Giorno 264

Come gestire i conflitti

Sapienziali Salmi 109,1-20
Nuovo Testamento Galati 5,7-26
Antico Testamento Isaia 47,1-49,7

Introduzione

G.K. Chesterton ha detto: "La Bibbia ci dice di amare il prossimo e anche di amare i nemici; probabilmente perché spesso si tratta delle stesse persone!"

I conflitti sono inevitabili. Lo sono anche per coloro che cercano in tutti i modi di evitare di confrontarsi con gli altri. Nel corso della nostra vita, incontreremo persone con cui entreremo inevitabilmente in conflitto. Per un Cristiano poi esiste un conflitto interno, continuo, tra desideri della carne, cioè la nostra natura peccaminosa, e lo Spirito Santo.

A volte affrontiamo conflitti nel cercare di difendere la verità all'interno della Chiesa o quando ci scontriamo contro la cultura dominante. Anche nel Regno Unito, un paese tradizionalmente considerato Cristiano, la cultura dominante sta diventando sempre più ostile nei confronti della fede Cristiana.

Sapienziali

Salmi 109,1-20

Salmo 109

1 Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.

Dio della mia lode,
   non tacere,
2 perché contro di me si sono aperte
   la bocca malvagia e la bocca ingannatrice,
   e mi parlano con lingua bugiarda.
3 Parole di odio mi circondano,
   mi aggrediscono senza motivo.
4 In cambio del mio amore mi muovono accuse,
   io invece sono in preghiera.
5 Mi rendono male per bene
   e odio in cambio del mio amore.

6 Suscita un malvagio contro di lui
   e un accusatore stia alla sua destra!
7 Citato in giudizio, ne esca colpevole
   e la sua preghiera si trasformi in peccato.
8 Pochi siano i suoi giorni
   e il suo posto l'occupi un altro.
9 I suoi figli rimangano orfani e vedova sua moglie.
10 Vadano raminghi i suoi figli,
   mendicando, rovistino fra le loro rovine.
11 L'usuraio divori tutti i suoi averi
   e gli estranei saccheggino il frutto delle sue fatiche.
12 Nessuno gli dimostri clemenza,
   nessuno abbia pietà dei suoi orfani.
13 La sua discendenza sia votata allo sterminio,
   nella generazione che segue sia cancellato il suo nome.
14 La colpa dei suoi padri sia ricordata al Signore,
   il peccato di sua madre non sia mai cancellato:
15 siano sempre davanti al Signore
   ed egli elimini dalla terra il loro ricordo.

16 Perché non si è ricordato di usare clemenza
   e ha perseguitato un uomo povero e misero,
con il cuore affranto, per farlo morire.
17 Ha amato la maledizione:
   ricada su di lui!
Non ha voluto la benedizione:
   da lui si allontani!
18 Si è avvolto di maledizione come di una veste:
   è penetrata come acqua nel suo intimo
   e come olio nelle sue ossa.
19 Sia per lui come vestito che lo avvolge,
   come cintura che sempre lo cinge.
20 Sia questa da parte del Signore la ricompensa per chi mi accusa,
   per chi parla male contro la mia vita.

Commento

Conflitti con chi ci odia e ci attacca

Davide si rivolge a Dio con queste parole: "Dio della mia lode" (v.1). Grida a lui. È in conflitto con persone la cui bocca è "malvagia" e "ingannatrice", che gli "parlano con lingua bugiarda" (v.2) e "parole di odio" (v.3): "Mi rendono male per bene e odio in cambio del mio amore" (v.5).

Essere attaccati da persone che amiamo e che consideriamo nostri amici è un'esperienza davvero dolorosa. Le loro accuse e parole di odio provocano un profondo dolore.

La risposta di Davide in questo salmo è di portare il suo dolore e le sue lotte a Dio. In mezzo a tutto questo dichiara: "Io invece sono in preghiera" (v.4), e apre il suo cuore a Dio. Senza mezzi termini, invita Dio a non rimanere in silenzio, ma a rispondere loro.

