Giorno 268

Il mistero

Sapienziali Salmi 111,1-10
Nuovo Testamento Efesini 3.1-21
Antico Testamento Isaia 57,14-59,21

Introduzione

I grandi romanzieri sono capaci di descrivere una storia mantenendo il finale in sospeso, come un mistero. Tra le pagine del racconto nascondono indizi che solo alla fine riusciamo a cogliere fino in fondo.

Nel brano del Nuovo Testamento di oggi, l'apostolo Paolo dirà che Dio ha rivelato il mistero di Cristo: "Per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero… Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito" (Efesini 3,3-5).

Leggere l'Antico Testamento è come entrare in una stanza buia piena di mobili. Ci muoviamo e mentre sfioriamo divani, sedie e quadri iniziamo a comprendere cosa c'è nella stanza. Leggere il Nuovo Testamento è invece come accendere la luce e iniziare a vedere chiaramente. Gesù pone l'Antico Testamento sotto una nuova luce. Sant'Agostino ha detto: "Nell'Antico si nasconde il Nuovo, nel Nuovo si rivela l'Antico".

Gesù è l'apice del grande piano di Dio per il mondo. Per questo Paolo scrive: "A me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo" (vv.8-9, MSG). La parola usata da Paolo (photisai) significa "accendere la luce perché la gente possa vedere".

Il segreto che Dio rivela in Gesù è la riconciliazione non solo con Dio, ma anche tra di noi. Paolo dice: "Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo" (v.6). Sia gli ebrei che i gentili possono ora avvicinarsi a Dio a parità di condizioni.

Se siamo in Cristo, siamo tutti riconciliati con Dio gli uni con gli altri, indipendentemente dalla provenienza, dall'etnia, dal contesto sociale e culturale. Questo deve valere anche per la Chiesa nelle diverse denominazioni: Cattolica, Ortodossa, Protestante, Pentecostale e così via. Nell'Antico Testamento ne vediamo solo alcuni accenni. Il mistero è in qualche modo nascosto. Ora, però, in Cristo, è stato rivelato.

Sapienziali

Salmi 111,1-10

Salmo 111

1 Alleluia.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
   tra gli uomini retti riuniti in assemblea.

2 Grandi sono le opere del Signore:
   le ricerchino coloro che le amano.
3 Il suo agire è splendido e maestoso,
   la sua giustizia rimane per sempre.
4 Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
   misericordioso e pietoso è il Signore.
5 Egli dà il cibo a chi lo teme,
   si ricorda sempre della sua alleanza.

6 Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
   gli diede l'eredità delle genti.
7 Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
   stabili sono tutti i suoi comandi,
8 immutabili nei secoli, per sempre,
   da eseguire con verità e rettitudine.
9 Mandò a liberare il suo popolo,
   stabilì la sua alleanza per sempre.
   Santo e terribile è il suo nome.

10 Principio della sapienza è il timore del Signore:
   rende saggio chi ne esegue i precetti.
   La lode del Signore rimane per sempre.

Commento

La sapienza di Dio si è rivelata

La conoscenza è buona: "Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano" (v.2, MSG). Ma la sapienza lo è ancora di più. La sapienza è il giusto uso della conoscenza.

Il salmista scrive: "Principio della sapienza è il timore del Signore" (v.10a). La vera sapienza inizia con il rispetto, la riverenza, l'onore e l'adorazione di Dio: "Santo e terribile è il suo nome" (v.9, MSG).

Come altri autori dell'Antico Testamento, egli intravede questa sapienza. Vede la grandezza di tutto ciò che Dio avrebbe fatto (v.2). Vede che il Signore è benevolo e compassionevole (v.4b). Si rende conto che Dio ama e vuole redimere il suo popolo (v.9). Ma la sua conoscenza verso le "altre nazioni" (v.6) non è ancora stata svelata dalla rivelazione di Cristo e del Vangelo. "Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni" (Efesini 3,5 MSG).

In Cristo, queste "altre nazioni" vengono incluse nell'amore di Dio e diventano parte della sua Chiesa. Come vedremo nel brano del Nuovo Testamento di oggi, questo è il modo in cui la multiforme sapienza di Dio si rivela.

Preghiera

Signore, aiutaci nella Chiesa a rivelare la molteplicità della Sapienza di Dio attraverso la riconciliazione delle persone con te e fra loro.

