Giorno 270

Sei chiavi per delle buone relazioni

Sapienziali Salmi 112,1-10
Nuovo Testamento Efesini 4,17-5,7
Antico Testamento Isaia 63,1-65,16

Introduzione

All'età di 19 anni, Chiara Lubich sentì il desiderio di iniziare qualcosa di nuovo. In quell'anno così difficile, il 1939, in cui l'Italia veniva bombardata, ai suoi amici Chiara pose questa domanda: "C'è un ideale che le bombe non possono distruggere?" La loro risposta fu: "Sì, l'amore di Dio".

Chiara e i suoi amici avevano sperimentato l'amore travolgente di Dio e volevano condividerlo con gli altri. Iniziarono ad imitare Dio vivendo una vita d'amore (Efesini 5,1-2). Aiutavano i bisognosi. Condividevano il poco cibo che avevano. Trovavano vestiti per coloro che non ne avevano. Confortavano chi era nel lutto.

I loro volti emanavano un tale calore che la gente diede loro il nome di "Focolarini". Oggi i Focolarini contano 2 milioni di membri in 182 nazioni. I membri della comunità dei Focolari hanno come loro regola di vita, 24 ore su 24, la regola d'oro di Gesù: "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro" (Matteo 7,12).

L'amore è pratico. Chiara ha detto: "Ama l'altro come te stesso... Immaginate come sarebbe il mondo se la regola d'oro fosse messa in pratica non solo tra gli individui, ma anche tra le etnie, i popoli e le nazioni, se ognuno amasse l'altro Paese come se fosse il proprio".

La domanda che ci poniamo noi oggi è: Come possiamo imitare Dio e vivere una vita d'amore?

Sapienziali

Salmi 112,1-10

Salmo 112

1 Alleluia.

Beato l'uomo che teme il Signore
   e nei suoi precetti trova grande gioia.

2 Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
   la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
3 Prosperità e ricchezza nella sua casa,
   la sua giustizia rimane per sempre.
4 Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
   misericordioso, pietoso e giusto.
5 Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
   amministra i suoi beni con giustizia.

6 Egli non vacillerà in eterno:
   eterno sarà il ricordo del giusto.
7 Cattive notizie non avrà da temere,
   saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
8 Sicuro è il suo cuore, non teme,
   finché non vedrà la rovina dei suoi nemici.
9 Egli dona largamente ai poveri,
   la sua giustizia rimane per sempre,
   la sua fronte s'innalza nella gloria.

10 Il malvagio vede e va in collera,
   digrigna i denti e si consuma.
   Ma il desiderio dei malvagi va in rovina.

Commento

Essere riempiti di Spirito Santo

Lo Spirito Santo è colui che ci permette di vivere una vita ad imitazione di Dio. In questo salmo osserviamo il tipo di vita che Dio desidera per noi. Comprende tutti i frutti dello Spirito descritti da Paolo in Galati 5,22-23. Si tratta di una vita di:

  • amore ("misericordioso", Salmi 112,4)
  • gioia ("grande gioia", v.1)
  • pace ("cattive notizie non avrà da temere", v.7)
  • magnanimità ("saldo è il suo cuore", v.7)
  • benevolenza ("amministra i suoi beni con giustizia", v.5b; "Egli dona largamente ai poveri", v.9)
  • bontà ("i giusti saranno ricordati in eterno", v.6b)
  • fedeltà ("sicuro è il suo cuore", v.8a)
  • mitezza ("luce per gli uomini retti", v.4a)
  • dominio di sè ("Egli non vacillerà in eterno", v.6a).

Tutto questo deriva dalla conoscenza di Dio, dalla lettura e dalla meditazione della sua Parola: "Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia" (v.1).

Preghiera

Signore, ti prego di aiutarmi oggi a vivere traboccante di frutti dello Spirito.

Nuovo Testamento

Efesini 4,17-5,7

L'unità del corpo di Cristo

4
17 Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri, 18 accecati nella loro mente, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro e della durezza del loro cuore. 19 Così, diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza e, insaziabili, commettono ogni sorta di impurità.

20 Ma voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, 21 se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, 22 ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, 23 a rinnovarvi nello spirito della vostra mente 24 e a rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.

25 Perciò, bando alla menzogna e dite ciascuno la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri. 26 Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, 27 e non date spazio al diavolo. 28 Chi rubava non rubi più, anzi lavori operando il bene con le proprie mani, per poter condividere con chi si trova nel bisogno.

29 Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un'opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano. 30 E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione. 31 Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. 32 Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

5 Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2 e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

3 Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi - come deve essere tra santi - 4 né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! 5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - cioè nessun idolatra - ha in eredità il regno di Cristo e di Dio. 6 Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l'ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. 7 Non abbiate quindi niente in comune con loro.

