Giorno 239

Tutti i benefici di Dio

Sapienziali Salmi 103,1-12
Nuovo Testamento 2 Corinzi 1,1-11
Antico Testamento 2 Cronache 26,1-28,27

Introduzione

Ai margini della mia Bibbia o su un diario, sono solito scrivere delle preghiere. Spesso sono preghiere di richiesta che faccio a Dio, alcune delle quali a volte vengono esaudite.

In un uno dei primi diari, il 26 settembre 1976 scrissi di aver pregato per mia madre: "Ho pregato il Signore di guarire la sua insonnia". A lei non dissi nulla. Esattamente tre mesi dopo, il 26 dicembre 1976, scrissi: "Mamma dice di aver iniziato a dormire meglio nelle ultime settimane rispetto agli ultimi quattro anni e che l'insonnia non è più un problema".

Naturalmente, il cristianesimo non si basa sulle risposte alle nostre preghiere. Chiunque potrebbe dire: "sono solo coincidenze". Ma, come ha detto l'ex arcivescovo di Canterbury William Temple, "quando preghiamo, le coincidenze accadono; quando non preghiamo, non accadono". Il beneficio cumulativo delle preghiere esaudite è di rafforzare la nostra fede in Dio.

Negli ultimi trent'anni, accanto al brano del Nuovo Testamento di oggi, ho scritto alcune mie preghiere. È sorprendente ripensare e ricordare i modi in cui Dio ha risposto a tante di queste preghiere. Ma è anche molto facile dimenticare tutte le risposte alle preghiere e le benedizioni che riceviamo.

Nel salmo di oggi, Davide ricorda di non dimenticare "tutti i suoi benefici" (Salmi 103,2). Ognuno di noi conosce bene le condizioni economiche e i benefici previsti nel proprio contratto di lavoro o garantiti dallo Stato. Ma cosa dire dei "benefici" che riceviamo dal nostro amorevole Padre celeste?

Sapienziali

Salmi 103,1-12

Salmo 103

1 Di Davide.

Benedici il Signore, anima mia,
  quanto è in me benedica il suo santo nome.
2 Benedici il Signore, anima mia,
  non dimenticare tutti i suoi benefici.
3 Egli perdona tutte le tue colpe,
  guarisce tutte le tue infermità,
4 salva dalla fossa la tua vita,
  ti circonda di bontà e misericordia,
5 sazia di beni la tua vecchiaia,
  si rinnova come aquila la tua giovinezza.

6 Il Signore compie cose giuste,
  difende i diritti di tutti gli oppressi.

7 Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
  le sue opere ai figli d'Israele.
8 Misericordioso e pietoso è il Signore,
  lento all'ira e grande nell'amore.
9 Non è in lite per sempre,
  non rimane adirato in eterno.
10 Non ci tratta secondo i nostri peccati
  e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
11 Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
  così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
12 quanto dista l'oriente dall'occidente,
  così egli allontana da noi le nostre colpe.

Commento

Ricordare e ringraziare Dio per tutti i suoi benefici

Ci sono tante cose per cui lodare Dio. In questo salmo, Davide dice: "Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici" (vv.1-2, MSG).

Nella sua vita Davide ha affrontato molti problemi: il peccato, la malattia e "la fossa" (vv.3-4). Eppure, come l'apostolo Paolo (2 Corinzi 1,3), anche lui innalza a Dio una lode per i tanti benefici ricevuti.

1. Perdono

Dio perdona tutti i peccati (Salmi 103,3): "Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe" (v.10). "Quanto dista l'oriente dall'occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe" (v.12).

2. Guarigione

Dio "guarisce tutte le \[nostre\] infermità" (v.3). Un giorno tutti saremo completamente guariti. Di questo ne possiamo vedere alcuni segni già ora, nella nostra vita, ad esempio quando a volte ci guarisce in modo diretto e soprannaturale o da come ci protegge attraverso il nostro sistema immunitario, gli anticorpi e il processo naturale di guarigione.

3. Redenzione

Dio "salva dalla fossa la \[nostra\] vita" (v.4a). Non c'è fossa così profonda che la redenzione di Dio non possa raggiungere.

4. Amore

Egli ci "circonda di bontà e misericordia" (v.4b): "Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono" (v.11).

