Giorno 253

Come conoscere e amare Gesù

Sapienziali Proverbi 22,7-16
Nuovo Testamento 2 Corinzi 11,1-15
Antico Testamento Isaia 20,1-23,18

Introduzione

Sophie è figlia unica in una famiglia con due genitori che la adorano. Anche Sophie adora i suoi genitori. Prima di avere lei, sua mamma ha avuto quattordici aborti spontanei. Oggi, Sophie è grande e ama ancora trascorrere il maggior tempo possibile con loro.

Un giorno, da bambina, la sua insegnante chiese alla classe di dire se i loro genitori amassero di più i propri figli o si amassero di più tra di loro. La maggior parte degli alunni rispose che amavano di più i loro figli. Sophie invece no. Per lei, i suoi genitori si amavano molto di più l'un l'altra e che era proprio questo legame d'amore a farla sentire così sicura e amata.

Il cuore della fede cristiana è la relazione con Dio attraverso Gesù Cristo. Essere cristiani significa conoscere e amare Cristo.

Ma in cosa consiste questa relazione? La Bibbia descrive la relazione con Gesù attraverso analogie umane. È un rapporto di massima intimità. È come quella tra un genitore e un figlio (Luca 1; Romani 8). Ma Paolo si spinge oltre: parla di Cristo come di uno sposo e della Chiesa come di una sposa (2 Corinzi 11,2; vedi anche Efesini 5,22-33). Questa è la relazione più stretta, la più importante e la più intima di tutte.

Sapienziali

Proverbi 22,7-16

7 Il ricco domina sul povero
   e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore.

8 Chi semina ingiustizia raccoglie miseria
   e il bastone che usa nella sua collera svanirà.

9 Chi è generoso sarà benedetto,
   perché egli dona del suo pane al povero.

10 Scaccia lo spavaldo e la discordia se ne andrà:
   cesseranno i litigi e gli insulti.

11 Chi ama la schiettezza del cuore
   e la benevolenza sulle labbra, sarà amico del re.

12 Gli occhi del Signore custodiscono la scienza:
   in tal modo egli confonde le parole del perfido.

13 Il pigro dice: "C'è un leone là fuori:
   potrei essere ucciso in mezzo alla strada".

14 La bocca delle straniere è una fossa profonda:
   vi cade colui che è in ira al Signore.

15 La stoltezza è legata al cuore del fanciullo,
   ma il bastone della correzione l'allontana da lui.

16 Chi opprime il povero non fa che arricchirlo,
   chi dà a un ricco non fa che impoverirsi.

Commento

Godere dell'amicizia del Re

Un sito di incontri online canadese, molto famoso per i suoi spot pubblicitari, ha uno slogan che dice: "La vita è breve. Goditi una relazione". Durante la pandemia di COVID-19, il sito ha toccato punte record di 17 mila nuovi iscritti al giorno.

In un libro uscito recentemente in Inghilterra, l'adulterio è presentato come salutare per un matrimonio. Un'affermazione sbagliata ovviamente ma anche molto pericolosa.

Le relazioni richiedono fedeltà. Il Signore "confonde le parole del perfido" (v.12). "La bocca delle straniere è una fossa profonda" (v.14a). L'adulterio rompe la fedeltà del matrimonio ed è una "fossa profonda".

Inoltre: "Chi ama la schiettezza del cuore e la benevolenza sulle labbra, sarà amico del re" (v.11). Qui l'autore si riferisce a un re umano. La combinazione di integrità e fascino può portare le persone a contatto con leader di ogni tipo, persino all'amicizia con i re.

Ma la conoscenza o l'amicizia con un re umano non contano poi così tanto. C'è qualcosa di ancora più grande e sorprendente: essere amici del Re dei re e Signore dei signori: Gesù Cristo.

Il linguaggio usato nel versetto 11, "schiettezza del cuore" e "benevolenza", è simile a quello usato in 2 Corinzi 11,3: "La loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo".

L'amicizia stessa richiede impegno. Ogni giorno, siamo chiamati a scegliere di mostrare amore e fedeltà nelle nostre relazioni più intime. Dobbiamo vincere le nostre pigrizie. "Il pigro dice: 'C'è un leone là fuori: potrei essere ucciso in mezzo alla strada'" (Proverbi 22,13, MSG). Pur di non alzarsi e impegnarsi, la persona pigra trova ogni tipo di scuse.