Commento

Essere trasformati a somiglianza di Gesù

Offrendo la sua vita per noi, Gesù Cristo ha dato l'esempio supremo di amore. San Paolo scrive: "Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore" (5,1-2). Sant'Atanasio ha scritto: "Dio si è fatto come noi, affinché potessimo diventare come lui".

Ma, in cosa consiste questa "vita d'amore"?

Paolo racconta come gli Efesini abbiano "imparato a conoscere il Cristo" (4,20) e come, conoscendolo, sia stato insegnato loro a rinnovarsi nello Spirito nella loro mente e a "rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità" (vv.23-24).

Che cos'è la "santità"?

Paolo ci offre sei esempi pratici di santità, sei chiavi per delle buone relazioni in una chiesa santa (4,25-5,7):

  1. Autenticità

    "Perciò, bando alla menzogna e dite ciascuno la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri" (4,25, MSG).

    Ognuno di noi è chiamato a vivere una vita di onestà e integrità. Spesso la "santità" è intesa erroneamente come intensità. Per essere più santi si cerca di essere più intensi. Ma questo atteggiamento è sbagliato e può portare le persone a gareggiare per mostrarsi più pie e devote degli altri, finendo così per diventare più velenose! L'autenticità invece ci rende liberi di mostrarci così come siamo. Questo ci allontana dall'ipocrisia.

  2. Passione

    "Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date spazio al diavolo" (vv.26-27, MSG).

    Sebbene l'ira non sia intrinsecamente un peccato, spesso conduce al peccato. Nei momenti d'ira, il diavolo può trovare un appiglio, che nel tempo può diventare dipendenza. L'ira è un'emozione che dobbiamo saper gestire con attenzione.

    L'ira ha anche un lato positivo. È un'emozione data da Dio. Dio stesso ha espresso la sua ira (5,6), ma lo ha fatto in modo controllato. L'ira di Gesù nei confronti del peccato era un'ira giusta. L'ira appassionata di Wilberforce nei confronti della schiavitù ha contribuito all'abolizione della tratta degli schiavi.

  3. Lavoro e generosità

    "Chi rubava non rubi più, anzi lavori operando il bene con le proprie mani, per poter condividere con chi si trova nel bisogno" (v.28, MSG).

    Spesso la santità viene erroneamente intesa come la necessità di prendere distanze da coloro che consideriamo empi, ad esempio da qualche collega di lavoro. Il punto di vista di Paolo è molto diverso. Egli vede il lavoro come parte di una vita santa. Il lavoro in sé è buono per la soddisfazione che dà, ma c'è anche fatica, lotta e sforzo. A volte ci chiediamo: perché le persone vanno a lavorare al mattino? Una risposta è: per essere santi.

    Paolo trova necessario dire non rubate più. Probabilmente alcuni membri della chiesa primitiva provenivano da una vita criminale. È chiaro che la chiesa li ha accolti e riabilitati.

    Invece di derubare gli altri, ora dovrebbero dare il loro contributo a coloro che li circondano. Il modo migliore per farlo è lavorare. Il lavoro in sé è "operare il bene", oltre a permettere loro di "condividere con chi si trova nel bisogno" (v.28). Il lavoro è una parte importante dell'essere santi.

  4. Incoraggiamento

    "Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un'opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano" (v.29, MSG).

    Le parole sono importanti. Ciò che si dice è di vitale importanza. Può edificare le persone o trascinarle verso il basso. La nostra bocca dovrebbe essere usata per il bene, per incoraggiare e per edificare gli altri.

    L'incoraggiamento non è adulazione o lode vuota; è come il sole. Non costa nulla e riscalda il cuore degli altri, ispirando loro speranza e fiducia.

  5. Grazia

    "Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo" (vv.31-32, MSG).

    La visione di Paolo di una Chiesa santa è una comunità che si libera di ogni amarezza, rabbia e maldicenza, e che accoglie gli ex detenuti, coloro che lottano con problemi di stile di vita, coloro che sono divorziati, coloro che hanno sbagliato. È una comunità di persone bisognose di perdono e un luogo dove il perdono fluisce liberamente perché le persone perdonate perdonano.

    Le chiese non dovrebbero mai essere musei di persone perfette, che camminano con aria santa. Dovrebbero essere ospedali in cui le persone ferite e dal cuore spezzato trovano grazia e guarigione.

  6. Purezza

    La Chiesa accoglie tutti, perché è gentile, misericordiosa e benevola. Allo stesso tempo, però, siamo tutti chiamati ad una vita di purezza: "Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi - come deve essere tra santi" (5,3).

