Giorno 238

Famiglie forti

Sapienziali Salmi 102,19-29
Nuovo Testamento 1 Corinzi 16,5-24
Antico Testamento 2 Cronache 24,1-25,28

Introduzione

Un padre molto impegnato al computer cercava un modo per intrattenere sua figlia più piccola. In una rivista, trovò una mappa del mondo. La ritagliò in piccoli pezzi e diede alla figlia il compito di provare a ricomporre la mappa.

Dopo pochissimo tempo, la bambina si alzò e disse di aver finito. Il padre rimase molto sorpreso dalla sua velocità. Le chiese come avesse fatto a ricomporre la mappa così velocemente.

Lei rispose: "Quando hai tolto la pagina dalla rivista, ho notato che sul retro c'era un'immagine di un uomo e di una donna. Ho pensato che se avessi rimesso insieme l'uomo e la donna, avrei rimesso insieme il mondo".

Il matrimonio e la vita familiare sono estremamente importanti. Fanno parte dell'ordine naturale di Dio e sono una parte vitale del tessuto sociale. Papa Giovanni Paolo II ha scritto che la famiglia è il "fondamento" della società, la sorgente da cui viene "nutrita" continuamente.

Nicky e Sila Lee hanno investito la loro vita nell'aiutare matrimoni e famiglie a crescere e a diventare sempre più forti. I loro corsi The Marriage Course e The Parenting Course hanno avuto un impatto enorme su migliaia di persone nella nostra chiesa locale e ora in molti paesi del mondo. Recentemente, a Nicky e Sila Lee, un funzionario governativo di una nazione ha detto: "Una società forte si basa su famiglie forti e le famiglie forti si basano su matrimoni forti. Ecco perché siamo così interessati ai vostri corsi".

Sulla vita familiare, la Bibbia ha molto da dire. Come cristiani, non solo abbiamo una famiglia naturale, ma siamo parte della Chiesa, che nel Nuovo Testamento è considerata "la famiglia di Dio".

Sapienziali

Salmi 102,19-29

19 Questo si scriva per la generazione futura
  e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
20 "Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,
  dal cielo ha guardato la terra,
21 per ascoltare il sospiro del prigioniero,
  per liberare i condannati a morte,
22 perché si proclami in Sion il nome del Signore
  e la sua lode in Gerusalemme,
23 quando si raduneranno insieme i popoli
  e i regni per servire il Signore".

24 Lungo il cammino mi ha tolto le forze,
  ha abbreviato i miei giorni.
25 Io dico:
mio Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni;
  i tuoi anni durano di generazione in generazione.
26 In principio tu hai fondato la terra,
  i cieli sono opera delle tue mani.
27 Essi periranno, tu rimani;
  si logorano tutti come un vestito,
come un abito tu li muterai
  ed essi svaniranno.
28 Ma tu sei sempre lo stesso
  e i tuoi anni non hanno fine.
29 I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
  la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.

Commento

I bambini e la prossima generazione

Ogni generazione ha la responsabilità di pensare al futuro e di pianificarlo. Dovremmo preoccuparci non solo di ciò che accade nel nostro tempo, ma anche della generazione successiva. Il salmista si preoccupa della generazione futura. Scrive: "Questo si scriva per la generazione futura e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore" (v.19).

Gesù è la chiave per ogni generazione. È interessante notare che i versetti 26-28 di questo salmo sono citati anche nella lettera agli Ebrei e applicati a Gesù (Ebrei 1,10-12): "Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e sempre" (Ebrei 13,8). "In principio tu hai fondato la terra, i cieli sono opera delle tue mani" (Salmi 102,26 MSG). Gesù sarà lì per sempre: "I tuoi anni non hanno fine" (v.28, MSG).

Il salmo si conclude con una grande speranza per la prossima generazione: "I figli dei tuoi servi avranno una dimora, la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza" (v.29, MSG).

Una speranza che è una preghiera e, in qualche modo, una promessa. Ognuno è responsabile della propria vita. Tuttavia noi e i nostri figli siamo parte di un'unica famiglia e possiamo sperare, pregare e credere che i nostri figli, nipoti e i loro discendenti vivranno alla sua presenza e si stabiliranno davanti a lui (v.28).

