Giorno 262

Dio è buono e ti stima

Sapienziali Salmi 108,1-6
Nuovo Testamento Galati 3,26-4,20
Antico Testamento Isaia 43,1-44,23

Introduzione

Adrian Plass, autore del libro Il sacro diario di Adrian Plass di età 37 anni e tre quarti, ha detto: "Questo fatto apparentemente trascurabile ha rivoluzionato la mia vita: sono diventato cristiano all'età di sedici anni, ma non lo sono stato veramente fino a quando, all'età di trentasette, ho capito una cosa fondamentale: Dio è buono e mi stima".

Molte persone oggi pensano che Dio, in fondo, non sia così buono o così interessato alla nostra vita, e che non ci stimi. Ma tutto questo non è vero.

Nel brano di oggi scopriremo la bontà di Dio, il suo amore straordinario, la sua fedeltà. Vedremo che non solo è "buono" con noi, ma anche che siamo suoi figli, preziosi ai suoi occhi e degni di stima (Isaia 43,4).

Sapienziali

Salmi 108,1-6

Salmo 108

1 Canto. Salmo. Di Davide.

2 Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore.
   Voglio cantare, voglio inneggiare: svégliati, mio cuore,
3 svegliatevi, arpa e cetra,
   voglio svegliare l'aurora.
4 Ti loderò fra i popoli, Signore,
   a te canterò inni fra le nazioni:
5 grande fino ai cieli è il tuo amore
   e la tua fedeltà fino alle nubi.
6 Innàlzati sopra il cielo, o Dio;
   su tutta la terra la tua gloria!

Commento

Più profondo dell'universo intero

In questi ultimi anni gli scienziati hanno fatto enormi passi avanti nella conoscenza della vastità dell'universo e della profondità dei cieli.

L'amore di Dio è così, più profondo dei cieli. "Grande fino ai cieli è il tuo amore e la tua fedeltà fino alle nubi" (v.5, MSG).

Al sorgere del sole Davide loda Dio con la musica. Canta: "Voglio svegliare l'aurora" (v.3b). Come lui, anche noi ogni giorno dovremmo lodare il Signore per il suo grande amore e per la sua fedeltà.

Preghiera

Signore, grazie perché il tuo amore per me è più alto dei cieli e la tua fedeltà raggiunge la volta celeste.

Nuovo Testamento

Galati 3,26-4,20

3
26 Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, 27 poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. 29 Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.

Figli di Dio ed eredi

4 Dico ancora: per tutto il tempo che l'erede è fanciullo, non è per nulla differente da uno schiavo, benché sia padrone di tutto, ma 2 dipende da tutori e amministratori fino al termine prestabilito dal padre. 3 Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo. 4 Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5 per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. 6 E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: "Abbà! Padre!". 7 Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

La precedente schiavitù

8 Ma un tempo, per la vostra ignoranza di Dio, voi eravate sottomessi a divinità che in realtà non lo sono. 9 Ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti, come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi, ai quali di nuovo come un tempo volete servire? 10 Voi infatti osservate scrupolosamente giorni, mesi, stagioni e anni! 11 Temo per voi di essermi affaticato invano a vostro riguardo.

12 Siate come me - ve ne prego, fratelli -, poiché anch'io sono stato come voi. Non mi avete offeso in nulla. 13 Sapete che durante una malattia del corpo vi annunciai il Vangelo la prima volta; 14 quella che, nella mia carne, era per voi una prova, non l'avete disprezzata né respinta, ma mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. 15 Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Vi do testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati anche gli occhi per darli a me. 16 Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità?

17 Costoro sono premurosi verso di voi, ma non onestamente; vogliono invece tagliarvi fuori, perché vi interessiate di loro. 18 È bello invece essere circondati di premure nel bene sempre, e non solo quando io mi trovo presso di voi, 19 figli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché Cristo non sia formato in voi! 20 Vorrei essere vicino a voi in questo momento e cambiare il tono della mia voce, perché sono perplesso a vostro riguardo.

