Giorno 283

Parole che cambiano la vita

Sapienziali Salmi 119,1-8
Nuovo Testamento 1 Tessalonicesi 1,1-2,16
Antico Testamento Geremia 18,1-20,18

Introduzione

Earl era molto ricco e non aveva bisogno di lavorare. Iniziò presto a drogarsi. Faceva uso di tutte le droghe, compresa l'eroina. All'età di trent'anni finì in ospedale.

Qualcuno venne a trovarlo e gli regalò un Nuovo Testamento. Ne fu entusiasta perché la carta era molto sottile ed era perfetta per arrotolare spinelli. Iniziò così ad arrotolare Matteo, poi Marco e Luca. Alla fine arrivò a Giovanni, e lì iniziò a leggere. Nel leggere le parole del Vangelo di Giovanni, incontrò Gesù e fu riempito di gioia.

Iniziò a parlare di tutto questo alla sua psicologa, Tomi, una ragazza brillante e molto bella. Lei non riusciva a capire. "Non capisco!" disse a Earl, "Ho tutto: un ottimo lavoro, soldi, famiglia, amici, eppure mi sento totalmente vuota, senza uno scopo. E tu invece, che sei un disastro completo, hai questa pace straordinaria".

Così Earl le disse di aver letto la Bibbia e le spiegò cosa si prova ad essere amati da Gesù Cristo. Earl portò Tomi a conoscere Gesù… e poi la sposò. Io e Earl abbiamo frequentato il college teologico di Oxford. Lui e sua moglie Tomi sono oggi nostri grandi amici. La parola di Dio ha cambiato radicalmente la vita di Earl.

Sapienziali

Salmi 119,1-8

Salmo 119

Alef

1 Beato chi è integro nella sua via
   e cammina nella legge del Signore.
2 Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
   e lo cerca con tutto il cuore.
3 Non commette certo ingiustizie
   e cammina nelle sue vie.
4 Tu hai promulgato i tuoi precetti
   perché siano osservati interamente.
5 Siano stabili le mie vie
   nel custodire i tuoi decreti.
6 Non dovrò allora vergognarmi,
   se avrò considerato tutti i tuoi comandi.
7 Ti loderò con cuore sincero,
   quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
8 Voglio osservare i tuoi decreti:
   non abbandonarmi mai.

Commento

Parole di benedizione

Se desideriamo una vita "benedetta", senza rimpianti, abbiamo bisogno delle parole di Dio. Questo salmo, il più lungo dei salmi, riguarda le benedizioni che riceviamo quando incentriamo la nostra vita sulle parole di Dio.

"Beato chi è integro nella sua via e cammina nella legge del Signore. Beato chi custodisce i suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore" (vv.1-2, MSG).

Dio ci ama e vuole benedirci. Attraverso le parole di Dio nelle Scritture, abbiamo la possibilità di scoprire tutte le benedizioni che desira donarci, e che derivano da una vita in relazione con lui. Dio ci invita a cercarlo con tutto il cuore (v.2), a camminare nelle sue vie (v.3), ad apprendere i suoi giusti giudizi (v.7) e a considerare tutti i suoi comandi (v.6).

Preghiera

Signore, ti ringrazio perché le tue parole sono benedizione per la mia vita. Aiutami a leggerle, comprenderle e con esse camminare nelle tue vie.

Nuovo Testamento

1 Tessalonicesi 1,1-2,16

1 Paolo e Silvano e Timòteo

alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo:

a voi, grazia e pace.

Ringraziamento per la fede dei Tessalonicesi

2 Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere 3 e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.

4 Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. 5 Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione: ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. 6 E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, 7 così da diventare modello per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. 8 Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. 9 Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero 10 e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene.

La predicazione di Paolo

2 Voi stessi infatti, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata inutile. 2 Ma, dopo aver sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. 3 E il nostro invito alla fede non nasce da menzogna, né da disoneste intenzioni e neppure da inganno; 4 ma, come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. 5 Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. 6 E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, 7 pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.

Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. 8 Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. 9 Voi ricordate infatti, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio. 10 Voi siete testimoni, e lo è anche Dio, che il nostro comportamento verso di voi, che credete, è stato santo, giusto e irreprensibile. 11 Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, 12 vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.

13 Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l'avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti. 14 Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Cristo Gesù che sono in Giudea, perché anche voi avete sofferto le stesse cose da parte dei vostri connazionali, come loro da parte dei Giudei. 15 Costoro hanno ucciso il Signore Gesù e i profeti, hanno perseguitato noi, non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini. 16 Essi impediscono a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano sempre di più la misura dei loro peccati! Ma su di loro l'ira è giunta al colmo.

Commento

Parole di potenza

Non esiste una chiesa perfetta. Se ne cerchi una, è molto probabile che non la troverai mai. Nel momento in cui entrerai a fare parte di una chiesa, ne scoprirai le imperfezioni! Tuttavia, non tutte le chiese sono uguali, e alcune sono un buon esempio per le altre. Nel Nuovo Testamento si parla di una chiesa modello, una chiesa che è di ispirazione per tutti. Una chiesa da cui imparare.

La chiesa di Tessalonica è una chiesa "modello per tutti i credenti" (1,7). Paolo dice: "La vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto" (vv.7-8, MSG). È una chiesa piena di fede, di amore e, soprattutto, di speranza: "Per… attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene" (v.10, MSG). È una chiesa amata da Dio (v.4), una chiesa che soffre (v.6) e che proclama con coraggio la parola di Dio. Il messaggio del Signore risuona da loro, non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma dappertutto (v.8).

È proprio questo che come chiesa dovremmo essere e per cui dovremmo pregare: una chiesa degna di essere imitata, dove il Vangelo risuona non solo attorno a noi, ma ovunque. L'obiettivo non è la costruzione di un impero, ma la diffusione del Vangelo. Paolo non elogia i Tessalonicesi per le dimensioni della loro chiesa. Non sappiamo quanto fosse grande. Li elogia perché "per mezzo vostro la parola del Signore risuona" (v.8, MSG).

Questa trasmissione del Vangelo non avviene "soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione" (v.5):

  • Parola
    Vivere semplicemente una vita cristiana non è sufficiente. Ci sono momenti in cui siamo chiamati anche a parlare, a raccontare alle persone di Gesù e di ciò che ha fatto nella nostra vita.
  • Potenza
    Le parole da sole non bastano, occorre anche la potenza. La potenza di Dio che parla attraverso di noi; lo Spirito Santo porta una profonda convinzione nel cuore di chi ascolta.
  • Vita
    Paolo continua: "Ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene" (v.5). Anche le parole più potenti non avranno effetto duraturo se la nostra vita non sarà coerente con il messaggio. Non si tratta di "vita o parole", ma di "vita e parole".

Come l'apostolo Paolo, anche a noi è stato affidato il Vangelo (2,4). Anche a noi è stato chiesto di proclamare fedelmente la parola di Dio, "non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio" (v.4, MSG). È un privilegio immenso del quale però non passiamo abusare: "Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone" (v.5, MSG).

Il compito di annunciare il Vangelo è un privilegio meraviglioso e una grande responsabilità. È Dio che ci ha affidato l'opera e in ultima analisi è solo a lui che dobbiamo rendere conto. Non dovremmo allora preoccuparci se il messaggio del Vangelo non piacerà a tutti. Sicuramente a molte persone non piacerà. Ciò di cui dovremmo preoccuparci è che piaccia a Dio (v.6).

Paolo non si impone ai Tessalonicesi. Dice: "Pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo" (v.7, MSG). Ma li ama, se ne prende cura "come una madre che ha cura dei propri figli" condividendo con loro la sua "stessa vita" (vv.7-8), dando loro l'esempio e incoraggiandoli a vivere "in maniera degna di Dio" (v.12). "Come un padre che ti tiene per mano, ti sussurra e incoraggia, ti mostra passo dopo passo come vivere bene davanti a Dio" (MSG).

