Giorno 260

Dio ama le persone imperfette

Sapienziali Salmi 107,33-43
Nuovo Testamento Galati 2,11-3,9
Antico Testamento Isaia 38,1-40,31

Introduzione

Non sono una persona perfetta. A volte trovo difficile credere che Dio mi ami davvero, soprattutto quando sbaglio, fallisco o prendo decisioni sbagliate.

In realtà, nessuno è perfetto, tranne Gesù. Ma Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico e solo figlio, che è morto per noi (Giovanni 3,16). Di sicuro, quindi, Dio ama le persone imperfette. Infatti, "mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Romani 5,8).

Dio sa che le persone perfette non esistono. Tutti falliamo. L'amore di Dio per noi è più grande dei nostri errori. Dio ama le persone imperfette.

Tutti sanno che il proprio coniuge non è perfetto, i propri figli non sono perfetti, i propri genitori non sono perfetti e i propri amici non sono perfetti. Ma noi amiamo le persone imperfette. Se noi stessi amiamo le persone imperfette, non dovrebbe sorprenderci che Dio ami ancora di più le persone imperfette.

Sapienziali

Salmi 107,33-43

33 Cambiò i fiumi in deserto,
   in luoghi aridi le fonti d'acqua
34 e la terra fertile in palude,
   per la malvagità dei suoi abitanti.
35 Poi cambiò il deserto in distese d'acqua
   e la terra arida in sorgenti d'acqua.
36 Là fece abitare gli affamati,
   ed essi fondarono una città in cui abitare.
37 Seminarono campi e piantarono vigne,
   che produssero frutti abbondanti.
38 Li benedisse e si moltiplicarono,
   e non lasciò diminuire il loro bestiame.

39 Poi diminuirono e furono abbattuti
   dall'oppressione, dal male e dal dolore.
40 Colui che getta il disprezzo sui potenti
   li fece vagare nel vuoto, senza strade.
41 Ma risollevò il povero dalla miseria
   e moltiplicò le sue famiglie come greggi.
42 Vedano i giusti e ne gioiscano,
   e ogni malvagio chiuda la bocca.

43 Chi è saggio osservi queste cose
   e comprenderà l'amore del Signore.

Commento

Meditare sul grande amore di Dio per noi

Dopo aver ricordato tutte le grandi cose che Dio ha fatto per loro, il salmista conclude: "Chi è saggio osservi queste cose e comprenderà l'amore del Signore" (v.43). Se sei veramente saggio, o saggia, è per te tempo di apprezzare il profondo amore di Dio (MSG). Dio ha salvato il suo popolo tante volte. Ha risposto alle sue preghiere.

Il popolo di Dio è tutt'altro che perfetto. Ai suoi fallimenti, Dio risponde con l'amore ma anche con la disciplina. Usa la disciplina per riportarli a sé. Al loro ritorno, le difficoltà si trasformano in benedizioni. I "fiumi" (v.33) cominciano a tornare: "Cambiò il deserto in distese d'acqua e la terra arida in sorgenti d'acqua... Li benedisse e si moltiplicarono" (vv.35.38).

Gesù ha detto che lo Spirito Santo in noi sarà come "fiumi di acqua viva" (Giovanni 7,38). Oswald Chambers ha scritto: "Il fiume dello Spirito di Dio supera tutti gli ostacoli. Non focalizzate mai il vostro sguardo sull'ostacolo o sulla difficoltà. L'ostacolo sarà una questione di totale indifferenza per il fiume che scorrerà costantemente attraverso di voi se vi ricorderete semplicemente di rimanere concentrati sulla Sorgente".

Preghiera

Signore, oggi voglio meditare sul tuo grande amore per me. Ti prego affinché lo Spirito Santo possa cambiare ogni deserto e aridità nella mia vita in "distese e sorgenti d'acqua" (Salmi 107,35).

Nuovo Testamento

Galati 2,11-3,9

Ad Antiòchia: contrasto fra Paolo e Pietro

2
11 Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. 12 Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. 13 E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia.

14 Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?".

15 Noi, che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, 16 sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno.

17 Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri, Cristo è forse ministro del peccato? Impossibile! 18 Infatti se torno a costruire quello che ho distrutto, mi denuncio come trasgressore.

19 In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, 20 e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. 21 Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.

La salvezza mediante la fede

3 O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! 2 Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? 3 Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? 4 Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! 5 Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede? 6 Come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia,

7 riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. 8 E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: In te saranno benedette tutte le nazioni. 9 Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette.

Commento

Capire quanto è personale l'amore di Dio per noi

L'apostolo Paolo è tutt'altro che perfetto. Infatti, si descrive come il "primo" dei peccatori (1 Timoteo 1,15, KJV). Eppure dice: "Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me" (Galati 2,19-20).