Nuovo Testamento

Efesini 3.1-21

Paolo l'apostolo dei pagani

3 Per questo io, Paolo, il prigioniero di Cristo per voi pagani...

2 penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3 per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. 4 Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. 5 Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6 che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo,

7 del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l'efficacia della sua potenza. 8 A me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo 9 e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo, 10 affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, 11 secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, 12 nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui. 13 Vi prego quindi di non perdervi d'animo a causa delle mie tribolazioni per voi: sono gloria vostra.

Radicati e fondati nella carità

14 Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, 15 dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, 16 perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito. 17 Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, 18 siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, 19 e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

20 A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che opera in noi, 21 a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

Commento

La potenza di Dio si rivela

Ti piacerebbe che la tua vita fosse al servizio di Dio e utile ai suoi scopi? Ti piacerebbe fare la differenza nella vita delle persone, in famiglia e con gli amici, a scuola, all'università o sul posto di lavoro, nella tua nazione e nel mondo? Questo brano non solo rivela il mistero di Cristo, ma anche come la nostra vita possa avere enormi effetti positivi sul mondo che ci circonda.

Paolo parla di Dio come di "Colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare" (v.20, MSG). Ma in che modo? Paolo aggiunge: "Secondo la \[sua\] potenza che opera in noi" (v.20). Ma da dove viene questa potenza?

  1. Dal Vangelo

    La potenza non deriva dalla posizione sociale, dalla ricchezza, dal titolo o dalle circostanze della vita. Paolo era un prigioniero (v.1). Non viene neppure dalla grandezza umana. Paolo dice: "Sono l'ultimo fra tutti i santi" (v.8). Non deriva dal dominio sulle persone. Scrive: "Sono divenuto ministro", cioè servo (v.7). Deriva dal messaggio del Vangelo: il Vangelo è "potenza di Dio" per la salvezza di chiunque creda (Romani 1,16).

  2. Dall'unità

    La potenza viene anche dall'unità. Siamo coeredi, figli e figlie di Dio Padre. Siamo fratelli e sorelle, eredi insieme delle promesse di Cristo Gesù. Siamo membri dello stesso corpo di Cristo (Efesini 3,6). Siamo uniti in Gesù Cristo, compartecipi dello Spirito Santo promesso.

    Questa unità è straordinariamente potente. "Per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore" (vv.10-11).

    Il termine "multiforme" si riferisce alla sapienza di Dio. Dio è multirazziale e multiculturale. Nella sua Chiesa, ha riunito tutti. Se da un lato, per la diffusione del Vangelo, la divisione (di chiese e denominazioni) è deleteria, da un altro l'unità è potente.

    La vera battaglia è contro i "Principati" e le "Potenze" (v.10). Questi poteri operano attraverso le strutture e le istituzioni economiche, sociali e politiche della società umana e nell'intero cosmo. Ogni volta che una persona si riconcilia con Dio e con i suoi fratelli e sorelle in Cristo, i demoni urlano e gli angeli gioiscono. Nell'unità, la multiforme sapienza di Dio si rivela.

  3. Dallo Spirito Santo

    Paolo prega perché Dio ci "conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito" (v.16). "Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori" (v.17) e perché "siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (v.19).

  4. Dall'amore di Dio

    Ti capita mai di percepire la grandezza dell'amore di Dio per te? Paolo prega perché "radicati e fondati nella carità" diventiamo capaci "di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità" dell’amore "di Cristo che supera ogni conoscenza" e perché possiamo essere "ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (vv.17-19, MSG).

Preghiera

Signore, oggi ti chiediamo di essere ricolmi di tutta la tua pienezza.