Ma proclamare le parole di Dio non è sempre facile. Paolo dice: "Voi ricordate infatti, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio" (v.9). Proclamare le parole di Dio richiede:

  • Fatica
    Predicare il Vangelo comporta fatica e duro lavoro. Paolo dice: "Voi ricordate… il nostro duro lavoro e la nostra fatica" (v.9, MSG). Alcuni lavori possono sembrare noiosi. Penso alla nostra straordinaria squadra "A" di ogni corso Alpha, che dalle 17 alle 23, cucina, pulisce, serve e strofina le pentole.
  • Stenti
    La "rinascita" ha un costo. La chiesa di Tessalonica ha affrontato insulti, forti opposizioni, sofferenze (v.2) e persecuzione (v.15). Ma nonostante questo la gioia non è mancata: avete "accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo" (1,6). Nel Nuovo Testamento, sofferenza e gioia vanno di pari passo. Non dovremmo mai aspettarci l'una senza l'altra. A causa della loro predicazione del Vangelo, molte persone oggi soffrono grandi difficoltà.
  • Lavorare notte e giorno
    Non solo il lavoro è intenso, ma c'è anche molto da fare. Paolo, come la maggior parte dei cristiani di oggi, non è un evangelista a tempo pieno. Fa due lavori contemporaneamente. Predica di giorno e si guadagna da vivere di notte.

I Tessalonicesi riconoscono che le parole del Vangelo pronunciate da Paolo non sono solo parole umane, ma "parole di Dio" (2,13). Hanno un impatto che cambia la vita, tanto che i Tessalonicesi si dimostrano disposti a trasmettere il messaggio, nonostante sofferenze e ostilità.

Preghiera

Signore, ti ringrazio per la potenza del Vangelo che cambia la vita. Ti prego di donarmi la forza, l'energia e l'entusiasmo per continuare a raccontare alle persone la buona notizia di Gesù.

Antico Testamento

Geremia 18,1-20,18

Geremia presso il vasaio

18 Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: 2 "Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola". 3 Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. 4 Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto.

5 Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: 6 "Forse non potrei agire con voi, casa d'Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d'Israele. 7 A volte nei riguardi di una nazione o di un regno io decido di sradicare, di demolire e di distruggere; 8 ma se questa nazione, contro la quale avevo parlato, si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di farle. 9 Altre volte nei riguardi di una nazione o di un regno io decido di edificare e di piantare; 10 ma se essa compie ciò che è male ai miei occhi non ascoltando la mia voce, io mi pento del bene che avevo promesso di farle.

11 Ora annuncia, dunque, agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: Dice il Signore: Ecco, sto preparando contro di voi una calamità, sto pensando un progetto contro di voi. Su, abbandonate la vostra condotta perversa, migliorate le vostre abitudini e le vostre azioni. 12 Ma essi diranno: "È inutile, noi vogliamo seguire i nostri progetti, ognuno di noi caparbiamente secondo il suo cuore malvagio"".

13 Perciò così dice il Signore:

"Informatevi tra le nazioni:
   chi ha mai udito cose simili?
Enormi, orribili cose ha commesso
   la vergine d'Israele.
14 Scompare forse la neve
   dalle alte rocce del Libano?
Si inaridiscono le acque gelide
   che scorrono sulle montagne?
15 Eppure il mio popolo mi ha dimenticato,
   offre incenso a un idolo vano.
Ha inciampato nelle sue strade,
   nei sentieri di una volta,
e cammina su viottoli,
   per una via non appianata,
16 per rendere la sua terra una desolazione,
   un oggetto di scherno perenne.
Chiunque vi passa ne rimarrà sbigottito
   e scuoterà il capo.
17 Come fa il vento d'oriente,
   io li disperderò davanti al nemico.
Volterò loro le spalle e non li guarderò
   nel giorno della loro rovina".