La misura della grandezza dell'amore di Dio è così. Il Figlio di Dio ha dato se stesso per me... e per te. Dio non solo ama il mondo intero, ma ama anche noi, personalmente. Si è offerto sulla croce per te e per me. È morto per te. Se tu fossi stata l'unica persona al mondo, Gesù sarebbe morto per te lo stesso. È così personale.

L'amore di Dio per te è incondizionato, totale e continuo. Non c'è nulla che tu possa fare perché Dio ti ami di più, e non c'è nulla che tu possa fare perché Dio ti ami di meno.

Quando Paolo finalmente capisce questo, la sua vita cambia radicalmente. La sua vecchia vita giunge al termine. Dice, sono stato crocifisso con Cristo. Il mio io non è più al centro. La vita che mi vedete vivere ora non è "mia" (v.20, MSG). Una nuova vita è iniziata: "Cristo vive in me" (v.20). Lo Spirito di Cristo è venuto a vivere in lui. Questa nuova vita è una vita di fede nel "Figlio di Dio" (v.20).

In questo versetto, Paolo riassume il messaggio del Vangelo. È così sorprendente e allo stesso tempo così semplice. Se aggiungessimo qualcosa rischieremmo di sminuirlo.

Ecco perché Paolo difende a gran voce il Vangelo ed ecco perché si confronta con Pietro "faccia a faccia" (v.11, MSG). Pietro stesso conosce la verità di questo messaggio. Tuttavia, "dopo la loro venuta" comincia "a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi" (v.12, MSG). Riprende a seguire e a promuovere le vecchie leggi e usanze giudaiche (vv.12-13).

Ma così facendo, Pietro dà l'impressione che essere cristiani non sia sufficiente, e che si debbano seguire anche le usanze ebraiche (v.14).

La verità è che la fede in Gesù Cristo è tutto ciò che è richiesto. Paolo dice: "L'uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo" (v.16, MSG).

Nel suo grande amore, Dio abbraccia tutti coloro che ripongono la loro fede in Cristo, senza distinzioni. Si è giustificati per fede. Questo si traduce in una vita totalmente cambiata. Cristo viene a vivere dentro di noi. Non viviamo più la nostra vecchia vita, ma una vita nuova per fede nel Figlio di Dio.

Riceviamo poi il suo Spirito (3,2). La fede e lo Spirito Santo non sono solo il modo per iniziare la vita cristiana, ma anche il modo per continuare a viverla (v.3).

I Galati stavano già vivendo un'esperienza dello Spirito Santo. Paolo infatti chiede: "È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?" (v.2) Quando poniamo la nostra fede in Cristo, riceviamo lo Spirito Santo. "Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?" (v.5)

Ad Alpha spesso le persone si pongono questa domanda: "E coloro che sono vissuti prima di Gesù? Che ne sarà di loro?" Questo brano dà la risposta.

La croce di Gesù opera per tutta l'eternità. Funziona sia all'indietro che in avanti nel tempo. È stata efficace per Abramo: "Ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia" (v.6). La Scrittura ha previsto che Dio avrebbe giustificato i Gentili per fede e ha annunciato il Vangelo in anticipo ad Abramo (v.8). La croce è stata l'evento nella storia del mondo a cui la Legge e il sistema sacrificale hanno da sempre guardato.

Preghiera

Signore Gesù, grazie per avermi amato e per esserti donato per me. Aiutami a confidare nel tuo grande amore in tutte le sfide che dovrò affrontare oggi.

Antico Testamento

Isaia 38,1-40,31

Malattia e guarigione di Ezechia

38 In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: "Così dice il Signore: "Da' disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai"".

2 Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore 3 dicendo: "Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi". Ed Ezechia fece un gran pianto.

4 Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia dicendo: 5 "Va' e riferisci a Ezechia: "Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. 6 Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città".

7 Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. 8 Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l'ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull'orologio di Acaz". E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.

9 Cantico di Ezechia, re di Giuda, quando si ammalò e guarì dalla malattia:

10 "Io dicevo: "A metà dei miei giorni me ne vado,
   sono trattenuto alle porte degli inferi
   per il resto dei miei anni".
11 Dicevo: "Non vedrò più il Signore
   sulla terra dei viventi,
non guarderò più nessuno
   fra gli abitanti del mondo.
12 La mia dimora è stata divelta e gettata lontano da me,
   come una tenda di pastori.
Come un tessitore hai arrotolato la mia vita,
   mi hai tagliato dalla trama.
   Dal giorno alla notte mi riduci all'estremo.
13 Io ho gridato fino al mattino.
   Come un leone, così egli stritola tutte le mie ossa.
   Dal giorno alla notte mi riduci all'estremo.
14 Come una rondine io pigolo,
   gemo come una colomba.
Sono stanchi i miei occhi di guardare in alto.
   Signore, io sono oppresso: proteggimi".