    Invece di peccare in modo egocentrico (vv.3-4a), siamo chiamati a ringraziare e lodare (v.4b). Paolo infine riporta un forte avvertimento. Dio perdona i peccati, ma chi finisce per mettersi contro le vie di Dio non erediterà il suo regno (v.5).

Preghiera

Signore, concedici di camminare oggi nell'amore per diventare sempre più simili a Gesù.

Antico Testamento

Isaia 63,1-65,16

Giudizio divino contro i nemici

63 "Chi è costui che viene da Edom,
   da Bosra con le vesti tinte di rosso,
splendido nella sua veste,
   che avanza nella pienezza della sua forza?".

"Sono io, che parlo con giustizia,
   e sono grande nel salvare".

2 "Perché rossa è la tua veste
   e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?".

3 "Nel tino ho pigiato da solo
   e del mio popolo nessuno era con me.
Li ho pigiati nella mia ira,
   li ho calpestati nella mia collera.
Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti
   e mi sono macchiato tutti gli abiti,
4 perché il giorno della vendetta era nel mio cuore
   ed è giunto l'anno del mio riscatto.
5 Guardai: nessuno mi aiutava;
   osservai stupito: nessuno mi sosteneva.
Allora mi salvò il mio braccio,
   mi sostenne la mia ira.
6 Calpestai i popoli con sdegno,
   li ubriacai con ira,
   feci scorrere per terra il loro sangue".

Supplica al Signore

7 Voglio ricordare i benefici del Signore,
   le glorie del Signore,
quanto egli ha fatto per noi.
   Egli è grande in bontà
per la casa d'Israele.
   Egli ci trattò secondo la sua misericordia, secondo la grandezza della sua grazia.
8 Disse: "Certo, essi sono il mio popolo,
   figli che non deluderanno",
   e fu per loro un salvatore
9 in tutte le loro tribolazioni.
   Non un inviato né un angelo,
ma egli stesso li ha salvati;
   con amore e compassione li ha riscattati,
li ha sollevati e portati su di sé,
   tutti i giorni del passato.
10 Ma essi si ribellarono
   e contristarono il suo santo spirito.
Egli perciò divenne loro nemico
   e mosse loro guerra.

11 Allora si ricordarono dei giorni antichi,
   di Mosè suo servo.
Dov'è colui che lo fece salire dal mare
   con il pastore del suo gregge?
Dov'è colui che gli pose nell'intimo
   il suo santo spirito,
12 colui che fece camminare alla destra di Mosè
   il suo braccio glorioso,
che divise le acque davanti a loro
   acquistandosi un nome eterno,
13 colui che li fece avanzare tra i flutti
come un cavallo nella steppa?
   Non inciamparono,
14 come armento che scende per la valle:
   lo spirito del Signore li guidava al riposo.
Così tu conducesti il tuo popolo,
   per acquistarti un nome glorioso.

15 Guarda dal cielo e osserva
   dalla tua dimora santa e gloriosa.
Dove sono il tuo zelo e la tua potenza,
   il fremito delle tue viscere
e la tua misericordia?
   Non forzarti all'insensibilità,
16 perché tu sei nostro padre,
   poiché Abramo non ci riconosce
   e Israele non si ricorda di noi.
Tu, Signore, sei nostro padre,
   da sempre ti chiami nostro redentore.
17 Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie
   e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
   per amore delle tribù, tua eredità.
18 Perché gli empi hanno calpestato il tuo santuario,
   i nostri avversari hanno profanato il tuo luogo santo?
19 Siamo diventati da tempo
   gente su cui non comandi più,
   su cui il tuo nome non è stato mai invocato.

Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
   Davanti a te sussulterebbero i monti,
64 come il fuoco incendia le stoppie
   e fa bollire l'acqua,
perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici,
   e le genti tremino davanti a te.
2 Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
   tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti.
3 Mai si udì parlare da tempi lontani,
   orecchio non ha sentito,
occhio non ha visto che un Dio, fuori di te,
   abbia fatto tanto per chi confida in lui.
4 Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia
   e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato
   contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
5 Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
   e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
   le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
6 Nessuno invocava il tuo nome,
   nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
   ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.

7 Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
   tutti noi siamo opera delle tue mani.
8 Signore, non adirarti fino all'estremo,
   non ricordarti per sempre dell'iniquità.
Ecco, guarda:
   tutti siamo tuo popolo.
9 Le tue città sante sono un deserto,
   un deserto è diventata Sion, Gerusalemme una desolazione.
10 Il nostro tempio, santo e magnifico,
   dove i nostri padri ti hanno lodato,
è divenuto preda del fuoco;
   tutte le nostre cose preziose sono distrutte.
11 Dopo tutto questo, resterai ancora insensibile, o Signore,
   tacerai e ci umilierai fino all'estremo?