Preghiera

Signore, ti prego per la mia famiglia e per le famiglie della nostra comunità, affinché i nostri figli possano crescere per conoscere, amare, servire e vivere per sempre alla tua presenza.

Nuovo Testamento

1 Corinzi 16,5-24

Prossima venuta di Paolo

5 Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, perché la Macedonia intendo solo attraversarla; 6 ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l'inverno, perché prepariate il necessario per dove andrò. 7 Non voglio infatti vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po' di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. 8 Mi fermerò tuttavia a Èfeso fino a Pentecoste, 9 perché mi si è aperta una porta grande e propizia e gli avversari sono molti.

10 Se verrà Timòteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi: anche lui infatti lavora come me per l'opera del Signore. 11 Nessuno dunque gli manchi di rispetto; al contrario, congedatelo in pace perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli.

12 Riguardo al fratello Apollo, l'ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando ne avrà l'occasione.

13 Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi in modo virile, siate forti. 14 Tutto si faccia tra voi nella carità.

15 Una raccomandazione ancora, fratelli: conoscete la famiglia di Stefanàs. Furono i primi credenti dell'Acaia e hanno dedicato se stessi a servizio dei santi. 16 Siate anche voi sottomessi verso costoro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. 17 Io mi rallegro della visita di Stefanàs, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno supplito alla vostra assenza: 18 hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Apprezzate persone come queste.

Saluti finali

19 Le Chiese dell'Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. 20 Vi salutano tutti i fratelli. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.

21 Il saluto è di mia mano, di Paolo.

22 Se qualcuno non ama il Signore, sia anàtema! Maràna tha!

23 La grazia del Signore Gesù sia con voi.

24 Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

Commento

Famiglia e case

Prendendo spunto da altre comunità che abbiamo visitato nel mondo, all'esterno della nostra chiesa di HTB (Holy Trinity Brompton) abbiamo messo un grande cartello che dice: Welcome Home, Benvenuti a casa. L'idea è che tutti coloro che vengono in chiesa si sentano accolti, amati e ricevano un'ospitalità familiare, come in una casa.

Questa immagine di chiesa come casa, così diffusa nel Nuovo Testamento, è qualcosa che dovremmo recuperare. I primi cristiani non avevano edifici per il culto. Si riunivano nelle case (v.19). Ai Corinzi, Paolo dice: "Se verrà Timòteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi" (v.10, MSG).

La Chiesa è la famiglia di Dio. Dio è nostro padre. Paolo vede l'intera Chiesa come una famiglia. Parla degli altri cristiani come suoi fratelli e sorelle (v.15). La Chiesa non è un'organizzazione a cui aderire: è una famiglia a cui appartenere, una casa in cui trovare amore e un ospedale in cui trovare cura e guarigione.

Paolo, che è celibe e non ha né moglie né figli, ama i Corinzi e li considera sua famiglia. Trascorre del tempo con loro e con loro trova ristoro spirituale (v.17). Conclude la sua lettera dicendo: "Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!" (v.24, MSG) Si aspetta che amino il Signore (v.22), che si amino a vicenda e che esprimano il proprio amore gli uni agli altri salutandosi "a vicenda con il bacio santo" (v.20).

Non si tratta solo di teoria, ma di qualcosa di molto pratico e personale. Egli desidera vederli (v.5). Sa che prepareranno "il necessario per dove andr\[à\]" (v.6). Non vuole passare solo un breve periodo di tempo con loro, ma molto di più "se il Signore lo permetterà" (v.7). Il messaggio di Paolo scaturisce dal suo amore e dalla sua preoccupazione per le persone della Chiesa. Mette in pratica ciò che ha predicato e scritto: "Tutto si faccia tra voi nella carità" (v.14).

L'unica ragione per cui Paolo ritarda nell'arrivare è perché gli "si è aperta una porta grande e propizia e gli avversari sono molti" (v.9). Ogni volta che Dio apre "una porta grande e propizia" giungono anche gli attacchi: "Gli avversari sono molti" (v.9, MSG). In questi casi, è bene fare di tutto perché tali attacchi non ci dissuadano dalle grandi opportunità che Dio ci presenta.