Commento

Più grande di qualsiasi amore umano

Immagina il più grande amore umano che possa esistere al mondo. Per qualcuno potrebbe essere l'amore che un genitore ha per i suoi bambini. Ecco, l'amore di Dio per ognuno di noi è molto più grande.

Attraverso la nostra fede in Gesù, diventiamo figli di Dio. Paolo dice: "Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù" (3,26). E aggiunge: "Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo" (v.27).

In Cristo, non c'è alcuna distinzione di etnia, classe sociale o genere. "Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina", perché tutti siamo "uno in Cristo Gesù" (v.28). Se apparteniamo a Cristo, allora siamo tutti uguali nella stessa relazione con lui (v.29, MSG).

Non c'è quindi nessuna ragione e scusa per discriminare, escludere o odiare qualcuno. Paolo non dice che le differenze non esistano, ma che queste differenze semplicemente non contano.

Se apparteniamo a Cristo, siamo anche discendenti di tutte le straordinarie promesse che Dio ha fatto ad Abramo (v.29). Siamo padroni "di tutto" (4,1).

Paolo fa un'analogia con la legge romana. Nell'antica Roma, fino all'età di 14 anni, un figlio erede era sottomesso ad un tutore nominato da suo padre. Fino a quell'età, era trattato allo stesso modo degli schiavi. Poi, al compimento dei 14 anni, diventava una persona libera, indipendente. Paolo afferma che il popolo di Dio, quando era sottomesso alla legge mosaica, era in una condizione del tutto simile a quella della schiavitù (4,3).

Ma ora Gesù Cristo ci ha liberati: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida 'Abbà! Padre!' Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio" (vv.4-7, MSG).

Come è bello pensare che siamo figli di Dio, eredi della sua grazia, e che Dio ha mandato lo Spirito di Gesù a vivere in noi. Grazie a questo, siamo liberi di rivolgerci a Dio con la stessa intimità con cui Gesù si rivolge al Padre.

Paolo mette in guardia i Galati dal pericolo di ricadere nella schiavitù della legge. Un tempo vivevano nell'"ignoranza di Dio" (v.8). Ora invece lo hanno conosciuto e sono da lui "conosciuti" (v.9). Essere conosciuti da Dio è più importante di conoscerlo. Ma, ovviamente, vivere una relazione profonda con lui rende possibili entrambe le cose.

Paolo raccomanda loro di non perdersi in precetti formali (vv.10-11) per non cadere negli inganni dei falsi maestri.

Prega con i Galati. Ricorda l'amore con cui è stato accolto la prima volta che ha annunciato loro il Vangelo. Lo hanno accolto come se avessero accolto Gesù in persona (v.14). Paolo era giunto da loro malato. È possibile che si trattasse di una grave malattia agli occhi. Dice infatti: "Se fosse stato possibile, vi sareste cavati anche gli occhi per darli a me" (v.15). Un particolare che esprime il loro grande amore per lui.

Nel frattempo, i falsi maestri fanno di tutto per distrarre i Galati dall'insegnamento di Paolo (v.17). Paolo invece non smette di dimostrare loro il suo amore. Dice: "Io di nuovo partorisco nel dolore finché Cristo non sia formato in voi!" (v.19, MSG)

Quando scopriamo l'amore di Dio ed il suo Spirito viene ad abitare in noi, Dio ci fa scoprire anche l'amore per gli altri. Un amore come quello di un padre per un figlio, come quello di Paolo per i Galati.

A volte non otteniamo ciò che desideriamo. Ma questo non è sempre un male. Paolo ad esempio si sente frustrato per non poter essere con loro e non poter parlare apertamente in loro presenza. Scrive: "Vorrei essere vicino a voi in questo momento e cambiare il tono della mia voce, perché sono perplesso a vostro riguardo" (v.20, MSG). Ma se Paolo fosse stato lì con loro, non avrebbe scritto la lettera ai Galati, e migliaia di vite nel corso dei secoli non sarebbero state trasformate e benedette dalle sue parole.

