza? Un Vangelo che porta speranza? Un Vangelo di vita, un Vangelo di trasformazione e soprattutto una speranza di vita eterna, la speranza di Gesù"?

Molte persone vedono solo una fine senza speranza, ma con Gesù si può godere di una speranza senza fine.

La speranza è una delle tre grandi virtù teologiche; le altre sono la carità e la fede. Il cardinale Raniero Cantalamessa ha detto: "Sono come tre sorelle. Due di loro sono cresciute e l'altra è una bambina. Vanno avanti insieme, mano nella mano, con la speranza del bambino nel mezzo. A guardarle sembrerebbe che le più grandi tirino il bambino, ma è il contrario: è il bambino che tira le due più grandi. È la speranza che tira la fede e la carità. Senza la speranza tutto si fermerebbe".

Sapienziali

Salmi 89,47-53

47 Fino a quando, Signore, ti terrai nascosto: per sempre?
 Arderà come fuoco la tua collera?
48 Ricorda quanto è breve la mia vita:
 invano forse hai creato ogni uomo?
49 Chi è l'uomo che vive e non vede la morte?
 Chi potrà sfuggire alla mano degli inferi?
50 Dov'è, Signore, il tuo amore di un tempo,
 che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?
51 Ricorda, Signore, l'oltraggio fatto ai tuoi servi:
 porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,
52 con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
 insultano i passi del tuo consacrato.

 53 Benedetto il Signore in eterno.
Amen, amen.

Commento

Conoscere la speranza della vita eterna attraverso Gesù

Fëdor Dostoevskij ha detto: "Vivere senza speranza è cessare di vivere" e Emil Brunner: "Ciò che l'ossigeno è per i polmoni, così la speranza è per il senso della vita".

Questo salmo termina con una nota di speranza: "Benedetto il Signore in eterno. Amen, amen" (v.53). Il salmista si aggrappa alla speranza nonostante la situazione difficile in cui si trova:

  1. Speranza in mezzo alla sofferenza e alla disperazione.
    La sua domanda, "Fino a quando, Signore?" (v.47a) è una domanda retorica. È un grido di disperazione. Questa sofferenza continuerà per sempre?

  2. Speranza nonostante la brevità della vita e l'inevitabilità della morte. La vita è così breve: "Ricorda quanto è breve la mia vita" (v.48a). Se la morte fosse veramente la fine di tutto, nulla avrebbe più senso e uno scopo: "Invano forse hai creato ogni uomo?" (v.48b) Nessuno può risorgere dalla morte: "Chi è l'uomo che vive e non vede la morte? Chi potrà sfuggire alla mano degli inferi?" (v.49)

Ma in tutto questo, non esclude la speranza della risurrezione. Sa che gli esseri umani non possono salvarsi da soli. Al Signore, dice: "Dov'è, Signore, il tuo amore di un tempo, che per la tua fedeltà hai giurato a Davide... il tuo consacrato?" (vv.50-52) Ciò che il salmista prima vedeva solo con contorni sfocati, ora, con il Nuovo Testamento, è reso cristallino.

Preghiera

Signore, grazie per averci dato una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, e un'eredità che non può mai perire, deteriorarsi o appassire (1 Pietro 1,3-4).

Nuovo Testamento

Romani 14,19-15,13

19 Cerchiamo dunque ciò che porta alla pace e alla edificazione vicendevole. 20 Non distruggere l'opera di Dio per una questione di cibo! Tutte le cose sono pure; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo. 21 Perciò è bene non mangiare carne né bere vino né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.

22 La convinzione che tu hai, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non condanna se stesso a causa di ciò che approva. 23 Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce secondo coscienza; tutto ciò, infatti, che non viene dalla coscienza è peccato.

15Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. 2 Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. 3 Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me. 4 Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.

5 E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull'esempio di Cristo Gesù, 6 perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

7 Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. 8 Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; 9 le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:

Per questo ti loderò fra le genti
e canterò inni al tuo nome.