Paolo parla poi di Timòteo, altrove descritto come suo figlio nel Signore (4,17), del "fratello Apollo" (16,12) e della "famiglia di Stefanàs" (v.15, MSG). Dal Nuovo Testamento emerge che era abbastanza comune che intere famiglie si convertissero e si battezzassero insieme.

In questo brano leggiamo anche di una coppia sposata che svolge un ministero insieme. Aquila e Priscilla gestiscono una chiesa nella loro casa (v.19). Qui Aquila è nominato per primo, ma più comunemente è Priscilla ad essere nominata per prima da Paolo (vedi Romani 16,3). È chiaro che i due coniugi gestivano la chiesa insieme.

La famiglia della Chiesa è composta da persone singole come Paolo, da coppie sposate come Priscilla e Aquila e da interi nuclei familiari come quello di Stefanàs. Insieme formano la famiglia di Dio.

Ciò che Paolo scrive vale per tutti noi: "Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi in modo virile, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità" (1 Corinzi 16,13-14, MSG).

Preghiera

Signore, ti preghiamo di donarci un amore grande gli uni per gli altri sia che siamo single sia che siamo sposati. Aiutaci a sperimentare tutta la ricchezza e il ristoro dell'essere parte della famiglia di Dio.

Antico Testamento

2 Cronache 24,1-25,28

Restaurazione del tempio

24Quando divenne re, Ioas aveva sette anni; regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre, di Betsabea, si chiamava Sibìa. 2 Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore finché visse il sacerdote Ioiadà. 3 Ioiadà gli diede due mogli ed egli generò figli e figlie.

4 In seguito, Ioas decise di restaurare il tempio del Signore. 5 Radunò i sacerdoti e i leviti e disse loro: "Andate nelle città di Giuda e raccogliete ogni anno da tutto Israele denaro per restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il lavoro". Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta.

6 Allora il re convocò Ioiadà, il capo, e gli disse: "Perché non hai richiesto ai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa prescritta da Mosè, servo del Signore, e fissata dall'assemblea d'Israele per la tenda della Testimonianza?

7 L'empia Atalia, infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di Dio; hanno adoperato per i Baal perfino tutte le cose consacrate del tempio del Signore".

8 Per ordine del re fecero una cassa, che posero alla porta del tempio del Signore, all'esterno. 9 Quindi fecero un proclama in Giuda e a Gerusalemme, perché si portasse al Signore la tassa imposta da Mosè, servo di Dio, a Israele nel deserto. 10 Tutti i comandanti e tutto il popolo si rallegrarono e portarono il denaro, che misero nella cassa fino a riempirla. 11 Quando la cassa veniva portata per l'ispezione regale affidata ai leviti ed essi vedevano che c'era molto denaro, allora veniva lo scriba del re e l'ispettore del sommo sacerdote, vuotavano la cassa, quindi la prendevano e la ricollocavano al suo posto. Facevano così ogni giorno e così misero insieme molto denaro. 12 Il re e Ioiadà lo diedero agli esecutori dei lavori addetti al tempio del Signore ed essi impegnarono scalpellini e falegnami per il restauro del tempio del Signore; anche lavoratori del ferro e del bronzo si misero al lavoro per riparare il tempio del Signore.

13 Gli esecutori dei lavori si misero all'opera e nelle loro mani le riparazioni progredirono; essi riportarono il tempio di Dio in buono stato e lo consolidarono. 14 Quando ebbero finito, portarono davanti al re e a Ioiadà il resto del denaro e con esso fecero arredi per il tempio del Signore: vasi per il servizio e per gli olocausti, coppe e altri oggetti d'oro e d'argento. Finché visse Ioiadà, si offrirono sempre olocausti nel tempio del Signore.

15 Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni, morì a centotrenta anni. 16 Lo seppellirono nella Città di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il servizio del Signore e per il suo tempio.