Antico Testamento

Isaia 57,14-59,21

Promessa di salvezza

57 14 Si dirà:

"Spianate, spianate, preparate la via,
   rimuovete gli ostacoli sulla via del mio popolo".
15 Poiché così parla l'Alto e l'Eccelso,
   che ha una sede eterna e il cui nome è santo.
"In un luogo eccelso e santo io dimoro,
   ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati,
per ravvivare lo spirito degli umili
   e rianimare il cuore degli oppressi.
16 Poiché io non voglio contendere sempre
   né per sempre essere adirato;
altrimenti davanti a me verrebbe meno
   lo spirito e il soffio vitale che ho creato.
17 Per l'iniquità della sua avarizia mi sono adirato,
   l'ho percosso, mi sono nascosto e sdegnato;
   eppure egli, voltandosi, se n'è andato per le strade del suo cuore.
18 Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo,
   guidarlo e offrirgli consolazioni. E ai suoi afflitti
19 io pongo sulle labbra:
"Pace, pace ai lontani e ai vicini -
   dice il Signore - e io li guarirò"".
20 I malvagi sono come un mare agitato,
   che non può calmarsi
   e le cui acque portano su melma e fango.
21 "Non c'è pace per i malvagi", dice il mio Dio.

Il digiuno e il sabato

58 Grida a squarciagola, non avere riguardo;
   alza la voce come il corno,
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
   alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
2 Mi cercano ogni giorno,
   bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
   e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
   bramano la vicinanza di Dio:
3 "Perché digiunare,
   se tu non lo vedi,
mortificarci,
   se tu non lo sai?".

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
   angariate tutti i vostri operai. 4 Ecco, voi digiunate fra litigi
   e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
   così da fare udire in alto il vostro chiasso.
5 È forse come questo il digiuno che bramo,
   il giorno in cui l'uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
   usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
   e giorno gradito al Signore?

6 Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
   togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
   e spezzare ogni giogo?
7 Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
   nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
   senza trascurare i tuoi parenti?
8 Allora la tua luce sorgerà come l'aurora,
   la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
   la gloria del Signore ti seguirà.
9 Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
   implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!".

Se toglierai di mezzo a te l'oppressione,
   il puntare il dito e il parlare empio,
10 se aprirai il tuo cuore all'affamato,
   se sazierai l'afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
   la tua tenebra sarà come il meriggio.
11 Ti guiderà sempre il Signore,
   ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
   sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
   le cui acque non inaridiscono.
12 La tua gente riedificherà le rovine antiche,
   ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
   e restauratore di strade perché siano popolate.

13 Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
   dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
   e venerabile il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
   di sbrigare affari e di contrattare,
14 allora troverai la delizia nel Signore.
   Io ti farò montare sulle alture della terra,
   ti farò gustare l'eredità di Giacobbe, tuo padre,
   perché la bocca del Signore ha parlato.

Peccato e penitenza

59 Ecco, non è troppo corta la mano del Signore per salvare;
   né troppo duro è il suo orecchio per udire.
2 Ma le vostre iniquità hanno scavato un solco
   fra voi e il vostro Dio;
i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto
   per non darvi più ascolto.
3 Le vostre palme sono macchiate di sangue
   e le vostre dita di iniquità;
le vostre labbra proferiscono menzogne,
   la vostra lingua sussurra perversità.
4 Nessuno muove causa con giustizia,
   nessuno la discute con lealtà.
Si confida nel nulla e si dice il falso,
   si concepisce la malizia e si genera l'iniquità.
5 Dischiudono uova di serpente velenoso,
   tessono tele di ragno;
chi mangia quelle uova morirà,
   e dall'uovo schiacciato esce un aspide.
6 Le loro tele non servono per vesti,
   essi non possono coprirsi con le loro opere;
le loro opere sono opere inique,
   il frutto di oppressioni è nelle loro mani.
7 I loro piedi corrono al male,
   si affrettano a spargere sangue innocente;
i loro pensieri sono pensieri iniqui,
   desolazione e distruzione sono sulle loro strade.
8 Non conoscono la via della pace,
   non c'è giustizia nel loro procedere;
rendono tortuosi i loro sentieri,
   chiunque vi cammina non conosce la pace.

9 Per questo il diritto si è allontanato da noi
   e non ci raggiunge la giustizia.
Speravamo la luce ed ecco le tenebre,
   lo splendore, ma dobbiamo camminare nel buio.
10 Tastiamo come ciechi la parete,
   come privi di occhi camminiamo a tastoni;
inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo,
   nel pieno vigore siamo come i morti.
11 Noi tutti urliamo come orsi,
   andiamo gemendo come colombe;
speravamo nel diritto ma non c'è,
   nella salvezza ma essa è lontana da noi.