15 Che cosa dirò perché mi risponda,
   poiché è lui che agisce?
Fuggirò per tutti i miei anni
   nell'amarezza dell'anima mia.
16 Il Signore è su di loro: essi vivranno.
   Tutto ciò che è in loro è vita del suo spirito.
Guariscimi
   e rendimi la vita.
17 Ecco, la mia amarezza
   si è trasformata in pace!
Tu hai preservato la mia vita
   dalla fossa della distruzione,
perché ti sei gettato dietro le spalle
   tutti i miei peccati.
18 Perché non sono gli inferi a renderti grazie,
   né la morte a lodarti;
quelli che scendono nella fossa
   non sperano nella tua fedeltà.
19 Il vivente, il vivente ti rende grazie,
   come io faccio quest'oggi.
Il padre farà conoscere ai figli
   la tua fedeltà.

20 Signore, vieni a salvarmi,
   e noi canteremo con le nostre cetre
tutti i giorni della nostra vita,
   nel tempio del Signore".

21 Isaia disse: "Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà".

22 Ezechia disse: "Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?".

Visita degli ambasciatori babilonesi

39 In quel tempo Merodac-Baladàn, figlio di Baladàn, re di Babilonia, mandò lettere e un dono a Ezechia, perché aveva sentito che era stato malato ed era guarito. 2 Ezechia ne fu molto lieto e mostrò agli inviati la stanza del tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e l'olio prezioso, tutto il suo arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci fu nulla che Ezechia non mostrasse loro nella reggia e in tutto il suo regno.

3 Allora il profeta Isaia si presentò al re Ezechia e gli domandò: "Che cosa hanno detto quegli uomini e da dove sono venuti a te?".

Ezechia rispose: "Sono venuti a me da una regione lontana, da Babilonia".

4 Quegli soggiunse: "Che cosa hanno visto nella tua reggia?".

Ezechia rispose: "Hanno visto quanto si trova nella mia reggia; non c'è nulla nei miei magazzini che io non abbia mostrato loro".

5 Allora Isaia disse a Ezechia: "Ascolta la parola del Signore degli eserciti: 6 Ecco, verranno giorni nei quali tutto ciò che si trova nella tua reggia e ciò che hanno accumulato i tuoi padri fino ad oggi sarà portato a Babilonia; non resterà nulla, dice il Signore. 7 Prenderanno i figli che da te saranno usciti e che tu avrai generato, per farne eunuchi nella reggia di Babilonia".

8 Ezechia disse a Isaia: "Buona è la parola del Signore, che mi hai riferito". Egli pensava: "Per lo meno vi saranno pace e stabilità nei miei giorni".

Consolazione e liberazione

40 "Consolate, consolate il mio popolo -
   dice il vostro Dio.
2 Parlate al cuore di Gerusalemme
   e gridatele
che la sua tribolazione è compiuta,
   la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
   il doppio per tutti i suoi peccati".

3 Una voce grida:
"Nel deserto preparate
  la via al Signore,
spianate nella steppa
   la strada per il nostro Dio.
4 Ogni valle sia innalzata, ogni monte
   e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
   e quello scosceso in vallata.
5 Allora si rivelerà la gloria del Signore
   e tutti gli uomini insieme la vedranno,
   perché la bocca del Signore ha parlato".

6 Una voce dice: "Grida",
   e io rispondo: "Che cosa dovrò gridare?".

Ogni uomo è come l'erba
   e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.
7 Secca l'erba, il fiore appassisce
   quando soffia su di essi il vento del Signore.
Veramente il popolo è come l'erba.
8 Secca l'erba, appassisce il fiore,
   ma la parola del nostro Dio dura per sempre.

9 Sali su un alto monte,
   tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
   tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce,
   non temere;
annuncia alle città di Giuda:
   "Ecco il vostro Dio!
10 Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
   il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
   e la sua ricompensa lo precede.
11 Come un pastore egli fa pascolare il gregge
   e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
   e conduce dolcemente le pecore madri".

12 Chi ha misurato con il cavo della mano le acque del mare
   e ha calcolato l'estensione dei cieli con il palmo?
Chi ha valutato con il moggio la polvere della terra
   e ha pesato con la stadera le montagne
   e i colli con la bilancia?
13 Chi ha diretto lo spirito del Signore
   e come suo consigliere lo ha istruito?
14 A chi ha chiesto di consigliarlo, di istruirlo,
   di insegnargli il sentiero del diritto,
di insegnargli la conoscenza
   e di fargli conoscere la via della prudenza?