Fine ingloriosa del re Ioas

17 Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. 18 Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa l'ira di Dio fu su Giuda e su Gerusalemme. 19 Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati.

20 Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: "Dice Dio: "Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona"".

21 Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore. 22 Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà, padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: "Il Signore veda e ne chieda conto!".

23 All'inizio dell'anno successivo salì contro Ioas l'esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e a Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i comandanti e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. 24 L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas. 25 Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui, perché aveva versato il sangue del figlio del sacerdote Ioiadà, e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

26 Questi furono i congiurati contro di lui: Zabad, figlio di Simeàt, l'Ammonita, e Iozabàd, figlio di Simrìt, il Moabita. 27 Quanto riguarda i suoi figli, la quantità dei tributi da lui riscossi, il restauro del tempio di Dio, sono cose descritte nella memoria del libro dei Re. Al suo posto divenne re suo figlio Amasia.

Amasia re di Giuda

25Quando divenne re, Amasia aveva venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddàn. 2 Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. 3 Quando il regno fu saldo nelle sue mani, giustiziò i suoi ufficiali che avevano ucciso il re, suo padre. 4 Ma non fece morire i loro figli, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: "Non moriranno i padri per una colpa dei figli, né moriranno i figli per una colpa dei padri. Ognuno morirà per il proprio peccato".

5 Amasia riunì quelli di Giuda e li distribuì, secondo i casati, sotto comandanti di migliaia e sotto comandanti di centinaia, per tutto Giuda e Beniamino. Fece un censimento dai vent'anni in su e trovò che c'erano trecentomila uomini scelti, abili alla guerra, armati di lancia e di scudo. 6 Egli assoldò da Israele centomila soldati valorosi per cento talenti d'argento.

7 Gli si presentò un uomo di Dio, che gli disse: "O re, non si unisca a te l'esercito d'Israele, perché il Signore non è con Israele, né con alcuno dei figli di Èfraim. 8 Altrimenti va', fa' pure, raffòrzati per la battaglia; Dio ti farà stramazzare davanti al nemico, poiché Dio ha la forza per aiutare e per abbattere".

9 Amasia rispose all'uomo di Dio: "Che ne sarà dei cento talenti che ho dato per la schiera d'Israele?".

L'uomo di Dio rispose: "Il Signore può darti molto più di questo".

10 Amasia congedò la schiera venuta a lui da Èfraim perché se ne tornasse a casa; ma la loro ira si accese contro Giuda e tornarono a casa loro pieni d'ira.

11 Amasia, fattosi animo, andò a capo del suo popolo nella valle del Sale, ove sconfisse diecimila figli di Seir. 12 Quelli di Giuda ne catturarono diecimila vivi e, condottili sulla cima della roccia, li precipitarono giù; si sfracellarono tutti.

13 I componenti della schiera, che Amasia aveva congedato perché non andassero con lui alla guerra, assalirono le città di Giuda, da Samaria a Bet-Oron, uccidendo in esse tremila persone e facendo un immenso bottino.

14 Tornato dalla strage compiuta sugli Edomiti, Amasia fece portare le divinità dei figli di Seir e le costituì suoi dèi; si prostrò davanti a loro e offrì loro incenso. 15 Perciò l'ira del Signore si accese contro Amasia; gli mandò un profeta che gli disse: "Perché ti sei rivolto a dèi che non sono stati capaci di liberare il loro popolo dalla tua mano?".

16 Mentre questi gli parlava, il re lo interruppe: "Forse ti abbiamo costituito consigliere del re? Non insistere! Perché vuoi farti uccidere?".

Il profeta non insistette, ma disse: "Vedo che Dio ha deciso di distruggerti, perché hai fatto questo e non hai dato retta al mio consiglio".

17 Consigliatosi, Amasia, re di Giuda, mandò a dire a Ioas, figlio di Ioacàz, figlio di Ieu, re d'Israele: "Vieni, affrontiamoci!".

