Giorno 337

Dalla visione all'azione*

Sapienziali Proverbi 29,10-18
Nuovo Testamento 1 Giovanni 2,28-3,10
Antico Testamento Daniele 8,15-9,19

Introduzione

Jackie Pullinger ha trascorso la sua vita tra poveri ed indigenti, membri di gang, tossicodipendenti da eroina e da oppio. Ha aiutato migliaia di persone ad abbandonare la droga grazie al potere dello Spirito Santo. Ha visto la trasformazione di numerose vite e ha avuto un enorme impatto sulla città di Hong Kong.

Jackie ha scritto: "Ho trascorso più della metà della mia vita in un luogo buio e maleodorante perché ho avuto la 'visione' di un'altra città che brillava di luce; era il mio sogno. Non c'era più pianto, né morte o dolore. I malati venivano guariti, i tossicodipendenti liberati, gli affamati saziati. C'erano famiglie per gli orfani, case per i senzatetto e una nuova dignità per coloro che vivevano nella vergogna. Non avevo idea di come realizzare tutto questo, ma con 'zelo visionario' immaginavo di presentare agli abitanti di Walled City colui che poteva cambiare tutto: Gesù".

La visione è una "santa insoddisfazione": una profonda insoddisfazione per ciò che è, unita a una chiara comprensione di ciò che potrebbe essere. È un'immagine, "una visione mentale", del futuro che ispira speranza.

La visione senza azione è solo un sogno. L'azione senza visione è un incubo! Ma la visione unita all'azione può cambiare il mondo.

Sapienziali

Proverbi 29,10-18

 10 Gli uomini sanguinari odiano l'onesto,
   mentre i giusti hanno cura di lui.

  11 Lo stolto dà sfogo a tutto il suo malanimo,
   il saggio alla fine lo sa calmare.

  12 Se un principe dà ascolto alle menzogne,
   tutti i suoi ministri sono malvagi.

  13 Il povero e l'oppressore s'incontrano in questo:
   è il Signore che illumina gli occhi di tutti e due.

  14 Se un re giudica i poveri con equità,
   il suo trono è saldo per sempre.

  15 La verga e la correzione danno sapienza,
   ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.

  16 Quando dominano i malvagi, dominano anche i delitti,
   ma i giusti ne vedranno la rovina.

  17 Correggi tuo figlio e ti darà riposo
   e ti procurerà consolazioni.

  18 Quando non c'è visione profetica, il popolo è sfrenato;
   beato invece chi osserva la legge.

Commento

L'importanza della visione

"Quando non c'è visione profetica, il popolo è sfrenato" (v.18, KJV).

La parola ebraica usata per "visione" può essere tradotta anche come "rivelazione" (NIV). Si riferisce alla comunicazione di Dio ai suoi profeti. Dove non c'è una visione rivelatrice da parte di Dio, spesso c'è anarchia spirituale e politica: "Il popolo è sfrenato" (v.18).

Visione e moderazione dovrebbero andare di pari passo. Una visione guidata da passione e indignazione morale può portare ad una "rabbia incontrollata". Ma, è scritto, "Lo stolto dà sfogo a tutto il suo malanimo, il saggio alla fine lo sa calmare" (v.11). Come Martin Luther King, William Wilberforce e molti altri ancora, Jackie Pullinger è un esempio luminoso di leadership guidata da visione e moderazione insieme.

Nei brani di oggi vedremo esempi di buona e cattiva leadership. "Quando dominano i malvagi, dominano anche i delitti" (v.16, MSG). Quando invece "un re giudica i poveri con equità, il suo trono è saldo per sempre" (v.14, MSG).

Preghiera

Signore, ti prego di aiutarmi a sentire la tua voce e a conoscere di più chi sei.

Nuovo Testamento

1 Giovanni 2,28-3,10

28 E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta.

29 Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.

Il comandamento nuovo

3 Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 3 Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

4 Chiunque commette il peccato, commette anche l'iniquità, perché il peccato è l'iniquità. 5 Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. 6 Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l'ha visto né l'ha conosciuto.

7 Figlioli, nessuno v'inganni. Chi pratica la giustizia è giusto come egli è giusto. 8 Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore. Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9 Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato, perché un germe divino rimane in lui, e non può peccare perché è stato generato da Dio. 10 In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il suo fratello.

Commento

La potenza della visione

Gesù aveva una visione molto chiara della sua vita. Una visione che riuscì a combinare perfettamente con la sua azione: "Egli si manifestò per togliere i peccati" (3,5).

Giovanni dice: "Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo" (v.8). Con la sua morte e risurrezione, Gesù ha tolto i nostri peccati e ha distrutto le opere del diavolo.