Preghiera

Signore, grazie per aver riversato il tuo amore nel mio cuore mediante lo Spirito Santo. Aiutami ad amare gli altri come Paolo, a prendermi cura di loro, anche se ciò comporta provare "le doglie del parto finché Cristo non sia pienamente formato in [loro]" (v. 19).

Antico Testamento

Isaia 43,1-44,23

L'amore di Dio fa ritornare Israele

43 Ora così dice il Signore
   che ti ha creato, o Giacobbe,
   che ti ha plasmato, o Israele:
"Non temere, perché io ti ho riscattato,
   ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
2 Se dovrai attraversare le acque,
   sarò con te,
i fiumi non ti sommergeranno;
   se dovrai passare
in mezzo al fuoco,
   non ti scotterai,
   la fiamma non ti potrà bruciare,
3 poiché io sono il Signore, tuo Dio,
   il Santo d'Israele, il tuo salvatore.
Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
   l'Etiopia e Seba al tuo posto.
4 Perché tu sei prezioso ai miei occhi,
   perché sei degno di stima e io ti amo,
do uomini al tuo posto
   e nazioni in cambio della tua vita.
5 Non temere, perché io sono con te;
   dall'oriente farò venire la tua stirpe,
   dall'occidente io ti radunerò.
6 Dirò al settentrione: "Restituisci",
   e al mezzogiorno: "Non trattenere;
fa' tornare i miei figli da lontano
   e le mie figlie dall'estremità della terra,
7 quelli che portano il mio nome
   e che per la mia gloria ho creato
   e plasmato e anche formato".

8 Fa' uscire il popolo cieco, che pure ha occhi,
   i sordi, che pure hanno orecchi.
9 Si radunino insieme tutti i popoli
   e si raccolgano le nazioni.
Chi può annunciare questo tra loro
   per farci udire le cose passate?
Presentino i loro testimoni e avranno ragione,
   ce li facciano udire e avranno detto la verità.
10 Voi siete i miei testimoni - oracolo del Signore -
e il mio servo, che io mi sono scelto,
   perché mi conosciate
e crediate in me
   e comprendiate che sono io.
Prima di me non fu formato alcun dio
   né dopo ce ne sarà.
11 Io, io sono il Signore,
   fuori di me non c'è salvatore.
12 Io ho annunciato e ho salvato,
   mi sono fatto sentire
e non c'era tra voi alcun dio straniero.
   Voi siete miei testimoni - oracolo del Signore -
e io sono Dio,
   13 sempre il medesimo dall'eternità.
Nessuno può sottrarre nulla al mio potere:
   chi può cambiare quanto io faccio?".

La misericordia di Dio e l'infedeltà di Israele

14 Così dice il Signore,
   vostro redentore, il Santo d'Israele:
"Per amore vostro l'ho mandato contro Babilonia
   e farò cadere tutte le loro spranghe,
   e, quanto ai Caldei, muterò i loro clamori in lutto.
15 Io sono il Signore, il vostro Santo,
   il creatore d'Israele, il vostro re".

16 Così dice il Signore,
   che aprì una strada nel mare
   e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
17 che fece uscire carri e cavalli,
   esercito ed eroi a un tempo;
essi giacciono morti, mai più si rialzeranno,
   si spensero come un lucignolo, sono estinti:
18 "Non ricordate più le cose passate,
   non pensate più alle cose antiche!
19 Ecco, io faccio una cosa nuova:
   proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
   immetterò fiumi nella steppa.
20 Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
   sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
   fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
   21 Il popolo che io ho plasmato per me
   celebrerà le mie lodi.