10 E ancora:

  Esultate, o nazioni, insieme al suo popolo.

11 E di nuovo:

  Genti tutte, lodate il Signore;
 i popoli tutti lo esaltino.

12 E a sua volta Isaia dice:

  Spunterà il rampollo di Iesse,
   colui che sorgerà a governare le nazioni:
   in lui le nazioni spereranno.

13 Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.

Commento

Traboccare di speranza attraverso lo Spirito Santo

La fede porta speranza, gioia e pace nella nostra vita. Il dubbio opera il contrario. Toglie speranza, gioia e pace. Fede significa confidare nel "Dio della speranza". Paolo prega: "Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo" (15,13).

L'origine della speranza è "il Dio della speranza". La ragione della speranza è Gesù. La fonte della speranza in noi è lo Spirito Santo. Questa speranza non è frutto del pensiero positivo. È radicata in ciò che Dio ha fatto per noi e sta facendo in noi.

Questa speranza è la forza trainante della nostra vita quotidiana. Erwin McManus ha detto: la speranza "ci solleva dalle macerie dei nostri fallimenti, del nostro dolore e della nostra paura, per elevarci al di sopra di ciò che a un certo punto sembrava insormontabile. La nostra capacità di resistere, di perseverare, di superare è alimentata da questo ingrediente apparentemente innocuo chiamato speranza".

La speranza per il mondo intero è in Gesù. Egli è la speranza per Israele. È anche la speranza per tutti noi. Per dimostrarlo, Paolo cita una serie di passi dell'Antico Testamento, culminando con le parole di Isaia che profetizzano Gesù, il quale sarebbe stato "colui che sorgerà a governare le nazioni: in lui le nazioni spereranno" (v.12, MSG).

Paolo ci aiuta a scorgere alcuni aspetti della speranza che Gesù porta al mondo di oggi, tra i quali:

  1. Speranza di unità
    Paolo chiede che si faccia ogni sforzo per l'unità. Dice: "Cerchiamo dunque ciò che porta alla pace e alla edificazione vicendevole" (14,19). Custodite questa unità e siate sensibili ai vostri fratelli e sorelle in Cristo, non offendendoli inutilmente (14,20-15,1). Ognuno di noi "cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo" (v.2).

    Paolo ci incoraggia a seguire l'esempio di Gesù: "Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso" (v.3). Come Gesù, il nostro primo obiettivo è di compiacere a Dio, e non di compiacere a noi stessi o alle persone. I compiacenti sono coloro che cercano di piacere agli altri anche a costo di compromettere la propria coscienza. Paolo cerca sì di piacere alle persone, ma purché questo non porti dispiacere al Signore (Galati 1,10; 1 Corinzi 10,33).

  2. Speranza dalle Scritture
    Lo scopo della Bibbia è donarci speranza. "Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza" (Romani 15,4). È attraverso le Scritture che conosciamo Gesù e la speranza che è in lui. Il modo per mantenere alta la speranza è leggere le Scritture in modo regolare.

Questa speranza ci riempie "nel credere, di ogni gioia e pace" (v.13). Amo il modo in cui Corrie ten Boom lo esprime: "Avere gioia e pace significa andare in giro con un sorriso sul volto e una valigia vuota".

Preghiera

Signore, grazie perché come hai risuscitato Gesù dai morti, un giorno risusciterai anche me con lui alla vita piena ed eterna. Possa il tuo Spirito riempirmi così tanto da farmi traboccare di speranza.

Antico Testamento

1 Cronache 11,1-12,22

Davide re conquista Gerusalemme

11Tutti gli Israeliti si raccolsero intorno a Davide a Ebron e gli dissero: "Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. 2 Già prima, quando regnava Saul, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: "Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele"".

3 Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re a Ebron, Davide concluse con loro un'alleanza a Ebron davanti al Signore, ed essi unsero Davide re d'Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele.