Tutte le relazioni intime, compresa quella con Gesù, richiedono impegno e tempo per crescere e portare frutto. Oggi stesso siamo chiamati a dedicare tempo ed energie alla nostra amicizia con Gesù.

Preghiera

Signore, grazie per averci invitati ad essere tuoi amici. Aiutaci ad essere puri di cuore, gentili nel parlare, generosi (v.9) e fedeli.

Nuovo Testamento

2 Corinzi 11,1-15

Paolo e i falsi apostoli

11 Se soltanto poteste sopportare un po' di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. 2 Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta. 3 Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. 4 Infatti, se il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, o se ricevete uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo.

5 Ora, io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi superapostoli! 6 E se anche sono un profano nell'arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a voi. 7 O forse commisi una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunciato gratuitamente il vangelo di Dio? 8 Ho impoverito altre Chiese accettando il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. 9 E, trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno, non sono stato di peso ad alcuno, perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia. In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire. 10 Cristo mi è testimone: nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acaia! 11 Perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!

12 Lo faccio invece, e lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che cercano un pretesto per apparire come noi in quello di cui si vantano. 13 Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. 14 Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce. 15 Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere.

Commento

Custodire il nostro matrimonio con Cristo

A volte viviamo una vita troppo complicata. A volte la nostra stessa fede è troppo complicata. Ma nei riguardi di Cristo, siamo chiamati alla "semplicità" (v.3, KJV). Semplicità non significa essere superficiali, ma vivere con Cristo un rapporto di "purezza" (v.3, AMP).

Paolo ha portato i Corinzi ad aver fede in Gesù. Li ha presentati al loro sposo e li ha chiamati "la sposa di Cristo". Non voleva che fossero sviati: "Vi ho promesso infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta. Temo però che... i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo" (vv.2-3, MSG).

I bambini hanno una "purezza semplice". Il loro approccio nelle relazioni non è complicato. Si divertono il più possibile. Sono spensierati e senza preoccupazioni. Questo è il tipo di semplicità che dovremmo custodire nel nostro rapporto con Gesù.

Paolo ama i Corinizi: "Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina" (v.2, MSG). Dice: "Perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!" (v.11, MSG)

È determinato a predicare loro "gratuitamente il vangelo di Dio" (v.7). Dice: "Lo faccio invece, e lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che cercano un pretesto per apparire come noi in quello di cui si vantano" (v.12, MSG). Questo è uno dei motivi per cui credo fermamente che nessuno dovrebbe pagare per partecipare ad Alpha. Né si dovrebbe chiedere soldi alla fine di un corso. Il Vangelo deve essere sempre "gratuito".

Tuttavia, è necessario che qualcuno doni qualcosa per far fronte alle spese. Paolo dice: "Alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia" (v.9, MSG). Paolo è ben felice che altre chiese contribuiscano finanziariamente affinché il Vangelo possa essere predicato gratuitamente. Non è sbagliato raccogliere fondi, ma dovremmo cercare di non raccogliere fondi tra le persone a cui stiamo predicando il Vangelo.

Paolo è preoccupato che "la sposa" possa fuggire con falsi insegnanti, che predicano un vangelo diverso, un Gesù diverso con uno spirito diverso (v.4). Essi, come Satana stesso, sono mascherati da angeli di luce (v.14).

Questo travestimento rende il discernimento spirituale difficile, ma anche molto importante. Non bisogna sospettare delle motivazioni degli altri, ma è necessario chiedere intuizione e saggezza spirituale.

Paolo non sta parlando di altri cristiani che vedono le cose da una prospettiva leggermente diversa, o di coloro che sono giunti a una conclusione diversa da noi su questioni di dottrina secondarie. Le persone contro cui l'apostolo mette in guardia sono i "falsi apostoli", i "lavoratori fraudolenti", le "persone che si mascherano da apostoli di Cristo" (v.13, MSG).

Non si tratta dell'equivalente di un'altra denominazione o tradizione cristiana. Predicano qualcosa che non è affatto cristiano, "un Gesù diverso" (v.4, MSG). Ecco perché Paolo si preoccupa così appassionatamente. Seguire un "Gesù diverso" è come commettere adulterio spirituale. Paolo si preoccupa di custodire appassionatamente la loro sincera e pura devozione come sposa del vero Gesù Cristo.

Preghiera

Gesù, ti amo e desidero non allontarmi da te. Fa che possa amarti e servirti con devozione pura e sincera.