18 Ioas, re d'Israele, fece rispondere ad Amasia, re di Giuda: "Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: Da' in moglie tua figlia a mio figlio. Ma passò una bestia selvatica del Libano e calpestò il cardo. 19 Tu ripeti: Ecco, ho sconfitto Edom! E il tuo cuore ti ha esaltato gloriandosi. Ma stattene nella tua casa! Perché ti precipiti in una disfatta? Potresti soccombere tu e Giuda con te".

20 Ma Amasia non lo ascoltò. Era volontà di Dio che fossero consegnati nelle mani del nemico, perché si erano rivolti agli dèi di Edom. 21 Allora Ioas, re d'Israele, si mosse; si affrontarono, lui e Amasia, re di Giuda, a Bet-Semes, che appartiene a Giuda. 22 Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 23 Ioas, re d'Israele, fece prigioniero Amasia, re di Giuda, figlio di Ioas, figlio di Ioacàz, a Bet-Semes. Condottolo a Gerusalemme, aprì una breccia nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Èfraim fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. 24 Prese tutto l'oro, l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio di Dio, che erano affidati a Obed-Edom, i tesori della reggia e gli ostaggi e tornò a Samaria.

25 Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, visse quindici anni dopo la morte di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele. 26 Le altre gesta di Amasia, dalle prime alle ultime, non sono forse descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele? 27 Dopo che Amasia si fu allontanato dal Signore, si ordì contro di lui una congiura a Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis, dove l'uccisero. 28 Lo caricarono su cavalli e lo seppellirono con i suoi padri nella città di Giuda.

Commento

Genitori e figli

Crescere con una buona educazione è una grande benedizione. Ioas perse suo padre quando era ancora bambino e divenne re all'età di sette anni. Sua madre si assicurò che venisse istruito e formato dal "sacerdote Ioiadà" (24,2, MSG).

Ricevette una buona educazione e "fece ciò che è retto agli occhi del Signore finché visse il sacerdote Ioiadà" (v.2, MSG). Ioas si creò una sua famiglia con "figli e figlie" (v.3, MSG).

Dio aveva promesso la sua benedizione su Davide e sulla sua famiglia. La regalità si trasmetteva per via familiare. Tuttavia, sebbene l'amore di Dio fosse incondizionato, ogni persona era responsabile personalmente di come rispondeva a questo amore. È scritto: "Non moriranno i padri per una colpa dei figli, ne moriranno i figli per una colpa dei padri" (25,4).

Nella storia di Ioas vediamo applicato questo principio. Ioas inizia bene. Egli "fece ciò che è retto agli occhi del Signore" (24,2). Decise di "restaurare il tempio del Signore" (v.4). Tutti si unirono a lui: "Tutti i comandanti e tutto il popolo si rallegrarono e portarono il denaro, che misero nella cassa fino a riempirla" (v.10).

"Riportarono il tempio di Dio in buono stato e lo consolidarono" (v.13). I luoghi di culto sono importanti e possono essere restaurati se tutti si coinvolgono. Ma purtroppo il regno di Ioas non finisce bene (vv.17-27). Iniziare bene è importante, ma lo è anche finire bene.

Tragicamente, la stessa dinamica accade nella vita di suo figlio, Amasia. Inizia bene (25,2), ma finisce male. Si esalta (v.19) e si allontana dal Signore (v.27).

Preghiera

Signore, aiutaci ad essere buoni esempi. Ti preghiamo perché la vita familiare sia ancora una volta il fondamento per nutrire continuamente la nostra società. Possa il declino dei matrimoni interrompersi ed invertirsi e possano le famiglie diventare sempre più forti.

La moglie di Nicky dice

2 Cronache 24,1-25,28

Con un buon consiglio, i bambini possono realizzare grandi cose. Non dovremmo mai sottovalutarli.

Ioas diviene re all'età di sette anni. Con l'aiuto del sacerdote Ioiadà, suo consigliere, ricostruisce il tempio. Ha un buon consigliere e il popolo d'Israele adora Dio. Purtroppo, quando il suo consigliere muore, il suo cuore si svia. È importante continuare a cercare consigli saggi, come pure incoraggiare e sostenere le nuove generazioni.

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Papa Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio Copyright 1981 Libreria Editrice Vaticana

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