5. Soddisfazione

Egli "sazia di beni la \[nostra\] vecchiaia" (v.5a).

Preghiera

Signore, desidero lodarti per tutti i tuoi benefici: per il tuo perdono e la tua guarigione, per averci redenti, per averci incoronati con amore e compassione e per averci ricolmati di ogni cosa buona.

Nuovo Testamento

2 Corinzi 1,1-11

1Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo,

alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell'intera Acaia:

2 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

Condividere sofferenze e consolazioni

3 Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! 4 Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. 5 Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. 6 Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. 7 La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.

8 Non vogliamo infatti che ignoriate, fratelli, come la tribolazione, che ci è capitata in Asia, ci abbia colpiti oltre misura, al di là delle nostre forze, tanto che disperavamo perfino della nostra vita. 9 Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte, perché non ponessimo fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti. 10 Da quella morte però egli ci ha liberato e ci libererà, e per la speranza che abbiamo in lui ancora ci libererà, 11 grazie anche alla vostra cooperazione nella preghiera per noi. Così, per il favore divino ottenutoci da molte persone, saranno molti a rendere grazie per noi.

Commento

Vedere i suoi benefici anche nella sofferenza

La sofferenza è parte della vita. A volte soffriamo per una relazione difficile, per un lutto o per un problema di salute. A volte ci sentiamo stressati o sotto pressione per motivi di carattere finanziario o per difficoltà al lavoro. Veniamo osteggiati e criticati. Attraversiamo momenti di difficoltà, delusione e disagio.

Paolo ha fondato la chiesa di Corinto. In questa lettera molto personale, rivela il suo cuore di leader. Esprime i suoi sentimenti di uomo in carne ed ossa che sa cosa significa attraversare tribolazioni (v.4), sofferenze (vv.5-8), angoscia (v.6), difficoltà (v.8) e pressione (v.8). La parola usata da Paolo per "pressione" ha il significato di: "essere spinti sotto un grande peso".

Si trova nella disperazione (v.8), riceve "la sentenza di morte" (v.9), affronta un pericolo di "morte" (v.10). Oltre alla persecuzione fisica, incontra critiche, derisione, malattia, depressione, lutto, ingiustizia, delusioni, tentazioni e relazioni personali difficili.

Sir Winston Churchill ha detto: "Il pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; l'ottimista vede l'opportunità in ogni difficoltà". Secondo questa definizione, Paolo è decisamente un ottimista!

Inizia la lettera con una lode, non per i problemi incontrati ma per i benefici che ne sono derivati. Quali sono i benefici che Paolo vede? E in che modo anche noi possiamo riuscire a vederli?

1. Saremo confortati

Il nostro Dio è il "Dio di ogni consolazione", che "ci consola in ogni nostra tribolazione" (vv.3-4). La parola "consolazione" significa incoraggiare, rallegrare e affiancare. Dio è il "Padre misericordioso" (v.3). Non è insensibile alla nostra sofferenza. Si affianca a noi e soffre con noi. Il suo Spirito Santo è "Paràclito", è consolatore (Giovanni 14,26, AMP).

2. Saremo di aiuto agli altri

La sofferenza che in questo periodo stiamo provando un giorno porterà grande conforto ad altre persone: "Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio" (2 Corinzi 1,4, MSG). Coloro che in passato hanno affrontato grandi difficoltà nella vita sono in genere le più adatte a comprendere la sofferenza degli altri e a portare conforto.

3. Saremo trasformati

Le difficoltà danno "forza nel sopportare" (v.6). Come l'oro che viene raffinato dal fuoco o una vite che viene potata per produrre più frutto, le difficoltà portano alla pazienza, alla resistenza, alla fermezza e alla perseveranza. Portano alla trasformazione del carattere.

4. Non saremo soli

Paolo dice: "Come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione" (v.7). La parola che usa per "siete partecipi" deriva dal termine greco koinonia, che è la parola usata per descrivere la relazione più intima possibile tra le persone. Nei momenti di difficoltà, dovremmo sempre vivere una straordinaria vicinanza nei rapporti, confortandoci e incoraggiandoci a vicenda: "Come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione" (v.7, MSG).