Alcune delle cose che scrive possono essere difficili da comprendere e riflettono quanto sia difficile perdonare senza l'aiuto di Dio. Sono parole in contrasto con la chiamata di Gesù ad amare i nostri nemici e a pregare per quelli che ci perseguitano (Matteo 5,44). Quando vieniamo attaccati ingiustamente, dovremmo fare come Davide, pregare ed essere sinceri davanti a Dio. E allo stesso tempo chiedere a Dio di aiutarci a superare l'amarezza e il risentimento.

Preghiera

Signore, quando entriamo in conflitto con qualcuno, aiutaci a non reagire secondo la carne, ma a rispondere guidati dallo Spirito.

Nuovo Testamento

Galati 5,7-26

7 Correvate così bene! Chi vi ha tagliato la strada, voi che non obbedite più alla verità? 8 Questa persuasione non viene sicuramente da colui che vi chiama! 9 Un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta. 10 Io sono fiducioso per voi, nel Signore, che non penserete diversamente; ma chi vi turba subirà la condanna, chiunque egli sia. 11 Quanto a me, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? Infatti, sarebbe annullato lo scandalo della croce. 12 Farebbero meglio a farsi mutilare quelli che vi gettano nello scompiglio!

Libertà e carità

13 Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri. 14 Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 15 Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!

16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. 17 La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. 18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

19 Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.

22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23 contro queste cose non c'è Legge. 24 Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25 Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26 Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Commento

Conflitti con l'eresia e nei nostri cuori

Affrontare un conflitto non è mai facile, ma è una parte necessaria in ogni leadership coraggiosa. Paolo si trova in conflitto con degli "agitatori" che stanno gettando scompiglio tra le persone nella chiesa. Usa un linguaggio molto forte perché è appassionato di verità.

Dice che se sono così desiderosi di farsi circoncidere possono andare fino in fondo e "farsi mutilare" (v.12). Un linguaggio piuttosto sorprendente per il Nuovo Testamento! Ma per Paolo la verità è importante ed è pronto ad affrontare conflitti pur di difenderla.

Passa poi al combattimento tra carne e Spirito Santo. I desideri dello Spirito Santo e quelli della carne "si oppongono a vicenda" (v.17).

Il punto centrale è la libertà. Libertà dal peccato non significa libertà di peccare.

Paolo contrappone due forme di schiavitù: il legalismo, che è schiavitù nei confronti della Legge, e l'individualismo, che è schiavitù nei confronti di se stessi. Ci dice che da queste due schiavitù siamo stati liberati. Prende le distanze sia dal legalismo che dall'individualismo. Dice: "Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri" (v.13, MSG).

Questa è la vera libertà, non l'assenza di moralità, ma la libertà di servire gli altri con amore: amare il prossimo tuo come te stesso (v.14). Se continueremo a rispondere ai conflitti alla maniera del mondo, mordendoci e divorandoci "a vicenda", ci distruggeremo (v.15).

A tale riguardo, Paolo elenca quattro ambiti di peccato in cui opera questo conflitto:

  1. Peccato sessuale: "Fornicazione, impurità, dissolutezza", cose che per noi sono immondizia mentale ed emotiva; tentativi frenetici e senza gioia di afferrare la felicità (v.19, MSG).

  2. Peccato religioso: "Idolatria, stregonerie"; cioè la religione come spettacolo di magia; solitudine paranoica (v.20a, MSG).

  3. Peccato sociale: "Inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni". Incapacità ad amare o ad essere amati. Case divise e vite divise; inseguimento di obiettivi a breve termine e superficiali. Abitudine di guardare tutti come dei rivali (v.20b, MSG).

  4. Peccato di eccesso: "Ubriachezze, orge e cose del genere". Orribili parodie di comunità (v.21, MSG).

Dovremmo fare di tutto per combattere questi desideri, lasciandoci invece "guidare dallo Spirito" (v.18). Se sceglieremo di vivere secondo lo Spirito, saremo più forti nel combattere i desideri della carne che continuamente ci tentano.

