Giorno 254

Pace nei luoghi più oscuri

Sapienziali Salmi 106,32-39
Nuovo Testamento 2 Corinzi 11,16-33
Antico Testamento Isaia 24,1-26,21

Introduzione

L'avventuriero Bear Grylls è stato definito dal quotidiano Sun come: "L'uomo più duro e temerario del mondo". Ex membro delle forze speciali britanniche, la sua serie televisiva di avventure Mud, Sweat and Tears ha raggiunto il numero record di 1,2 miliardi di spettatori in oltre 180 paesi del mondo.

In fatto di audacia e avventura, Bear Grylls è per me un modello irraggiungibile. Nel leggere la sua autobiografia, Mud, Sweat and Tears (Fango, sudore e lacrime), sono rimasto incantato e allo stesso tempo inorridito dalla sua resistenza fisica e mentale. È sopravvissuto al corpo speciale SAS, ad una frattura alla schiena dopo un lancio con il paracadute, alla scalata dell'Everest, alla Legione straniera francese e a una serie di altre sfide straordinarie.

Una delle cose che amo di più dell'autobiografia di Bear è il modo trasparente con cui descrive le sue lotte, sia interiori che esteriori. Con ammirevole vulnerabilità, rivela le sue ansie, la paura delle altezze e il senso di debolezza. In tutto questo traspare la sua forte fede cristiana. Scrive: "La fede in Cristo è la grande presenza che mi dà forza nella vita. Mi aiuta a camminare sicuro quando mi sento debole".

In mezzo alle difficoltà della vita e alle sfide straordinarie, Cristo è la presenza che ci dà forza e che ci dona la pace.

La parola "pace" (Isaia 26,3) mi fa pensare ad una giornata estiva tranquilla, sulle rive silenziose di un lago, senza preoccupazioni, tentazioni, problemi e difficoltà da affrontare. Ma, in circostanze come queste, la pace non è una cosa così sorprendente o straordinaria. Nel leggere la Bibbia, troviamo che la promessa di "pace" non dipende dalle circostanze. Dio promette la sua pace sempre, anche nelle situazioni più oscure, nel mezzo di lotte e sfide difficili.

Sapienziali

Salmi 106,32-39

32 Lo irritarono anche alle acque di Merìba
   e Mosè fu punito per causa loro:
33 poiché avevano amareggiato il suo spirito
   ed egli aveva parlato senza riflettere.
34 Non sterminarono i popoli
   come aveva ordinato il Signore,
35 ma si mescolarono con le genti
   e impararono ad agire come loro.
36 Servirono i loro idoli
   e questi furono per loro un tranello.
37 Immolarono i loro figli
   e le loro figlie ai falsi dèi.
38 Versarono sangue innocente,
   il sangue dei loro figli e delle loro figlie,
sacrificàti agli idoli di Canaan,
   e la terra fu profanata dal sangue.
39 Si contaminarono con le loro opere,
   si prostituirono con le loro azioni.

Commento

Tentazioni

Il popolo di Dio si trova ad affrontare tentazioni molto simili a quelle che anche oggi le persone si trovano ad affrontare. "Avevano amareggiato il suo spirito" (v.33), "Si mescolarono con le genti e impararono ad agire come loro. Servirono i loro idoli e questi furono per loro un tranello" (vv.35-36).

Ognuno di noi è chiamato ad essere "nel mondo" ma non "del mondo". A volte non è facile. Quando trascorriamo del tempo con persone che non condividono la nostra fede o il nostro stile di vita, la tentazione è di adottare i loro costumi e adorare i loro idoli. Gli idoli del XXI secolo sono il denaro, il sesso, il potere e la celebrità. La loro influenza su di noi è sottile ma potente.

Ciò che dovremmo fare invece è godere di tutti i doni buoni che Dio ci dà, senza mai diventarne ossessionati o adorare qualcosa di diverso dal Dio vivente.

L'Epistola a Diogneto del II secolo descrive lo stile di vita del cristiano. Dice:

"Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera... Vivono nella carne, ma non secondo la carne.

Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi... Sono poveri e rendono ricchi molti... I cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo”.

Preghiera

Signore, ti prego di aiutarmi a non adorare gli idoli del mondo o a non assumere i costumi di coloro che vivono senza cercare la tua presenza. Aiutami a resistere a queste tentazioni e a sperimentare la tua "pace perfetta".