5. Impareremo a fidarci di Dio

Quando le cose vanno bene, è facile dimenticarsi di Dio e cadere nell'autosufficienza. La verità è che dovremmo sempre rivolgerci a Dio sia quando le cose vanno bene, sia quando vanno male. Paolo dice: "Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte, perché non ponessimo fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti" (v.9, MSG).

6. Saremo salvati

Paolo scrive: "Da quella morte però egli ci ha liberato e ci libererà, e per la speranza che abbiamo in lui ancora ci libererà" (v.10). Guardarci indietro e osservare come Dio ci ha liberato in passato è importante. Ci aiuta ad essere certi che Dio ci libererà anche in futuro.

7. Le nostre preghiere aiuteranno gli altri

La preghiera è potente. Dio risponde davvero alle nostre preghiere. Uno dei modi migliori per aiutare le altre persone è pregare per loro: "Grazie anche alla vostra cooperazione nella preghiera per noi. Così, per il favore divino ottenutoci da molte persone, saranno molti a rendere grazie per noi" (v.11). Quando le nostre preghiere verranno esaudite, Dio sarà glorificato.

Preghiera

Signore, aiutami a vedere i tuoi benefici in ogni difficoltà. Fa che possa sperimentare il tuo conforto e imparare a fare affidamento non su me stesso ma su di te. Signore, oggi a te grido aiuto per…

Antico Testamento

2 Cronache 26,1-28,27

Ozia re di Giuda

26Tutto il popolo di Giuda prese Ozia, che aveva sedici anni, e lo fece re al posto di suo padre Amasia. 2 Egli ricostruì Elat, riannettendola a Giuda, dopo che il re si era addormentato con i suoi padri.

3 Ozia aveva sedici anni quando divenne re; regnò a Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. 4 Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Amasia, suo padre. 5 Egli cercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nella visione di Dio, e finché egli cercò il Signore, Dio lo fece prosperare.

6 Uscito in guerra contro i Filistei, smantellò le mura di Gat, di Iabne e di Asdod; costruì piazzeforti nel territorio di Asdod e in quello dei Filistei. 7 Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi che risiedevano a Gur-Baal e contro i Meuniti. 8 Gli Ammoniti pagavano un tributo a Ozia, la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché egli era divenuto molto potente.

9 Ozia costruì torri a Gerusalemme, alla porta dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone, e le fortificò. 10 Costruì anche torri nella steppa e scavò molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella Sefela e nell'altopiano; aveva contadini e vignaioli sui monti e sulle colline, perché egli amava l'agricoltura.

11 Ozia possedeva un esercito di combattenti abili alla guerra, divisi in schiere secondo il numero del loro censimento compiuto dallo scriba Ieièl e dall'ispettore Maasia, agli ordini di Anania, uno dei comandanti del re. 12 Tutti i capifamiglia di quei soldati valorosi ammontavano a duemilaseicento. 13 Da loro dipendeva un esercito di trecentosettemilacinquecento combattenti di grande valore, a difesa del re contro il nemico. 14 A loro, cioè a tutto l'esercito, Ozia fornì scudi e lance, elmi, corazze, archi e pietre per le fionde. 15 A Gerusalemme aveva fatto costruire macchine, inventate da un esperto, che collocò sulle torri e sugli angoli, per scagliare frecce e grandi pietre. La fama di Ozia giunse in regioni lontane; fu infatti straordinario l'aiuto che ricevette e così divenne potente.

16 Ma in seguito a tanta potenza il suo cuore si insuperbì, fino a rovinarsi. Difatti prevaricò nei confronti del Signore, suo Dio. Penetrò nell'aula del tempio del Signore, per bruciare incenso sull'altare. 17 Dietro a lui entrò il sacerdote Azaria con ottanta sacerdoti del Signore, uomini virtuosi. 18 Questi si opposero al re Ozia, dicendogli: "Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso al Signore, ma ai sacerdoti figli di Aronne, che sono stati consacrati per offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai prevaricato. Non hai diritto alla gloria che viene dal Signore Dio".

19 Ozia, che teneva in mano il braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte davanti ai sacerdoti nel tempio del Signore, presso l'altare dell'incenso. 20 Azaria, sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui, che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in fretta di là; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il Signore l'aveva colpito.