18 Dissero: "Venite e tramiamo insidie contro Geremia, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole".

19 Prestami ascolto, Signore,
   e odi la voce di chi è in lite con me.
20 Si rende forse male per bene?
   Hanno scavato per me una fossa.
Ricòrdati quando mi presentavo a te,
   per parlare in loro favore,
   per stornare da loro la tua ira.
21 Consegna perciò i loro figli alla fame,
   gettali in potere della spada;
le loro donne restino senza figli e vedove,
   i loro uomini muoiano assassinati
   e i loro giovani uccisi dalla spada in battaglia.
22 Si odano grida dalle loro case,
   quando improvvisamente farai piombare su di loro una torma di briganti,
poiché hanno scavato una fossa per catturarmi
   e hanno teso lacci ai miei piedi.
23 Tu conosci, Signore,
   ogni loro progetto di morte contro di me;
non lasciare impunita la loro iniquità
   e non cancellare il loro peccato dalla tua vista.
Inciampino alla tua presenza;
   al momento del tuo sdegno agisci contro di loro!

19 Così disse il Signore a Geremia: "Va' a comprarti una brocca di terracotta; prendi con te alcuni anziani del popolo e alcuni sacerdoti, 2 ed esci nella valle di Ben-Innòm, che è all'ingresso della porta dei Cocci. Là proclamerai le parole che io ti dirò. 3 Riferirai: Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e abitanti di Gerusalemme. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Ecco, io manderò su questo luogo una sventura tale che risuonerà negli orecchi di chiunque l'udrà, 4 poiché hanno abbandonato me e hanno reso straniero questo luogo per sacrificarvi ad altri dèi, che né essi né i loro padri né i re di Giuda conoscevano. Essi hanno riempito questo luogo di sangue innocente; 5 hanno costruito le alture di Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti a Baal, cosa che io non avevo comandato, di cui non avevo mai parlato, che non avevo mai pensato. 6 Perciò, ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali questo luogo non si chiamerà più Tofet e valle di Ben-Innòm, ma valle della Strage.

7 In questo luogo farò fallire i piani di Giuda e di Gerusalemme. Li farò cadere di spada davanti ai loro nemici e nelle mani di coloro che vogliono la loro vita, e darò i loro cadaveri in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra. 8 Ridurrò questa città a una desolazione e a oggetto di scherno; quanti le passeranno vicino resteranno sbigottiti e fischieranno di scherno davanti a tutte le sue ferite. 9 Farò loro mangiare la carne dei propri figli e la carne delle proprie figlie; si divoreranno tra loro per l'assedio e per l'angoscia che incuteranno loro i nemici e quanti vogliono la loro vita.

10 Tu, poi, spezzerai la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con te 11 e riferirai loro: Così dice il Signore degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più aggiustare. Allora si seppellirà persino in Tofet, perché non ci sarà più spazio per seppellire. 12 Così farò - oracolo del Signore - riguardo a questo luogo e ai suoi abitanti, rendendo questa città come Tofet. 13 Le case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno impure come il luogo del Tofet: tutte le case, sulle cui terrazze essi bruciavano incenso a tutto l'esercito del cielo e facevano libagioni ad altri dèi".

14 Quando Geremia tornò dal Tofet dove il Signore lo aveva mandato a profetizzare, si fermò nell'atrio del tempio del Signore e disse a tutto il popolo: 15 "Dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Ecco, io manderò su questa città e su tutte le sue borgate tutto il male che le ho preannunciato, perché essi si sono intestarditi, rifiutandosi di ascoltare le mie parole".

Geremia e Pascur

20 Pascur, figlio di Immer, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio del Signore, udì Geremia profetizzare queste cose. 2 Pascur ordinò di fustigare il profeta Geremia e quindi lo fece mettere ai ceppi nella prigione che si trovava presso la porta superiore di Beniamino, nel tempio del Signore. 3 Il giorno dopo, quando Pascur lo fece liberare dai ceppi, Geremia gli disse: "Il Signore non ti chiama più Pascur, ma Terrore all'intorno. 4 Perché così dice il Signore: Ecco, io darò in preda al terrore te e tutti i tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici davanti ai tuoi occhi. Consegnerò tutti gli abitanti di Giuda in mano al re di Babilonia, il quale li deporterà e li ucciderà di spada. 5 Consegnerò tutte le ricchezze di questa città e i suoi prodotti, tutti gli oggetti preziosi e i tesori dei re di Giuda in mano ai loro nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li porteranno a Babilonia. 6 Tu, Pascur, e tutti quelli della tua casa andrete in schiavitù; andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e tutti i tuoi cari, ai quali hai profetizzato tante menzogne".