4 Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c'erano i Gebusei, abitanti della regione. 5 Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: "Tu qui non entrerai". Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide.

6 Davide aveva detto: "Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe". Salì per primo Ioab, figlio di Seruià, che divenne così capo.

7 Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. 8 Egli fortificò la città tutt'intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. 9 Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui.

Elenco dei prodi di Davide

10 Questi sono i capi dei prodi di Davide, che si erano affermati con il valore nel suo regno e che, insieme con tutto Israele, lo avevano costituito re, secondo la parola del Signore nei riguardi d'Israele. 11 Ecco l'elenco dei prodi di Davide:

Iasobàm, figlio di un Acmonita, capo dei Tre. Egli, impugnando la lancia contro trecento uomini, li trafisse in un solo scontro.

12 Dopo di lui veniva Eleàzaro, figlio di Dodo, l'Acochita; era uno dei tre prodi. 13 Egli fu con Davide a Pas-Dammìm. I Filistei vi si erano riuniti per combattere; c'era un campo pieno d'orzo e il popolo fuggì dinanzi ai Filistei. 14 Egli allora si appostò in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei, e il Signore operò una grande salvezza.

15 Tre dei Trenta capi scesero sulla roccia presso Davide, nella caverna di Adullàm; il campo dei Filistei era posto nella valle dei Refaìm. 16 Davide era allora nel rifugio e c'era una postazione di Filistei a Betlemme. 17 Davide ebbe un desiderio e disse: "Se qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!". 18 I tre irruppero nel campo filisteo, attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta, la presero e la presentarono a Davide, il quale però non ne volle bere, ma la sparse in onore del Signore, 19 dicendo: "Non sia mai, mio Dio, che io faccia una cosa simile! Dovrei bere il sangue di quegli uomini insieme con la loro vita? Difatti l'hanno portata a rischio della propria vita". Non la volle bere.

Tali gesta compirono quei tre prodi.

20 Abisài, fratello di Ioab, fu il capo dei Trenta. Egli impugnando la lancia contro trecento uomini li trafisse; si fece un nome fra i Trenta. 21 Fu stimato doppiamente fra i Trenta e divenne loro comandante, ma non giunse alla pari dei Tre.

22 Poi veniva Benaià, figlio di Ioiadà, uomo valoroso, di molte prodezze, originario di Kabseèl. Egli uccise i due figli di Arièl, di Moab; inoltre, sceso in una cisterna in un giorno di neve, vi abbatté un leone. 23 Uccise anche un Egiziano, alto cinque cubiti, il quale aveva in mano una lancia come un cilindro da tessitore; gli andò incontro con un bastone, strappò di mano all'Egiziano la lancia e lo uccise con la sua stessa lancia. 24 Questo fece Benaià, figlio di Ioiadà, e si fece un nome fra i trenta prodi. 25 Fu glorioso fra i Trenta, ma non giunse alla pari dei Tre. Davide lo mise a capo del suo corpo di guardia.

26 Ecco i prodi valorosi: Asaèl, fratello di Ioab, Elcanàn, figlio di Dodo, di Betlemme, 27 Sammòt di Carod, Cheles di Pelet, 28 Ira, figlio di Ikkes, di Tekòa, Abièzer di Anatòt, 29 Sibbecài di Cusa, Ilài di Acòach, 30 Marài di Netofà, Cheled, figlio di Baanà, di Netofà, 31 Itài, figlio di Ribài, di Gàbaa dei figli di Beniamino, Benaià di Piratòn, 32 Curài di Nacalè-Gaas, Abièl di Arbàt, 33 Azmàvet di Bacurìm, Eliacbà di Saalbòn, 34 Iasen di Gun, Giònata, figlio di Saghè, di Arar, 35 Achiam, figlio di Sacar, di Arar, Elifèlet, figlio di Ur, 36 Chefer di Mecherà, Achia di Pelon, 37 Chesrò di Carmel, Naarài, figlio di Ezbài, 38 Gioele, fratello di Natan, Mibcar, figlio di Agrì, 39 Selek l'Ammonita, Nacrài di Beeròt, scudiero di Ioab, figlio di Seruià, 40 Ira di Ieter, Gareb di Ieter, 41 Uria l'Ittita, Zabad, figlio di Aclài, 42 Adinà, figlio di Siza il Rubenita, capo dei Rubeniti, e con lui altri trenta, 43 Canan, figlio di Maacà, Giòsafat di Meten, 44 Ozia di Astaròt, Sama e Ieièl, figli di Cotam di Aroèr, 45 Iediaèl, figlio di Simrì, e Ioca, suo fratello, di Tisì, 46 Elièl di Macavìm, Ieribài e Osea, figli di Elnàam, Itma il Moabita, 47 Elièl, Obed e Iaasièl di Soba.