22 Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
   anzi ti sei stancato di me, o Israele.
23 Non mi hai portato neppure un agnello per l'olocausto,
   non mi hai onorato con i tuoi sacrifici.
Io non ti ho molestato con richieste di offerte,
   né ti ho stancato esigendo incenso.
24 Non hai acquistato con denaro la cannella per me
   né mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici.
Ma tu mi hai dato molestia con i peccati,
   mi hai stancato con le tue iniquità.

25 Io, io cancello i tuoi misfatti
   per amore di me stesso,
   e non ricordo più i tuoi peccati.
26 Fammi ricordare,
   discutiamo insieme;
   parla tu per giustificarti.
27 Il tuo primo padre peccò,
   i tuoi intermediari mi furono ribelli.
28 Perciò profanai i capi del santuario
   e ho votato Giacobbe all'anatema,
   Israele alle ingiurie".

Benedizione d'Israele

44 Ora ascolta, Giacobbe mio servo,
   Israele che ho eletto.
2 Così dice il Signore
   che ti ha fatto,
   che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre:
"Non temere, Giacobbe mio servo,
   Iesurùn che ho eletto,
3 poiché io verserò acqua sul suolo assetato,
   torrenti sul terreno arido.
Verserò il mio spirito sulla tua discendenza,
   la mia benedizione sui tuoi posteri;
4 cresceranno fra l'erba,
   come salici lungo acque correnti.
5 Questi dirà: "Io appartengo al Signore",
   quegli si chiamerà Giacobbe;
altri scriverà sulla mano: "Del Signore",
   e verrà designato con il nome d'Israele".

6 Così dice il Signore, il re d'Israele,
   il suo redentore, il Signore degli eserciti:
"Io sono il primo e io l'ultimo;
   fuori di me non vi sono dèi.
7 Chi è come me? Lo proclami,
   lo annunci
e me lo esponga.
   Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico?
   Ci annuncino ciò che succederà.
8 Non siate ansiosi e non temete:
   non è forse già da molto tempo
che te l'ho fatto intendere e rivelato?
   Voi siete miei testimoni:
c'è forse un dio fuori di me
   o una roccia che io non conosca?".

9 I fabbricanti di idoli sono tutti vanità
   e le loro opere preziose non giovano a nulla;
ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto
   e perciò saranno coperti di vergogna.
10 Chi fabbrica un dio e fonde un idolo
   senza cercarne un vantaggio?
11 Ecco, tutti i suoi seguaci saranno svergognati;
   gli stessi artefici non sono che uomini.
Si radunino pure e si presentino tutti;
   insieme saranno spaventati e confusi.

12 Il fabbro lavora il ferro di una scure,
   lo elabora sulle braci e gli dà forma con martelli,
lo rifinisce con braccio vigoroso;
   soffre persino la fame,
la forza gli viene meno,
   non beve acqua ed è spossato.
13 Il falegname stende la corda,
   disegna l'immagine con lo stilo;
la lavora con scalpelli,
   misura con il compasso,
riproducendo una forma umana,
   una bella figura d'uomo
   da mettere in un tempio.
14 Egli si taglia cedri,
   prende un cipresso o una quercia
che aveva fatto crescere robusta nella selva;
   pianta un alloro che la pioggia farà crescere.
15 L'uomo ha tutto ciò per bruciare;
   ne prende una parte e si riscalda
   o anche accende il forno per cuocervi il pane
o ne fa persino un dio e lo adora,
   ne forma una statua e la venera.
16 Una parte la brucia al fuoco,
   sull'altra arrostisce la carne,
   poi mangia l'arrosto e si sazia.
Ugualmente si scalda e dice:
   "Mi riscaldo; mi godo il fuoco".
17 Con il resto fa un dio, il suo idolo;
   lo venera, lo adora
e lo prega:
   "Salvami, perché sei il mio dio!".
18 Non sanno né comprendono;
   una patina impedisce ai loro occhi di vedere
   e al loro cuore di capire.
19 Nessuno riflette, nessuno ha scienza
   e intelligenza per dire:
"Ho bruciato nel fuoco una parte,
   sulle sue braci ho cotto persino il pane
   e arrostito la carne che ho mangiato;
col residuo farò un idolo abominevole?
   Mi prostrerò dinanzi a un pezzo di legno?".
20 Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia;
   egli non sa liberarsene
   e dire: "Ciò che tengo in mano non è forse falso?".