Nuovo Testamento

2 Corinzi 11,16-33

Le sofferenze dell'apostolo Paolo

16 Lo dico di nuovo: nessuno mi consideri un pazzo. Se no, ritenetemi pure come un pazzo, perché anch'io possa vantarmi un poco. 17 Quello che dico, però, non lo dico secondo il Signore, ma come da stolto, nella fiducia che ho di potermi vantare. 18 Dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano, mi vanterò anch'io. 19 Infatti voi, che pure siete saggi, sopportate facilmente gli stolti. 20 In realtà sopportate chi vi rende schiavi, chi vi divora, chi vi deruba, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. 21 Lo dico con vergogna, come se fossimo stati deboli!

Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi - lo dico da stolto - oso vantarmi anch'io. 22 Sono Ebrei? Anch'io! Sono Israeliti? Anch'io! Sono stirpe di Abramo? Anch'io! 23 Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. 24 Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; 25 tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. 26 Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; 27 disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. 28 Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. 29 Chi è debole, che anch'io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?

30 Se è necessario vantarsi, mi vanterò della mia debolezza. 31 Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. 32 A Damasco, il governatore del re Areta aveva posto delle guardie nella città dei Damasceni per catturarmi, 33 ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani.

Commento

Prove

Gli avversari di Paolo sono caduti nella trappola di cui erano stati messi in guardia nel Salmo 106. Hanno adottato i costumi del mondo attorno ed hanno adorato i suoi idoli. "Dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano, mi vanterò anch'io" (v.18). Si vantano dei loro successi e si lasciano andare ad una vita di fama, successo e retorica apparente.

Il loro vanto è una sfida per Paolo. Essi, come il mondo, si vantano delle loro forze. Ma Paolo no. Dice che se è proprio necessario vantarsi, lui si vanterà della sua debolezza (v.30).

Elenca poi alcune delle sfide che ha superato. Un elenco di prove difficili delle quali molte persone si vergonerebbero solo a parlarne. Tra queste la prigione, l'essere stato frustato dagli ebrei, picchiato con verghe romane, lapidato, l'essere naufragato, esposto a molti pericoli, affamato e assetato, freddo e nudo (vv.23-27). La lista termina con quella che potrebbe sembrare una fuga vergognosa da un arresto (vv.32-33).

In aggiunta a tutto questo, elenca il suo duro lavoro (v.23), i suoi viaggi (v.26), "disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità" (v.27), la pressione quotidiana della sua preoccupazione per tutte le chiese (v.28) e il dolore che sperimenta quando i cristiani cedono al peccato (v.29). Paolo è pieno di ansia, stress e sfide di vita.

Eppure, nonostante questo, parla della pace di Dio che ha vissuto e per la quale ha pregato affinché anche altri potessero sperimentarla. Ma pace "perfetta di Dio" non significa mancanza di prove da affrontare. Ciò che è straordinario della sua pace è che è promessa nonostante le prove. Non è facile immaginare una pace perfetta in prigione, mentre viene flagellato, o durante un naufragio, costantemente in pericolo e molto altro ancora. Eppure questo è ciò che l'apostolo Paolo dice di aver sperimentato.

Scrive: "Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù" (Filippesi 4,6-7).

E.H. Bickersteht ha detto: "Pace, pace perfetta, in questo oscuro mondo di peccato? Il sangue di Gesù sussurra pace interiore".

Preghiera

Signore, ti prego di aiutarci nelle prove, critiche, tentazioni, preoccupazioni, malattie e lutti. Anche nei luoghi oscuri, aiutaci a conoscere e a vivere la tua "pace perfetta".

Antico Testamento

Isaia 24,1-26,21

Giudizio del Signore sulla città del nulla e su tutta la terra

24 Ecco che il Signore devasta la terra,
   la squarcia
e ne sconvolge la superficie
   e ne disperde gli abitanti.
2 Avverrà lo stesso al popolo come al sacerdote,
   allo schiavo come al suo padrone,
   alla schiava come alla sua padrona,
   al compratore come al venditore,
   a chi riceve come a chi dà in prestito,
   al creditore come al debitore.
3 Sarà tutta devastata la terra,
   sarà tutta saccheggiata,
   perché il Signore ha pronunciato questa parola.

4 È in lutto, languisce la terra;
   è squallido, languisce il mondo,
   sono desolati il cielo e gli abitanti della terra.
5 La terra è stata profanata dai suoi abitanti,
   perché hanno trasgredito le leggi,
hanno disobbedito al decreto,
  hanno infranto l'alleanza eterna.
6 Per questo la maledizione divora la terra,
 i suoi abitanti ne scontano la pena;
per questo si consumano gli abitanti della terra
 e sono rimasti solo pochi uomini.
7 Lugubre è il mosto, la vigna languisce,
 gemono tutti i cuori festanti.
8 È cessata la gioia dei tamburelli,
 è finito il chiasso dei gaudenti,
 è cessata la gioia della cetra.
9 Non si beve più il vino tra i canti,
 la bevanda inebriante è amara per chi la beve.
10 È distrutta la città del nulla,
 è chiuso l'ingresso di ogni casa.
11 Per le strade si lamentano, perché non c'è vino;
 ogni gioia è scomparsa,
 se ne è andata la letizia dalla terra.
12 Nella città è rimasta la desolazione;
 la porta è stata abbattuta a pezzi.
13 Perché così accadrà nel centro della terra,
 in mezzo ai popoli,
come quando si bacchiano le olive,
 come quando si racimola, finita la vendemmia.