Antico Testamento

Isaia 20,1-23,18

Un gesto di Isaia spiega la sorte dell’Egitto

20 Nell'anno in cui il tartan, mandato ad Asdod da Sargon re d'Assiria, giunse ad Asdod, la assalì e la prese. 2 In quel tempo il Signore disse per mezzo di Isaia, figlio di Amoz: "Va', lèvati il sacco dai fianchi e togliti i sandali dai piedi!". Così egli fece, andando nudo e scalzo.

3 Il Signore poi disse: "Come il mio servo Isaia è andato nudo e scalzo per tre anni, come segno e presagio per l'Egitto e per l'Etiopia, 4 così il re d'Assiria condurrà i prigionieri d'Egitto e i deportati dell'Etiopia, giovani e vecchi, nudi e scalzi e con le natiche scoperte, vergogna per l'Egitto. 5 Allora saranno abbattuti e confusi a causa dell'Etiopia, loro speranza, e a causa dell'Egitto, di cui si vantavano. 6 In quel giorno gli abitanti di questo lido diranno: "Ecco che cosa è avvenuto della speranza nella quale ci eravamo rifugiati per trovare aiuto ed essere liberati dal re d'Assiria! Ora come ci salveremo?"".

Caduta di Babilonia

21 Oracolo sul deserto del mare.

Come i turbini che si scatenano nel Negheb,
   così egli viene dal deserto,
   da una terra orribile.

2 Una visione tremenda mi fu mostrata:
   il saccheggiatore che saccheggia, il distruttore che distrugge.
Salite, o Elamiti, assediate, o Medi!
   Io faccio cessare ogni gemito.

3 Per questo i miei reni sono nello spasimo,
   mi hanno colto dolori come di una partoriente;
sono troppo sconvolto per udire,
   troppo sbigottito per vedere.
4 Smarrito è il mio cuore,
   la costernazione mi invade;
il tramonto tanto desiderato
   diventa il mio terrore.

5 Si prepara la tavola,
   si stende la tovaglia,
   si mangia, si beve.
Alzatevi, o capi,
   ungete gli scudi,

6 poiché così mi ha detto il Signore:

"Va', metti una sentinella
   che annunci quanto vede.
7 E se vedrà cavalleria,
   coppie di cavalieri,
uomini che cavalcano asini,
   uomini che cavalcano cammelli,
allora osservi attentamente,
   con grande attenzione".

8 La vedetta ha gridato:

"Al posto di osservazione, Signore,

io sto sempre lungo il giorno,
   e nel mio osservatorio sto in piedi, tutte le notti.
9 Ecco, qui arriva una schiera di cavalieri,
   coppie di cavalieri.
Essi esclamano e dicono:
   "È caduta, è caduta Babilonia!
Tutte le statue dei suoi dèi
   sono a terra, in frantumi"".

10 O popolo mio, calpestato e trebbiato come su un'aia,
   quanto ho udito
dal Signore degli eserciti,
   Dio d'Israele, a voi l'ho annunciato.

Situazione degli Edomiti

11 Oracolo su Duma.

Mi gridano da Seir:
   "Sentinella, quanto resta della notte?
   Sentinella, quanto resta della notte?".
12 La sentinella risponde:
   "Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
   convertitevi, venite!".

Sorte delle tribù arabe

13 Oracolo nella steppa.

Nella boscaglia, nella steppa, passate la notte,
   carovane di Dedan;
   14 andando incontro agli assetati, portate acqua.
Abitanti della terra di Tema,
   presentatevi ai fuggiaschi con pane per loro.
15 Perché essi fuggono di fronte alle spade,
   di fronte alla spada affilata,
di fronte all'arco teso,
   di fronte al furore della battaglia.

16 Poiché mi ha detto il Signore: "Ancora un anno, contato alla maniera degli anni di un salariato, e scomparirà tutta la potenza gloriosa di Kedar. 17 E il numero degli archi dei prodi di Kedar resterà molto esiguo, perché il Signore Dio d'Israele ha parlato".