21 Ricorda tali cose, o Giacobbe,
   o Israele, poiché sei mio servo.
Io ti ho formato, mio servo sei tu;
   Israele, non sarai dimenticato da me.
22 Ho dissipato come nube le tue iniquità
   e i tuoi peccati come una nuvola.
Ritorna a me,
   perché io ti ho redento.

23 Esultate, cieli, perché il Signore ha agito;
   giubilate, profondità della terra!
Gridate di gioia, o monti,
   o selve con tutti i vostri alberi,
perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
   in Israele ha manifestato la sua gloria.

Commento

Più prezioso di qualsiasi altra cosa

Tutti affrontiamo difficoltà, prove e tentazioni. A volte ci troviamo ad attraversare il "fuoco" e le "acque" (43,2). Momenti o periodi pesanti in cui ci sentiamo "tra l'incudine ed il martello" (MSG). In questi casi è facile non riuscire a capire cosa stia succedendo ed essere tentati di mollare tutto.

Dio dice: "Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni" (vv.1-2, MSG).

Dio ci plasma (44,21, MSG). Spesso, attraverso le difficoltà e le sfide nella nostra vita, smussa i nostri bordi ruvidi. Li usa per rafforzare il nostro carattere, cambiarci e farci progredire nel progetto che ha per la nostra vita.

Egli agisce sempre per amore: "Io sono il Signore, il tuo Dio... tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita" (43,3-4, MSG).

Ognuno di noi è prezioso e degno di stima ai suoi occhi perché ci ama (v.4). E tu, ti rendi conto di quanto sei prezioso, o preziosa, per Dio? Il tuo valore è quanto vali per Dio. Ha pagato un prezzo enorme per te. Gesù è morto per te.

In tutte le lotte e difficoltà della vita, Dio è presente con un suo piano per il tuo futuro. Dice: "Ecco, io faccio una cosa nuova... Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa" (v.19, MSG). Se in questo momento ti senti in un "deserto" o nelle "steppe", abbi fiducia in Dio e sappi che ha un progetto buono per te e per il tuo futuro.

L'amore e il perdono di Dio sono straordinari. Più avanti, Dio dice: "Io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati" (v.25). Tutto questo è stato reso possibile grazie a Gesù Cristo e a quello che ha fatto per noi.

Isaia ammonisce il popolo riguardo all'assurdità di adorare idoli (vedi 44,6-23). Quando adoriamo qualcosa o qualcuno diverso dal Dio che ci ha creati, adoriamo una falsità. Adoriamo "le creature anziché il Creatore" (Romani 1,25).

Il Signore esorta il suo popolo a ritornare a lui. Dice: "Ho dissipato come nube le tue iniquità e i tuoi peccati come una nuvola. Ritorna a me, perché io ti ho redento" (Isaia 44,22, MSG).

Preghiera

Signore, grazie perché il tuo amore non ha eguali e perché hai scelto di pagare un prezzo enorme per noi. Grazie perché ai tuoi occhi siamo preziosi e degni di stima. In tutte le sfide e le difficoltà che dovremo affrontare oggi, aiutaci a continuare a credere che la nostra vita ha un scopo.

La moglie di Nicky dice

Isaia 43,1-5

Queste parole stupende sono di grande incoraggiamento per noi e per coloro che amiamo, soprattutto nei momenti più difficili. Dio non dice che toglierà di mezzo queste difficoltà, ma che sarà con noi, ci accompagnerà e ci proteggerà sempre.

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Adrian Plass, Clearing Away the Rubbish, (HarperCollins, 2000).

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

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