14 Quelli alzeranno la voce,
 canteranno alla maestà del Signore.
 Acclameranno gioiosamente dal mare:
15 "Voi in oriente, glorificate il Signore,
 nelle isole del mare, il nome del Signore, Dio d'Israele".
16 Dagli angoli estremi della terra abbiamo udito il canto:
 "Gloria al giusto".

Ma io dico: "Guai a me!
 Guai a me! Ohimè!".
I perfidi agiscono perfidamente,
 i perfidi operano con perfidia.
17 Terrore, fossa e laccio
 ti sovrastano, o abitante della terra.
18 Avverrà che chi fugge al grido di terrore
 cadrà nella fossa,
chi risale dalla fossa
 sarà preso nel laccio,

poiché cateratte dall'alto si aprono
 e si scuotono le fondamenta della terra.
19 A pezzi andrà la terra,
 in frantumi si ridurrà la terra,
 rovinosamente crollerà la terra.
20 La terra barcollerà come un ubriaco,
 vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
 cadrà e non si rialzerà.

21 Avverrà che in quel giorno il Signore punirà
 in alto l'esercito di lassù
 e in terra i re della terra.
22 Saranno senza scampo incarcerati,
 come un prigioniero in una prigione sotterranea,
saranno rinchiusi in un carcere
 e dopo lungo tempo saranno puniti.
23 Arrossirà la luna,
 impallidirà il sole,
perché il Signore degli eserciti regna
 sul monte Sion e a Gerusalemme,
 e davanti ai suoi anziani risplende la sua gloria.

Inno di lode per la liberazione dei miseri

25 Signore, tu sei il mio Dio;
 voglio esaltarti e lodare il tuo nome,
perché hai eseguito progetti meravigliosi,
 concepiti da lungo tempo, fedeli e stabili.
2 Poiché hai trasformato la città in un mucchio di sassi,
 la cittadella fortificata in una rovina,
la fortezza degli stranieri non è più una città,
 non si ricostruirà mai più.
3 Per questo ti glorifica un popolo forte,
 la città di nazioni possenti ti venera.
4 Perché tu sei sostegno al misero,
 sostegno al povero nella sua angoscia,
riparo dalla tempesta, ombra contro il caldo;
 poiché lo sbuffo dei tiranni è come pioggia che rimbalza sul muro,
 5 come arsura in terra arida
il clamore degli stranieri.
 Tu mitighi l'arsura con l'ombra di una nube,
 l'inno dei tiranni si spegne.

6 Preparerà il Signore degli eserciti
 per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
 un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
7 Egli strapperà su questo monte
 il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
 8 Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime
 su ogni volto,
l'ignominia del suo popolo
 farà scomparire da tutta la terra,
 poiché il Signore ha parlato.

9 E si dirà in quel giorno:

"Ecco il nostro Dio;
 in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
 rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,

10 poiché la mano del Signore si poserà su questo monte".
 Moab invece sarà calpestato al suolo,
 come si pesta la paglia nel letamaio.
11 Là esso stenderà le mani,
 come le distende il nuotatore per nuotare;
ma il Signore abbasserà la sua superbia,
 nonostante l'annaspare delle sue mani.
12 L'eccelsa fortezza delle tue mura
 egli abbatterà
e demolirà,
 la raderà al suolo.

Canto di ringraziamento per la salvezza donata da Dio

26 In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:

"Abbiamo una città forte;
 mura e bastioni
 egli ha posto a salvezza.
2 Aprite le porte:
 entri una nazione giusta,
 che si mantiene fedele.
3 La sua volontà è salda;
 tu le assicurerai la pace,
 pace perché in te confida.
4 Confidate nel Signore sempre,
 perché il Signore è una roccia eterna,
5 perché egli ha abbattuto
 coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
 l'ha rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo.
6 I piedi la calpestano:
 sono i piedi degli oppressi,
 i passi dei poveri".