21 Il re Ozia rimase lebbroso fino al giorno della sua morte. Egli abitò in una casa d'isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio del Signore. Suo figlio Iotam era a capo della reggia e governava il popolo della terra.

22 Le altre gesta di Ozia, dalle prime alle ultime, le ha descritte il profeta Isaia, figlio di Amoz. 23 Ozia si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono con i suoi padri nel campo presso le tombe dei re, perché si diceva: "È un lebbroso". Al suo posto divenne re suo figlio Iotam.

Iotam re di Giuda

27Quando Iotam divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusà, figlia di Sadoc. 2 Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Ozia, suo padre, ma non entrò nell'aula del tempio del Signore e il popolo continuava a pervertirsi. 3 Egli restaurò la porta superiore del tempio; lavorò molto anche per le mura dell'Ofel. 4 Ricostruì città sulle montagne di Giuda; costruì castelli e torri nelle zone boscose.

5 Attaccò il re degli Ammoniti, vincendolo. Gli Ammoniti gli diedero in quell'anno cento talenti d'argento, diecimila kor di grano e altrettanti d'orzo. Altrettanto gli consegnarono gli Ammoniti anche il secondo e il terzo anno.

6 Iotam divenne potente, perché aveva sempre tenuto una condotta fedele nei confronti del Signore, suo Dio.

7 Le altre gesta di Iotam, tutte le sue guerre e la sua condotta, sono descritte nel libro dei re d'Israele e di Giuda. 8 Quando divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. 9 Iotam si addormentò con i suoi padri, lo seppellirono nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Acaz.

Acaz re di Giuda

28Quando Acaz divenne re, aveva vent'anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come Davide, suo padre. 2 Seguì le vie dei re d'Israele; fece perfino fondere statue per i Baal. 3 Egli bruciò incenso nella valle di Ben-Innòm; fece passare i suoi figli per il fuoco, secondo gli abomini delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. 4 Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde.

5 Ma il Signore, suo Dio, lo consegnò nelle mani del re degli Aramei, i quali lo vinsero e gli catturarono un gran numero di prigionieri, che condussero in Damasco.

Fu consegnato anche nelle mani del re d'Israele, che gli inflisse una grande sconfitta. 6 Pekach, figlio di Romelia, in un giorno uccise centoventimila uomini in Giuda, tutti uomini di valore, perché avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. 7 Zicrì, un eroe di Èfraim, uccise Maasia, figlio del re, e Azrikàm, prefetto del palazzo, ed Elkanà, il secondo dopo il re. 8 Gli Israeliti condussero in prigionia, tra i propri fratelli, duecentomila persone fra donne, figli e figlie; essi raccolsero anche una preda abbondante che portarono a Samaria.

9 C'era là un profeta del Signore, di nome Oded. Costui uscì incontro all'esercito che giungeva a Samaria e disse: "Ecco, a causa dello sdegno contro Giuda, il Signore, Dio dei vostri padri, li ha consegnati nelle vostre mani; ma voi li avete massacrati con un furore tale che è giunto fino al cielo. 10 Ora voi dite di soggiogare, come vostri schiavi e schiave, i figli di Giuda e di Gerusalemme. Ma non siete proprio voi colpevoli nei confronti del Signore, vostro Dio? 11 Ora ascoltatemi e rimandate i prigionieri che avete catturato in mezzo ai vostri fratelli, perché l'ardore dell'ira del Signore è su di voi".

12 Alcuni capi tra gli Efraimiti, cioè Azaria, figlio di Giovanni, Berechia, figlio di Mesillemòt, Ezechia, figlio di Sallum, e Amasà, figlio di Cadlài, insorsero contro quanti tornavano dalla guerra, 13 dicendo loro: "Non portate qui i prigionieri, perché su di noi pesa già una colpa nei confronti del Signore. Voi intendete aumentare i nostri peccati e le nostre colpe, mentre la nostra colpa è già grande e su Israele incombe un'ira ardente".

14 I soldati allora rilasciarono i prigionieri e la preda davanti ai capi e a tutta l'assemblea. 15 Alcuni uomini, designati per nome, si presero cura dei prigionieri. Quanti erano nudi li rivestirono e li calzarono con capi di vestiario presi dal bottino, diedero loro da mangiare e da bere, li medicarono con unzioni; quindi, trasportando su asini gli inabili a marciare, li condussero a Gerico, città delle palme, presso i loro fratelli. Poi tornarono a Samaria.