Primi seguaci di Davide

12Questi sono gli uomini che raggiunsero Davide a Siklag, quando ancora fuggiva di fronte a Saul, figlio di Kis. Essi erano i prodi che l'aiutarono in guerra. 2 Erano armati d'arco e sapevano tirare frecce e sassi con la destra e con la sinistra; erano della tribù di Beniamino, fratelli di Saul:

3 Achièzer, il capo, e Ioas, figli di Semaà, di Gàbaa, Iezièl e Pelet, figli di Azmàvet, Beracà e Ieu di Anatòt, 4 Ismaia di Gàbaon, prode fra i Trenta e sopra i Trenta, 5 Geremia, Iacazièl, Giovanni e Iozabàd di Ghederà, 6 Eleuzài, Ierimòt, Bealia, Semaria, Sefatia di Carif, 7 Elkanà, Issia, Azarèl, Ioèzer, Iasobàm, Coriti,

8 Ioelà e Zebadia, figli di Ierocàm, di Ghedor. 9 Dei Gaditi alcuni uomini passarono a Davide nella fortezza del deserto; erano uomini valorosi, guerrieri pronti a combattere, abili nell'uso dello scudo e della lancia, sembravano leoni ed erano agili come gazzelle sui monti: 10 Ezer era il capo, Abdia il secondo, Eliàb il terzo, 11 Mismannà il quarto, Geremia il quinto, 12 Attài il sesto, Elièl il settimo, 13 Giovanni l'ottavo, Elzabàd il nono, 14 Geremia il decimo, Macbannài l'undicesimo.

15 Costoro erano discendenti di Gad, capi dell'esercito; il più piccolo ne comandava cento e il più grande mille. 16 Questi attraversarono il Giordano nel primo mese dell'anno, mentre era in piena su tutte le rive, e misero in fuga tutti gli abitanti della valle a oriente e a occidente.

17 Alcuni dei figli di Beniamino e di Giuda andarono da Davide fino alla sua fortezza.18 Davide uscì loro incontro e presa la parola disse loro: "Se siete venuti da me con intenzioni pacifiche per aiutarmi, sono disposto a unirmi a voi; ma se venite per tradirmi e consegnarmi ai miei avversari, mentre non c'è violenza nelle mie mani, il Dio dei nostri padri veda e punisca".

19 Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta:

 "Per te, Davide,
  e con te, figlio di Iesse.
 Pace, pace a te,
  e pace a chi ti aiuta,
   perché il tuo Dio ti aiuta".

Davide li accolse e li costituì capi di schiere.

20 Anche da Manasse alcuni passarono a Davide, mentre insieme con i Filistei marciava in guerra contro Saul. Egli però non li aiutò perché, essendosi consultati, i prìncipi dei Filistei lo rimandarono dicendo: "A danno delle nostre teste, egli passerebbe a Saul, suo signore". 21 Mentre era diretto a Siklag, passarono dalla sua parte i manassiti Adnach, Iozabàd, Iediaèl, Michele, Iozabàd, Eliu e Silletài, capi di migliaia nella tribù di Manasse. 22 Essi aiutarono Davide contro i razziatori, perché erano tutti valorosi, e divennero comandanti dell'esercito.