7 Il sentiero del giusto è diritto,
 il cammino del giusto tu rendi piano.
8 Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
 Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
 si volge tutto il nostro desiderio.
9 Di notte anela a te l'anima mia,
 al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca,
perché quando eserciti i tuoi giudizi sulla terra,
 imparano la giustizia gli abitanti del mondo.
10 Si usi pure clemenza al malvagio:
 non imparerà la giustizia;
sulla terra egli distorce le cose diritte
 e non guarda alla maestà del Signore.
11 Signore, si era alzata la tua mano,
 ma essi non la videro.
Vedranno, arrossendo, il tuo amore geloso per il popolo,
 e il fuoco preparato per i tuoi nemici li divorerà.

12 Signore, ci concederai la pace,
 perché tutte le nostre imprese tu compi per noi.
13 Signore, nostro Dio, altri padroni, diversi da te, ci hanno dominato,
 ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.
14 I morti non vivranno più,
 le ombre non risorgeranno;
poiché tu li hai puniti e distrutti,
 hai fatto svanire ogni loro ricordo.
15 Hai fatto crescere la nazione,
 Signore, hai fatto crescere la nazione,
ti sei glorificato,
 hai dilatato tutti i confini della terra.

16 Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
 a te hanno gridato nella prova,
 che è la tua correzione per loro.
17 Come una donna incinta che sta per partorire
 si contorce e grida nei dolori,
 così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
18 Abbiamo concepito,
 abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire: era solo vento;
non abbiamo portato salvezza alla terra
 e non sono nati abitanti nel mondo.

19 Ma di nuovo vivranno i tuoi morti.
 I miei cadaveri risorgeranno!
Svegliatevi ed esultate
 voi che giacete nella polvere.
Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa,
 la terra darà alla luce le ombre.

20 Va', popolo mio, entra nelle tue stanze
 e chiudi la porta dietro di te.
Nasconditi per un momento,
 finché non sia passato lo sdegno.
21 Perché ecco, il Signore esce dalla sua dimora
 per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra;
la terra ributterà fuori il sangue assorbito
 e più non coprirà i suoi cadaveri.

Commento

Fiducia

Isaia scrive: "Tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna" (26,3-4). Questo è il segreto della vera pace. Una pace che si fonda saldamente sulla fiducia in Dio, malgrado le prove e le tentazioni: "In lui abbiamo sperato perché ci salvasse" (25,9).

A volte, nel pensare al domani, ai problemi, alle sfide, alle responsabilità da affrontare, è facile farsi travolgere dall'ansia e dalle preoccupazioni. In tutte le prove e le tentazioni della vita, Dio promette la pace perfetta. L'unica cosa che ci chiede è di volgere i nostri pensieri a lui e di fidarci.

Nella lettura di oggi, Isaia descrive una situazione da fine del mondo. Preannuncia un giudizio che porterà devastazioni, sconvolgimenti e desolazione (Capitolo 24). Ci sarà anche un giorno di trionfo (Capitolo 25).

Preannuncia un banchetto celeste preparato da Dio "per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati" (25,6). Dio "eliminerà la morte per sempre", "asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra" (v.8).

Isaia sembra anticipare la visione del cielo nuovo e della terra nuova di cui parla il libro dell'Apocalisse quando Dio "asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate" (Apocalisse 21,4).

Prosegue dicendo: "Ma di nuovo vivranno i tuoi morti. I miei cadaveri risorgeranno! Svegliatevi ed esultate voi che giacete nella polvere" (Isaia 26,19). Questa è la prima volta in cui nella Bibbia si parla chiaramente di risurrezione dei corpi. È una anticipazione della risurrezione del corpo di Gesù, il quale è "primogenito di quelli che risorgono dai morti" (Colossesi 1,18).

Gesù ha vinto la morte e con questa vittoria ha sconfitto la paura della morte e qualunque altra paura e turbamento. Grazie alla risurrezione di Gesù, non c'è più alcun timore per il nostro futuro. Siamo liberati da ogni ansia e paura della morte e da ogni preoccupazione per quanto possa accaderci. Ciò che dobbiamo fare è porre la nostra fiducia in lui per il futuro, volgere tutti i nostri pensieri a lui e trovare la vera pace in lui.

Signore, "di notte anela a te l'anima mia, al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca... Signore, ci concederai la pace, perchè tutte le nostre imprese tu compi per noi... ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo" (Isaia 26, 9.12-13).

Preghiera

Signore, desidero affidare a te le seguenti situazioni di ansia nella mia vita... e riporre in te la mia fiducia.

La moglie di Nicky dice

Isaia 26,3

"La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida".

Ci sono così tante cose di cui dovrei preoccuparmi ogni giorno. Per questo ho imparato a fare una lista delle prime cose che mi vengono in mente e di metterle tutte nelle mani di Dio, e ricevere così da lui la "pace perfetta".

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Bear Grylls, Mud, Sweat and Tears (Channel 4, 2012).

E.H. Bickersteth, ‘Peace, Perfect Peace’ (1875)

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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