Riceveremo inoltre i frutti dello Spirito: "Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (vv.22-23). Il mio amico Michael Timmis ha detto: "L'amore è il dono dello Spirito che dà vita a tutti gli altri doni. Credo che la gioia sia l'amore che si rallegra, la pace sia l'amore a riposo, la magnanimità sia l'amore che attende, la benevolenza sia l'amore che interagisce, la bontà sia l'amore che dà inizio, la fedeltà sia l'amore che mantiene la parola data, la mitezza sia l'amore che crea empatia e il dominio di sé sia l'amore che resiste alla tentazione".

Tutte caratteristiche, queste, che vediamo in Gesù. Paolo dice: "Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri" (v.24). La tentazione è sempre di tornare indietro. Ma se "viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito" (v.25).

Per quanto possibile, dovremmo quindi evitare i conflitti personali: "Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri" (v.26).

Ora che lo Spirito Santo vive in te, coinvolgilo in tutte le tue decisioni e segui i suoi suggerimenti. Se stai pensando, dicendo o facendo qualcosa di cui ti senti a disagio, probabilmente è lo Spirito Santo che ti invita a fermarti. Al contrario, se nel prendere una decisione avverti un profondo senso di pace, sappi che questo deriva dallo Spirito Santo e dal camminare con lui.

Preghiera

Signore, aiutami ad affrontare i conflitti con sapienza, camminando al passo con lo Spirito Santo.

Antico Testamento

Isaia 47,1-49,7

Fine di Babilonia

47 Scendi e siedi sulla polvere,
vergine figlia di Babilonia.
   Siedi a terra, senza trono,
   figlia dei Caldei,
poiché non sarai più chiamata
   tenera e voluttuosa.
2 Prendi la mola e macina la farina,
   togliti il velo,
solleva i lembi della veste,
   scopriti le gambe, attraversa i fiumi.
3 Si scopra la tua nudità,
   si mostri la tua vergogna.
"Io assumerò la vendetta
   e non baderò a nessuno",

4 dice il nostro redentore che si chiama Signore degli eserciti,
   il Santo d'Israele.

5 Siedi in silenzio e scivola nell'ombra,
   figlia dei Caldei,
perché non sarai più chiamata
   signora di regni.
6 Ero adirato contro il mio popolo,
   avevo lasciato profanare la mia eredità;
perciò lo misi in tuo potere.
   Tu non mostrasti loro pietà;
persino sui vecchi facesti gravare
   il tuo giogo pesante.
7 Tu pensavi: "Sempre
   io sarò signora, in perpetuo".
Non ti sei mai curata di questo,
   non hai mai pensato quale sarebbe stata la sua fine.

8 Ora ascolta questo,
   o voluttuosa che te ne stavi sicura,
e pensavi:
   "Io e nessun altro!
Non resterò vedova,
   non conoscerò la perdita di figli".
9 Ma ti accadranno queste due cose,
   d'improvviso, in un sol giorno;
   perdita di figli e vedovanza
piomberanno su di te in piena misura,
   nonostante la moltitudine delle tue magie,
   la forza dei tuoi molti scongiuri.
10 Confidavi nella tua malizia, dicevi:
   "Nessuno mi vede".
   La tua saggezza e il tuo sapere
ti hanno sviato.
   Eppure dicevi in cuor tuo:
   "Io e nessun altro!".
11 Ti verrà addosso una sciagura
   che non saprai scongiurare;
ti cadrà sopra una calamità
   che non potrai evitare.
Su di te piomberà improvvisa una catastrofe
   che non avrai previsto.

12 Stattene pure nei tuoi incantesimi,
   nelle tue molte magie,
   per cui ti sei affaticata dalla giovinezza:
forse potrai giovartene,
   forse potrai far paura!
13 Ti sei stancata delle tue molte speculazioni:
   si presentino e ti salvino quelli che misurano il cielo,
che osservano le stelle,
   i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà.
14 Ecco, essi sono come stoppia:
   il fuoco li consuma;
non salveranno se stessi
   dal potere delle fiamme.
Non ci sarà brace per scaldarsi
   né fuoco dinanzi al quale sedersi.
15 Così sono diventati per te i trafficanti
   con i quali ti sei affaticata
   fin dalla giovinezza;
ognuno barcolla per suo conto,
   nessuno ti viene in aiuto.