Commento

Riporre la nostra speranza nella venuta del Re

La nostra speranza è in Gesù, il Re, che un giorno tornerà e stabilirà il suo regno per sempre. Quando leggiamo dei re dell'Antico Testamento, è importante ricordare che essi, anche nella loro forma migliore, erano solo lontana immagine del re assoluto, Gesù.

Per l'autore di 1 Cronache, Davide è il re ideale: "Tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: 'Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele'" (11,2). Davide viene unto "re d'Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele" (v.3). "Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui" (v.9).

Davide fa molte cose ma non fa tutto da solo. Ha bisogno di una squadra intorno a sé. Si circonda così di un gruppo di trenta uomini prodi e valorosi, dei quali tre particolarmente valorosi. Anch'io e mia moglie Pippa abbiamo il privilegio di avere attorno a noi una squadra di uomini e donne forti e di valore, che ci sostengono e ci incoraggiano nel guidare la nostra comunità. Senza una squadra così straordinaria intorno a noi, non potremmo fare ciò che facciamo.

Amasai, capo dei trenta, "mosso dallo Spirito di Dio", dice a Davide: "Per te, Davide, e con te, figlio di Iesse. Pace, pace a te, e pace a chi ti aiuta, perché il tuo Dio ti aiuta" (12,19, MSG). Questo deve essere stato di grande incoraggiamento per Davide.

In queste Scritture, vediamo un legame diretto tra il regno di Israele e il regno di Dio (vedi 1 Cronache 28,5; 1 Cronache 29,23; 2 Cronache 13,8). Una conferma sulla continuità della regalità e sul fatto che Dio custodisce questa continuità.

La cosa strana è che l'autore scrive questo testo centinaia di anni dopo quei fatti, in un periodo in cui non c'era nessun re. Egli scrive del passato nella speranza che in futuro sarebbe sorto un re come Davide. Questa è la speranza di Israele: l'arrivo di un re. Gesù è quel re. Gesù è "l'unto", il "Messia" (Salmi 89,51).

Ora, la nostra speranza è nel ritorno di Gesù. Il vescovo Lesslie Newbigin ha detto: "L'orizzonte per il cristiano è che Egli verrà di nuovo e che noi aspettiamo la venuta del Signore. Può essere domani o in qualsiasi momento, ma questo è l'orizzonte. Questo orizzonte, per me, è fondamentale, ed è ciò che rende possibile la speranza e quindi il senso della vita".

Preghiera

Padre, grazie perché tutte le speranze di Israele si sono avverate in Gesù, il re unto. Grazie perché ora desideriamo ardentemente il tuo ritorno.

"Benedetto il Signore in eterno! Amen, Amen" (v.52).

La moglie di Nicky dice

1 Cronache 11,10-25 parla degli uomini forti di Davide.

Nella nostra famiglia ci sono uomini (e donne) forti e di valore. Ogni giorno affrontano problemi e combattono grandi ingiustizie. Nei viaggi sono particolarmente utili. Mi aiutano con le valigie più pesanti.

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Riferimenti

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso.

Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

Bishop Lesslie Newbigin excerpt from, Andrew Walker, Different Gospels: Christian Orthodoxy and Modern Theologies (Society for Promoting Christian Knowledge, 1993)

G. R. Beasley-Murray, The Coming of God: *The Emanuel Ajahi Dahunsi Memorial New Testament Lectures 1981 **(***Wipf and Stock, 2007), p.7.

Erwin McManus, Soul Cravings (Thomas Nelson, 2008) p.2.

Raniero Cantalamessa, Life in Christ (Liturgical Press, 2002) p.81.

Corrie ten Boom, Clippings from my Notebook (Triangle, 1983).

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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