Distruzione di Gerusalemme che non si è convertita

22 Oracolo sulla valle della Visione.

Che hai tu dunque,
   che sei salita tutta sulle terrazze,
2 città colma di rumore e tumulto,
   città gaudente?
I tuoi trafitti non sono stati trafitti di spada
   né sono morti in battaglia.
3 Tutti i tuoi capi sono fuggiti insieme,
   sono stati fatti prigionieri senza un tiro d'arco;
tutti coloro che si trovavano in te
   sono stati catturati insieme, anche se fuggiti lontano.
4 Per questo dico: "Stornate lo sguardo da me,
   che io pianga amaramente;
non cercate di consolarmi
   per la desolazione della figlia del mio popolo".

5 Infatti è un giorno di panico,
   di distruzione e di smarrimento,
   voluto dal Signore, Dio degli eserciti.
   Nella valle della Visione un diroccare di mura
   e un invocare aiuto verso i monti.
6 Gli Elamiti hanno indossato la faretra,
   con uomini su carri e cavalieri;
   Kir ha tolto il fodero allo scudo.
7 Le migliori tra le tue valli sono piene di carri;
   i cavalieri si sono disposti contro la porta.

8 Così è tolta la protezione di Giuda.
   Tu guardavi in quel giorno
   alle armi del palazzo della Foresta.
9 Avete visto le brecce della Città di Davide
   quanto erano numerose.
Poi avete raccolto le acque
   della piscina inferiore,
10 avete contato le case di Gerusalemme
   e avete demolito le case per fortificare le mura.
ma voi non avete guardato a chi ha fatto queste cose,
11 Avete anche costruito un serbatoio fra i due muri
   per le acque della piscina vecchia;
ma voi non avete guardato a chi ha fatto queste cose,
   né avete visto chi ha preparato ciò da tempo.

12 Vi invitava in quel giorno
   il Signore, Dio degli eserciti,
al pianto e al lamento,
   a rasarvi il capo e a vestire il sacco.
13 Ecco invece gioia e allegria,
   sgozzate bovini e scannate greggi,
   mangiate carne e bevete vino:
"Mangiamo e beviamo,
   perché domani moriremo!".

14 Ma il Signore degli eserciti si è rivelato ai miei orecchi: "Certo non sarà espiato questo vostro peccato, finché non sarete morti", dice il Signore, Dio degli eserciti.

15 Così dice il Signore, Dio degli eserciti:

"Rècati da questo ministro,
   da Sebna, il maggiordomo, e digli:
16 "Che cosa possiedi tu qui
   e chi hai tu qui, tanto da scavarti qui un sepolcro?".
Scavarsi in alto il proprio sepolcro,
   nella rupe la propria tomba!

17 Ecco, il Signore ti scaglierà giù a precipizio, o uomo,
   ti afferrerà saldamente,
18 certamente ti rotolerà ben bene
   come una palla, verso una regione estesa.
Là morirai e là finiranno i tuoi sontuosi cocchi,
   o ignominia del palazzo del tuo signore!
19 Ti toglierò la carica,
   ti rovescerò dal tuo posto.

20 In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkia; 21 lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. 22 Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. 23 Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre. 24 Su di lui faranno convergere ogni gloria della casa di suo padre: germogli e rampolli, ogni piccolo vasellame, dalle coppe alle anfore.

25 In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - cederà il piolo conficcato in luogo solido. Si spezzerà, cadrà e andrà in frantumi tutto ciò che vi era appeso, perché il Signore ha parlato".

Oracolo contro la città di Tiro

23 Oracolo su Tiro.

Fate il lamento, navi di Tarsis,
   perché è stata distrutta:
   è senza più case.
Mentre tornavano dalla terra dei Chittìm,
   ne fu data loro notizia.

2 Ammutolite, abitanti della costa.
   I mercanti di Sidone,
   che attraversavano il mare, ti affollavano.
3 Attraverso le acque profonde
   giungeva il frumento di Sicor,
il raccolto del Nilo, che era la sua ricchezza.
   Tu eri il mercato dei popoli.

4 Vergógnati, Sidone,
   perché il mare, la fortezza marinara, ha parlato dicendo:
"Io non ho avuto doglie, non ho partorito,
   non ho allevato giovani, non ho fatto crescere vergini".
5 All'udirlo in Egitto,
   si addoloreranno per la notizia su Tiro.

6 Passate a Tarsis, fate il lamento,
   abitanti della costa.
7 È questa la vostra città gaudente,
   le cui origini risalgono a un'antichità remota,
i cui piedi la portavano lontano
   per fissarvi dimore?
8 Chi ha deciso questo
   contro Tiro, la dispensatrice di corone,
i cui mercanti erano prìncipi,
   i cui trafficanti erano i più nobili della terra?
9 Il Signore degli eserciti lo ha deciso,
   per svergognare l'orgoglio di tutto il suo fasto,
   per umiliare i più nobili sulla terra.