16 In quel tempo il re Acaz mandò a chiedere aiuto al re d'Assiria. 17 Gli Edomiti erano venuti ancora una volta e avevano sconfitto Giuda e fatto prigionieri. 18 Anche i Filistei si erano sparsi per le città della Sefela e del Negheb di Giuda, occupando Bet-Semes, Àialon, Ghederòt, Soco con le dipendenze, Timna con le dipendenze e Ghimzo con le dipendenze, e vi si erano insediati. 19 Questo accadde perché il Signore aveva umiliato Giuda a causa di Acaz, re d'Israele, che aveva permesso ogni licenza in Giuda ed era stato infedele al Signore. 20 Tiglat-Pilèser, re d'Assiria, venne contro di lui e lo oppresse anziché sostenerlo. 21 Acaz spogliò il tempio del Signore, il palazzo del re e dei prìncipi e consegnò tutto all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto.

22 Anche quando si trovava alle strette, continuava a essere infedele al Signore: così era il re Acaz. 23 Sacrificò agli dèi di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: "Poiché gli dèi dei re di Aram portano a loro aiuto, io sacrificherò a essi e mi aiuteranno". In realtà, essi provocarono la sua caduta e quella di tutto Israele.

24 Acaz radunò gli arredi del tempio di Dio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio di Dio, mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. 25 In tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad altri dèi, provocando così lo sdegno del Signore, Dio dei suoi padri.

26 Le altre gesta di lui e tutte le sue imprese, dalle prime alle ultime, sono descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele. 27 Acaz si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono in città, a Gerusalemme, ma non lo collocarono nei sepolcri dei re d'Israele. Al suo posto divenne re suo figlio Ezechia.

Commento

Non permettere che i suoi benefici ci inorgogliscano

Le circostanze della vita sono sempre un ottimo test per provare la nostra fede, sia quando le cose vanno bene, sia quando vanno male. Abramo Lincoln, che come Presidente degli Stati Uniti ha conosciuto molto bene il fascino ed i pericoli del potere, ha detto: "Quasi tutti gli uomini possono sopportare le avversità, ma se vuoi testare il carattere di una persona, dalle potere".

Ozia inizia bene. Diviene re all'età di soli sedici anni (26,1): "Fece ciò che è retto agli occhi del Signore" (v.4). Si comporta da fedele ricercatore di Dio (v.5a, MSG). Finché cercò il Signore, "Dio lo fece prosperare" (v.5b), "lo aiutò" (v.7). Diviene famoso e molto potente (v.8). Con lui tutto sembra andare per il verso giusto (v.15, MSG).

Finché cerca Dio, Dio risponde alle sue preghiere, lo aiuta e gli dà successo.

Ma poi diviene "potente” (v.15c) e le cose cambiano. Fama, successo e potere sono pericolosi e potenzialmente inquinanti. Portano con sé i pericoli dell'orgoglio e dell'arroganza.

"Ma in seguito a tanta potenza il suo cuore si insuperbì, fino a rovinarsi" (v.16, MSG). Sebbene molti dei suoi leader (2 Cronache 26,18) lo avvertano del pericolo che corre (v.18), Ozia inizia a fare cose proibite nella Scrittura (vedi Numeri 16,40; 18,7). Invece di ascoltarli, nel suo orgoglio perde il controllo (v.19, MSG). Una vicenda, questa di Ozia, che possiamo cogliere come avvertimento anche per noi. Se le cose vanno bene, non ti inorgoglire. Non smettere di affidarti a Dio e di obbedire ai suoi comandi.

Preghiera

Signore, aiutami a continuare a lodarti, a contare su di te e a cercarti per tutta la vita.

La moglie di Nicky dice

2 Corinzi 1,3-4

"Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione".

Purtroppo, in questa vita, i problemi non mancano e non ci vengono risparmiati. Ma abbiamo un Padre compassionevole che è il Dio di ogni consolazione e non solo di alcune. Un Padre che è in grado di confortarci in ogni singola tribolazione della nostra vita.

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