Dio realizza ciò che annuncia

48 Ascoltate questo, casa di Giacobbe,
   voi che siete chiamati Israele
   e che traete origine dall'acqua di Giuda,
voi che giurate nel nome del Signore
   e invocate il Dio d'Israele,
   ma senza sincerità e senza rettitudine,
2 poiché prendete il nome dalla città santa
   e vi appoggiate sul Dio d'Israele,
   che si chiama Signore degli eserciti.
3 Io avevo annunciato da tempo le cose passate;
   erano uscite dalla mia bocca, per farle udire.
   D'improvviso io ho agito e sono accadute.
4 Poiché sapevo che tu sei ostinato
   e che la tua nuca è una sbarra di ferro
   e la tua fronte è di bronzo,
5 io te le annunciai da tempo,
   prima che avvenissero te le feci udire,
per timore che dicessi: "Il mio idolo le ha fatte,
   la mia statua e il simulacro da me fuso le hanno ordinate".
6 Tutto questo hai udito e visto;
   non vorreste testimoniarlo?

Ora ti faccio udire cose nuove e segrete,
   che tu nemmeno sospetti.
7 Ora sono create e non da tempo;
   prima di oggi tu non le avevi udite,
perché tu non dicessi:
   "Già lo sapevo".
8 No, tu non le avevi mai udite né sapute
   né il tuo orecchio era già aperto da allora,
poiché io sapevo che sei davvero perfido
   e che ti si chiama sleale fin dal seno materno.
9 Per il mio nome rinvierò il mio sdegno,
   per il mio onore lo frenerò a tuo riguardo,
   per non annientarti.
10 Ecco, ti ho purificato, non come argento;
   ti ho provato nel crogiuolo dell'afflizione.
11 Per riguardo a me, per riguardo a me lo faccio;
   altrimenti il mio nome verrà profanato.
   Non cederò ad altri la mia gloria.

Liberazione da Babilonia e ammonimento per Israele

12 Ascoltami, Giacobbe,
   Israele che ho chiamato.
Sono io, io solo,
   il primo e anche l'ultimo.
13 Sì, la mia mano ha posto le fondamenta della terra,
   la mia destra ha disteso i cieli.
Quando io li chiamo,
   tutti insieme si presentano.

14 Radunatevi, tutti voi, e ascoltatemi.
   Chi di essi ha predetto tali cose?
Colui che il Signore predilige compirà il suo volere
   su Babilonia e, con il suo braccio, sui Caldei.
15 Io, io ho parlato; io l'ho chiamato,
   l'ho fatto venire e ho dato successo alle sue imprese.

16 Avvicinatevi a me per udire questo.

Fin dal principio non ho parlato in segreto;
   sin da quando questo avveniva io ero là.

Ora il Signore Dio ha mandato me
   insieme con il suo spirito.

17 Dice il Signore,
   tuo redentore, il Santo d'Israele:
"Io sono il Signore, tuo Dio,
   che ti insegno per il tuo bene,
   che ti guido per la strada su cui devi andare.
18 Se avessi prestato attenzione ai miei comandi,
   il tuo benessere sarebbe come un fiume,
   la tua giustizia come le onde del mare.
19 La tua discendenza sarebbe come la sabbia
   e i nati dalle tue viscere come i granelli d'arena.
Non sarebbe mai radiato né cancellato
   il suo nome davanti a me".

20 Uscite da Babilonia,
   fuggite dai Caldei;
annunciatelo con voce di gioia,
   diffondetelo,
fatelo giungere fino all'estremità della terra.
   Dite: "Il Signore ha riscattato il suo servo Giacobbe".
21 Non soffrono la sete mentre li conduce per deserti;
   acqua dalla roccia egli fa scaturire per loro,
spacca la roccia,
   sgorgano le acque.