Lamento di Geremia

7 Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
   mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
   ognuno si beffa di me.
8 Quando parlo, devo gridare,
   devo urlare: "Violenza! Oppressione!".
Così la parola del Signore è diventata per me
   causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
9 Mi dicevo: "Non penserò più a lui,
   non parlerò più nel suo nome!".
Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
   trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
   ma non potevo.
10 Sentivo la calunnia di molti:
   "Terrore all'intorno!
   Denunciatelo! Sì, lo denunceremo".
Tutti i miei amici
   aspettavano la mia caduta:
"Forse si lascerà trarre in inganno,
   così noi prevarremo su di lui,
   ci prenderemo la nostra vendetta".

11 Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
   per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
   sarà una vergogna eterna e incancellabile.
12 Signore degli eserciti, che provi il giusto,
   che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
   poiché a te ho affidato la mia causa!

13 Cantate inni al Signore,
   lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
   dalle mani dei malfattori.

14 Maledetto il giorno in cui nacqui;
   il giorno in cui mia madre mi diede alla luce non sia mai benedetto.
15 Maledetto l'uomo che portò a mio padre il lieto annuncio:
   "Ti è nato un figlio maschio",
   e lo colmò di gioia.
16 Quell'uomo sia come le città
   che il Signore ha distrutto senza compassione.
Ascolti grida al mattino
   e urla a mezzogiorno,
17 perché non mi fece morire nel grembo;
   mia madre sarebbe stata la mia tomba
   e il suo grembo gravido per sempre.
18 Perché sono uscito dal seno materno
   per vedere tormento e dolore
   e per finire i miei giorni nella vergogna?

Commento

Parole di fuoco

Gli insulti, l'opposizione, l'ostilità e il ridicolo che noi cristiani oggi spesso sperimentiamo a livello personale, sui social e attraverso i media, non sono nulla a confronto di ciò che Paolo, i Tessalonicesi e Geremia hanno sperimentato e molte altre persone sperimentano oggi.

Geremia è un vero profeta. Ascolta la parola di Dio: "Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia" (18,1). Dice: "Mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini" (v.5). Dio parla a Geremia attraverso l’immagine di un vasaio e dei suoi vasi. Lo stesso Paolo riprende e utilizza questa immagine (Romani 9,21). Siamo come argilla spirituale nelle mani di Dio, che ci modella secondo lo scopo che ha per la nostra vita.

Dopo aver ascoltato la parola del Signore, Geremia va e proclama le parole a lui dette dal Signore. Dice: "Ascoltate la parola del Signore… Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Ecco, io manderò su questo luogo una sventura tale che risuonerà negli orecchi di chiunque l'udrà" (vv.3.15a).

Ma essi non ascoltano (v.15b). Geremia viene picchiato e messo ai ceppi (20,2). Viene deriso e schernito (v.7). Non è facile per lui. A volte si è tentati di rinunciare a pronunciare le parole di Dio perché sappiamo che sarà doloroso. Ma Geremia conclude così:

"Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
   trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
   ma non potevo" (v.9, MSG).

Il fuoco della parola di Dio brucia così forte dentro di lui che non può smettere di parlare. Anche noi dovremmo essere come Geremia, e come lui dire: "Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso" (v.11a).

Preghiera

Signore, aiutami ad ascoltarti con attenzione e a non lasciarmi scoraggiare dall'opposizione, dagli insulti, dall'ostilità o dal ridicolo. Grazie perché la tua parola nel mio cuore è come un fuoco che non posso trattenere. Aiutami a trasmettere il messaggio con il tuo amore e la tua potenza.

La moglie di Nicky dice

1 Tessalonicesi 2,12

I genitori sono chiamati ad "incoraggiare, confortare e spronare" ogni giorno i propri figli. Nella Chiesa, che è una famiglia, siamo chiamati a fare lo stesso tra di noi.

Mi chiedo: chi potrei incoraggiare, confortare e spronare oggi a "vivere una vita degna di Dio"?

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NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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