Giudizio e salvezza

65 Mi feci ricercare da chi non mi consultava,
   mi feci trovare da chi non mi cercava.
Dissi: "Eccomi, eccomi"
   a una nazione che non invocava il mio nome.
2 Ho teso la mano
   ogni giorno a un popolo ribelle;
essi andavano per una strada non buona,
   seguendo i loro propositi,
3 un popolo che mi provocava
   sempre, con sfacciataggine.
Essi sacrificavano nei giardini,
   offrivano incenso sui mattoni,
4 abitavano nei sepolcri,
   passavano la notte in nascondigli,
mangiavano carne suina
   e cibi immondi nei loro piatti.
5 Essi dicono: "Sta' lontano!
   Non accostarti a me, che per te sono sacro".
Tali cose sono un fumo al mio naso,
   un fuoco acceso tutto il giorno.

6 Ecco, tutto questo sta scritto davanti a me;
   io non tacerò finché non avrò ripagato abbondantemente
7 le vostre iniquità e le iniquità dei vostri padri,
   tutte insieme, dice il Signore.
Costoro hanno bruciato incenso sui monti
   e sui colli mi hanno insultato;
così io misurerò loro in grembo
   la ricompensa delle loro azioni passate.

8 Dice il Signore:

"Come quando si trova succo in un grappolo,
   si dice: "Non distruggetelo,
   perché qui c'è una benedizione",
così io farò per amore dei miei servi,
   per non distruggere ogni cosa.
9 Io farò uscire una discendenza da Giacobbe,
   da Giuda un erede dei miei monti.
I miei eletti ne saranno i padroni
   e i miei servi vi abiteranno.
10 Saron diventerà un pascolo di greggi,
   la valle di Acor un recinto per armenti,
   per il mio popolo che mi ricercherà.

11 Ma voi, che avete abbandonato il Signore,
   dimentichi del mio santo monte,
che preparate una tavola per Gad
   e riempite per Menì la coppa di vino,
12 io vi destino alla spada;
   tutti vi curverete alla strage,
perché ho chiamato e non avete risposto,
   ho parlato e non avete udito.
Avete fatto ciò che è male ai miei occhi,
   ciò che non gradisco, l'avete scelto".

13 Pertanto, così dice il Signore Dio:

"Ecco, i miei servi mangeranno
   e voi avrete fame; ecco,
i miei servi berranno
   e voi avrete sete;
ecco, i miei servi gioiranno
   e voi resterete delusi;
14 ecco, i miei servi giubileranno
   per la gioia del cuore,
voi griderete
   per il dolore del cuore,
   urlerete per lo spirito affranto.
15 Lascerete il vostro nome
   come imprecazione fra i miei eletti:
"Così ti faccia morire il Signore Dio".
   Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome.
16 Chi vorrà essere benedetto nella terra,
   vorrà esserlo per il Dio fedele;
chi vorrà giurare nella terra,
   giurerà per il Dio fedele,
perché saranno dimenticate le tribolazioni antiche,
   saranno occultate ai miei occhi.

Commento

Diventare come un padre compassionevole

L'amore di Dio per Israele è come quello di un padre: "Tu sei nostro Padre" (63,16; 64,8, MSG). "Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore!" (63,16, MSG)

Nell'Antico Testamento Dio ama il popolo d'Israele come un padre ama i suoi figli. Dio ama così anche noi. Isaia parla della bontà del Signore, di "quanto egli ha fatto per noi. Egli è grande in bontà per la casa d'Israele. Egli ci trattò secondo la sua misericordia, secondo la grandezza della sua grazia. Disse: 'Certo, essi sono il mio popolo, figli che non deluderanno', e fu per loro un salvatore" (vv.7-8).

Dio ci ama nonostante il fatto che nessuno invochi il suo nome e nessuno si risvegli per stringersi a lui (64,6, MSG).

Come ogni padre umano, Dio soffre quando noi soffriamo o ci smarriamo: "In tutte le loro tribolazioni" (63,9a, MSG). "Ma egli stesso li ha salvati; con amore e compassione li ha riscattati, li ha sollevati e portati su di sé, tutti i giorni del passato" (v.9b).

Dio ha per noi progetti che nessun occhio vede, nessun orecchio sente e nessuna mente concepisce (Isaia 64,4; 1 Corinzi 2,9).

Preghiera

Signore, grazie perché ci ami più di un padre terreno. Grazie perché con il tuo esempio ci insegni ad amare gli altri.

La moglie di Nicky dice

Efesini 4,26

"Non tramonti il sole sopra la vostra ira".

In altre parole, non andate a letto arrabbiati!

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