10 Solca la tua terra come il Nilo,
   figlia di Tarsis;
   il porto non esiste più.
11 Ha steso la mano verso il mare,
   ha sconvolto i regni,
il Signore ha decretato per Canaan
   di abbattere le sue fortezze.
12 Egli ha detto: "Non continuerai a far baldoria,
   o vergine, duramente oppressa, figlia di Sidone.

Àlzati, va' pure dai Chittìm;
   neppure là ci sarà pace per te".
13 Ecco la terra dei Caldei: questo popolo non esisteva.
   L'Assiria l'assegnò alle bestie selvatiche.
 Vi eressero le loro torri d'assedio,
   ne hanno demolito i palazzi,
   l'hanno ridotta a un cumulo di rovine.

14 Fate il lamento, navi di Tarsis,
   perché è stato distrutto il vostro rifugio.

15 Avverrà che in quel giorno Tiro sarà dimenticata per settant'anni, quanti sono gli anni di un re. Alla fine dei settant'anni a Tiro si applicherà la canzone della prostituta:

16 "Prendi la cetra, gira per la città,
   prostituta dimenticata;
suona con abilità, moltiplica i canti,
   perché qualcuno si ricordi di te".

17 Ma alla fine dei settant'anni il Signore visiterà Tiro, che ritornerà ai suoi guadagni; essa trescherà con tutti i regni del mondo sulla terra. 18 Il suo salario e il suo guadagno saranno sacri al Signore. Non sarà ammassato né custodito il suo salario, ma andrà a coloro che abitano presso il Signore, perché possano nutrirsi in abbondanza e vestirsi con decoro.

Commento

Tenere fisso lo sguardo sul nostro Creatore

Dio ci ha creati per una relazione intima con lui. Ma purtroppo, il mondo, e talvolta anche il popolo di Dio, è distratto, insegue altre cose, non guarda al suo Creatore e non lo consulta per i propri progetti.

Isaia annuncia il giudizio di Dio su coloro che guardano o si affidano a qualcuno o a qualcosa diverso da lui (20,5). Dice che Tiro, "mercato dei popoli" e "dispensatrice di corone" (23,3.8, MSG), crollerà. Dio lo ha deciso "per svergognare l'orgoglio di tutto il suo fasto" (23,9, MSG).

Isaia profetizza contro Gerusalemme: "Avete anche costruito un serbatoio fra i due muri per le acque della piscina vecchia; ma voi non avete guardato a chi ha fatto queste cose, né avete visto chi ha preparato ciò da tempo" (22,11, MSG). Essi contano solo sulle proprie forze e non si affidano a colui che aveva creato la città di Davide e che, in ultima analisi, ha creato anche loro.

Isaia profetizza anche su Eliakìm. Eliakìm è un uomo buono. Dio lo chiama: "Il mio servo, Eliakìm" (v.20). Viene nominato maestro di palazzo, una carica più o meno equivalente a quella di primo ministro.

Di lui, Dio dice: "Lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire" (vv.21-22).

Questa "chiave" prefigura quella che Gesù avrebbe dato a Pietro e ai discepoli (Matteo 16,19; 18,18). A loro saranno date le chiavi del regno ma, in definitiva, è Gesù il detentore di tutte le chiavi. Nel libro dell'Apocalisse, Gesù è descritto come colui che "ha la chiave di Davide: quando egli apre nessuno chiude e quando chiude nessuno apre" (Apocalisse 3,7).

Per questo dovremmo sempre guardare a lui. Consultarlo per i nostri progetti. Non confidare nelle nostre forze, ma guardare al nostro Creatore. Tenere fisso lo sguardo su Gesù (Ebrei 12,2).

Preghiera

Signore, oggi desidero affidarti tutto ciò che mi chiami a fare. Ti prego di chiudere quelle porte che ritieni negative per me e di aprire quelle che ritieni positive. Ti prego infine di aiutarmi a rimanerti fedele nella relazione con te.

La moglie di Nicky dice

Proverbi 22,12

"Gli occhi del Signore custodiscono la scienza".

Secondo voi Dio, in cielo, è aggiornato sulle ultime novità tecnologiche e della ricerca scientifica?

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