15 Ecco, le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio,
   contano come polvere sulla bilancia;
   ecco, le isole pesano quanto un granello di sabbia.
16 Il Libano non basterebbe per accendere il rogo,
   né le sue bestie per l'olocausto.
17 Tutte le nazioni sono come un niente davanti a lui,
   come nulla
   e vuoto sono da lui ritenute.

18 A chi potreste paragonare Dio
   e quale immagine mettergli a confronto?
19 Il fabbro fonde l'idolo,
   l'orafo lo riveste d'oro,
   e fonde catenelle d'argento.
20 Chi ha poco da offrire
   sceglie un legno che non marcisce;
si cerca un artista abile,
   perché gli faccia una statua che non si muova.

21 Non lo sapete forse?
   Non lo avete udito?
Non vi fu forse annunciato dal principio?
   Non avete riflettuto sulle fondamenta della terra?
22 Egli siede sopra la volta del mondo,
   da dove gli abitanti sembrano cavallette.
Egli stende il cielo come un velo,
   lo dispiega come una tenda dove abitare;
23 egli riduce a nulla i potenti
   e annienta i signori della terra.
24 Sono appena piantati, appena seminati,
   appena i loro steli hanno messo radici nella terra,
egli soffia su di loro ed essi seccano
   e l'uragano li strappa via come paglia.

25 "A chi potreste paragonarmi,
   quasi che io gli sia pari?" dice il Santo.
26 Levate in alto i vostri occhi e guardate:
   chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
   e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
   non ne manca alcuna.

27 Perché dici, Giacobbe,
   e tu, Israele, ripeti:
"La mia via è nascosta al Signore
   e il mio diritto è trascurato dal mio Dio"?
28 Non lo sai forse?
   Non l'hai udito?
Dio eterno è il Signore,
   che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
   la sua intelligenza è inscrutabile.
29 Egli dà forza allo stanco
   e moltiplica il vigore allo spossato.
30 Anche i giovani faticano e si stancano,
   gli adulti inciampano e cadono;
31 ma quanti sperano nel Signore
   riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
   corrono senza affannarsi,
   camminano senza stancarsi.

Commento

Sapere quanto è eterno l'amore di Dio per noi

L'amore di Dio per noi è eterno. Dio non ci lascerà andare. Ezechia dice: "Tu hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione, perché ti sei gettato dietro le spalle tutti i miei peccati" (38,17). Dio ha ascoltato la sua preghiera e ha visto le sue lacrime. Ha prolungato di quindici anni la sua vita e lo ha liberato dalla mano del re di Assiria (vv.5-6).

La seconda parte del libro di Isaia inizia con le parole citate poi da Giovanni Battista (40,3). Il messaggio di Isaia 40-55 è questo: "Il prigioniero sarà presto liberato". Quando Gesù è venuto, ha annunciato la vera fine dell'esilio. In questi capitoli, abbiamo un'anticipazione: Isaia annuncia la fine dell'esilio vissuto da Israele nel VI secolo a.C.

Isaia prevede un nuovo senso della presenza di Dio (40,3-5), una nuova fiducia nella parola di Dio (vv.6-8) e una nuova visione di Dio (v.9 e seguenti).

Vede il grande amore di Dio e scrive: "Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri" (v.11; vedi anche Giovanni 10).

In termini di grandezza, nessuno può essere paragonato a Dio. Egli è il Creatore dell'universo (Isaia 40,12-14). Al suo confronto "le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio" (v.15). Paragonare Dio a un idolo fatto da un artigiano è assurdo (vv.18-20).

In confronto a Dio, gli uomini di questo mondo, anche i leader più grandi, sono "come cavallette" (v.22). Egli è il Creatore dell'intero universo, comprese le miliardi e miliardi di stelle (v.26). Questo è il Dio che ci ama personalmente e ci porta sul suo petto. Non è un Dio di passaggio, che va e che viene. È un Dio che rimane in eterno.

Preghiera

Signore, grazie per la grandezza del tuo amore. Tu che sei onnipotente e creatore di questo vasto universo, sei anche il Dio che mi ama, che mi prende tra le sue braccia e mi stringe al suo cuore. Nell'attendere la tua venuta, ti prego di rinnovare la mia forza.

La moglie di Nicky dice

Isaia 40,28

"Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra".

Il Dio che ha creato tutto l'universo è il Dio che ha cura di ognuno di noi. Isaia dice: "Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto" (v.11). Il nostro Dio è immenso, onnipotente e capace di infinita tenerezza.

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Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

Ben Cantelon, 'Love Came Down', Everything in Colour (Kingsway Music, 2012).

Oswald Chambers, My Utmost for His Highest, ‘March 19’ (Discovery Books, 1992).

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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