22 Non c'è pace per i malvagi, dice il Signore.

Secondo canto del Servo

49 Ascoltatemi, o isole,
   udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
   fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
2 Ha reso la mia bocca come spada affilata,
   mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
   mi ha riposto nella sua faretra.
3 Mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele,
   sul quale manifesterò la mia gloria".
4 Io ho risposto: "Invano ho faticato,
   per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
   la mia ricompensa presso il mio Dio".

5 Ora ha parlato il Signore,
   che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
   e a lui riunire Israele -
poiché ero stato onorato dal Signore
   e Dio era stato la mia forza -
6 e ha detto: "È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
   e ricondurre i superstiti d'Israele.
   Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
   fino all'estremità della terra".

7 Così dice il Signore,
   il redentore d'Israele, il suo Santo,
a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni,
   schiavo dei potenti:
"I re vedranno e si alzeranno in piedi,
   i prìncipi si prostreranno,
a causa del Signore che è fedele,
   del Santo d'Israele che ti ha scelto".

Commento

Conflitti con la cultura

Il popolo di Dio si è trovato spesso a vivere in situazioni difficili, in culture ostili e dagli standard di vita molto diversi dai propri. Anche molti di noi oggi vivono situazioni così, in ambienti spesso ostili ai valori cristiani. In tutto questo, siamo chiamati a rimanere, a non ritirarci, a distinguerci. Siamo chiamati a vivere una vita contro-corrente e ad avere un impatto positivo sulla società in cui viviamo.

Il popolo di Dio vive in una società crudele, Babilonia, senza "pietà" (47,6). Una cultura molto orgogliosa (vv.8-9) che si dedica agli "incantesimi" e alle "magie" (vv.9b.12-13).

Vivere una vita totalmente contro-corrente è molto difficile.

Attraverso Isaia, Dio si rivolge ad Israele. Dice: "Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare" (48,18).

Nonostante tutti i fallimenti e i problemi di Israele, Dio non rinuncia ai suoi piani e propositi per il suo "servo Israele". Dice: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria" (49,3).

Qui leggiamo di un altro "servo del Signore" (vedi Bibbia in un anno, giorno 260), questa volta un individuo chiamato a "ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele" (v.5). I propositi originali di Dio per il suo servo Israele si sarebbero rivelati e adempiuti in lui. Un indizio che ci porta a Gesù. Un israelita inviato in Israele, totalmente identificato con la sua nazione, eppure da essa distinto.

Il primo compito del servo è dichiarare la verità. La sua bocca è "come spada affilata" (v.2). Dio ha parlato ad una nazione e ha comandato loro di parlare a tutte le altre nazioni. Il secondo compito del servo è rendere visibile Dio: "Sul quale manifesterò la mia gloria" (v.3). Il terzo compito è essere benedizione per il mondo: "Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra" (v.6, MSG).

Ma come riuscirà il servo a raggiungere questo obiettivo? Isaia ci offre alcuni indizi su come questo avverrà. Parla di "colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni, schiavo dei potenti" (v.7). Il servo glorifica Dio (v.3). Ora Dio glorifica il servo: "I re vedranno e si alzeranno in piedi, i prìncipi si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, del Santo d'Israele che ti ha scelto" (v.7).

Una profezia questa che si adempirà quando i Magi andranno ad adorare Gesù (Matteo 2,1-12) e che negli ultimi 2000 anni di storia sì è adempiuta molte volte, attraverso molti re, imperatori, presidenti e primi ministri, che si sono inginocchiati davanti a Gesù.

Israele non ha avuto successo, ma Gesù sì. Ora, è compito nostro essere servi del Signore. Paolo e Barnaba citano questo versetto: "Così infatti ci ha ordinato il Signore: 'Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra'" (Isaia 49,6; Atti 13,47).

Preghiera

Signore, aiutami ad impegnarmi nella società in cui vivo, annunciando la verità con amore e mostrando il tuo splendore, per essere luce per coloro che mi circondano.

La moglie di Nicky dice

Galati 5,22-23

"Il frutto dello Spirito... è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé".

Come ti senti oggi? Abbiamo tutti bisogno di coltivare e far crescere questi frutti.

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