12 Poiché sono molti davanti a te i nostri delitti,
   i nostri peccati testimoniano contro di noi;
poiché i nostri delitti ci stanno davanti
   e noi conosciamo le nostre iniquità:
13 prevaricare e rinnegare il Signore,
   cessare di seguire il nostro Dio,
parlare di oppressione e di ribellione,
   concepire con il cuore e pronunciare parole false.
14 È trascurato il diritto
   e la giustizia se ne sta lontana,
la verità incespica in piazza,
   la rettitudine non può entrarvi.
15 La verità è abbandonata,
   chi evita il male viene spogliato.

Ha visto questo il Signore ed è male ai suoi occhi
   che non ci sia più diritto.
16 Egli ha visto che non c'era nessuno,
   si è meravigliato perché nessuno intercedeva.
Ma lo ha soccorso il suo braccio,
   la sua giustizia lo ha sostenuto.
17 Egli si è rivestito di giustizia come di una corazza,
   e sul suo capo ha posto l'elmo della salvezza.
Ha indossato le vesti della vendetta,
   si è avvolto di zelo come di un manto.
18 Egli ricompenserà
   secondo le opere:
sdegno ai suoi avversari,
   vergogna ai suoi nemici;
   alle isole darà la ricompensa.
19 In occidente temeranno il nome del Signore
   e in oriente la sua gloria,
perché egli verrà come un fiume impetuoso,
   sospinto dal vento del Signore.

20 Un redentore verrà per Sion,
   per quelli di Giacobbe convertiti dall'apostasia.
   Oracolo del Signore.

21 "Quanto a me - dice il Signore - ecco la mia alleanza con loro: il mio spirito che è sopra di te e le parole che ho posto nella tua bocca non si allontaneranno dalla tua bocca né dalla bocca dei tuoi discendenti né dalla bocca dei discendenti dei tuoi discendenti - dice il Signore - ora e sempre".

Commento

L'amore di Dio rivelato

Nell'Antico Testamento, e in particolare in Isaia, troviamo accenni meravigliosi all'amore di Dio e a come esso si estenda non solo al popolo di Israele, ma a tutti i popoli della terra. Nel brano di oggi, troviamo uno di questi accenni.

Il Signore dice: "Pace, pace ai lontani e ai vicini" (57,19, AMP; vedi anche Efesini 2,17). Paolo sembra interpretare questi passaggi di Isaia come un'anticipazione di ciò che sarà compreso in seguito riguardo ai Gentili, e il piano di Dio su di essi (Efesini 2,17).

Isaia prosegue mostrando come il popolo di Dio sia chiamato a riflettere questo amore straordinario: ad esempio nel servizio ai poveri e agli emarginati. L'attività religiosa, da sola, non serve a nulla. Dio è alla ricerca di un amore che possa "sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo" (Isaia 58,6, MSG).

Un amore che porti a "dividere il pane con l'affamato... introdurre in casa i miseri, senza tetto... vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i... parenti" (v.7, MSG).

Un amore così ci permetterà di aprire il "cuore all'affamato" e saziare "l'afflitto di cuore" (v.10). Amare il prossimo significa avere anche passione per la giustizia sociale sociale: "Sciogliere le catene inique" (v.6a). Significa fare qualcosa contro la povertà, i senzatetto e la fame. Le parole di oggi ci invitano a fare qualcosa per i poveri, per il creato, contro l'ingiustizia razziale e la crisi dei rifugiati che attraversa il mondo intero.

Isaia promette che "se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio" (vv.9-10, MSG). La luce si accenderà e il segreto sarà svelato.

Preghiera

Signore, fa che possiamo essere una Chiesa che rivela la molteplicità della sapienza di Dio attraverso l'unità e l'amore. Donaci sapienza nelle nostre scelte riguardo alla povertà. Effondi il tuo Spirito perché il mistero di Cristo sia rivelato in noi.

La moglie di Nicky dice

Isaia 58,12

"Ti chiameranno riparatore di brecce".

Anch'io vorrei essere chiamata riparatrice di brecce. C'è qualcosa intorno a te che ti sembra rotto? Forse una relazione, qualcosa che non funziona, a casa, con gli amici o al lavoro? Qualcosa intorno a te che oggi potresti riparare?

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Riferimenti

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Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

Philip Schaff (ed), NPNF1-05. St Augustine: Anti-Pelagian Writings (CCEL, 1886).

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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