Dio ci ama di un amore grande che ha riversato su di noi perché potessimo essere chiamati figli di Dio! Ed è questo ciò che siamo! (v.1)

Nel mandare suo figlio a morire per noi, la sua visione era chiara: che noi potessimo ricevere il suo amore, che un giorno potessimo diventare come Gesù e vedere Gesù "così come egli è" (v.2).

Dio ha una visione per la nostra vita. E anche noi dovremmo averne una. La nostra visione generale dovrebbe essere di diventare il più possibile simili a Gesù (v.3, MSG) e diventare come il Dio che adoriamo.

Se pensiamo a Dio come a un dio arrabbiato, diventeremo più arrabbiati. Se pensiamo a Dio come a un dio che giudica, noi stessi giudicheremo di più. Ma se adoreremo un Dio d'amore, diventeremo più ricchi di amore. Quando sperimentiamo l'amore di Dio per noi, è più facile aprirsi e amare gli altri.

Chi non pratica la retta via e chi non ama i propri fratelli o sorelle non è da Dio. (v. 10,MSG). L'amore e la vita retta sono i due aspetti che indicano di più che siamo figli di Dio.

Joyce Meyer ha detto: "Un tempo ero una peccatrice a tempo pieno, e ogni tanto 'accidentalmente' facevo qualcosa di giusto. Ma ora che ho trascorso molti anni a sviluppare un rapporto personale e profondo con Dio... faccio ancora degli errori, ma non così tanti come una volta. Non sono dove dovrei essere, ma grazie a Dio, non sono dove ero prima. Non faccio tutto bene, ma so che l'atteggiamento del mio cuore è giusto".

La nostra visione dovrebbe essere di stare vicini a Gesù. "E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta" (2,28, MSG).

Questa dovrebbe essere la visione principale della nostra vita. A volte tendiamo a focalizzarci su cose specifiche che crediamo che Dio ci abbia chiamati a fare, trascurando però la visione generale per la nostra vita. Dio è molto più interessato a come viviamo la nostra vita che ai risultati che otteniamo. Le nostre chiamate individuali sono buone e importanti, ma la nostra visione principale dovrebbe essere sempre quella di avvicinarci a Gesù.

Preghiera

Signore, grazie per la tua straordinaria visione per me: aiutami a diventare come Gesù e a riuscire a vederlo un giorno così come egli è.

Antico Testamento

Daniele 8,15-9,19

L'interpretazione della visione

15 Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto d'uomo; 16 intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulài, che gridava e diceva: "Gabriele, spiega a lui la visione".

17 Egli venne dove io ero e quando giunse io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: "Figlio dell'uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine".

18 Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare.

19 Egli disse: "Ecco, io ti faccio conoscere ciò che avverrà al termine dell'ira, poiché al tempo fissato ci sarà la fine. 20 Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di Media e di Persia; 21 il capro è il re di Iavan e il grande corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re. 22 Che quello sia stato spezzato e quattro ne siano sorti al posto di uno, significa che quattro regni sorgeranno dalla medesima nazione, ma non con la medesima potenza di lui.

23 Alla fine del loro regno, quando l'empietà avrà raggiunto il colmo, sorgerà un re audace, esperto in enigmi. 24 La sua potenza si rafforzerà, ma non per forza propria; causerà inaudite rovine, avrà successo nelle imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi. 25 Per la sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani, si insuperbirà in cuor suo e impunemente farà perire molti: insorgerà contro il principe dei prìncipi, ma verrà spezzato senza intervento di mano d'uomo.

26 La visione di sere e mattine, che è stata spiegata, è vera. Ora tu tieni segreta la visione, perché riguarda cose che avverranno fra molti giorni".

27 Io, Daniele, rimasi sfinito e mi sentii male per vari giorni: poi mi alzai e sbrigai gli affari del re: ma ero stupefatto della visione, perché non la potevo comprendere.

Preghiera di Daniele

9 Nell'anno primo di Dario, figlio di Serse, della progenie dei Medi, il quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei, 2 nel primo anno del suo regno io, Daniele, tentavo di comprendere nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e che si dovevano compiere per le rovine di Gerusalemme, cioè settant'anni. 3 Mi rivolsi al Signore Dio alla ricerca di un responso con preghiera e suppliche, con il digiuno, veste di sacco e cenere

4 e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore, mio Dio:

  "Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all'alleanza e benevolo verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, 5 abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! 6 Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

  7 A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che hanno commesso contro di te. 8 Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; 9 al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 10 non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo dei suoi servi, i profeti. 11 Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, si è allontanato per non ascoltare la tua voce;

  così si è riversata su di noi la maledizione sancita con giuramento, scritto nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui. 12 Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunciato contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande, che sotto tutto il cielo mai è accaduto nulla di simile a quello che si è verificato per Gerusalemme. 13 Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore, nostro Dio, convertendoci dalle nostre iniquità e riconoscendo la tua verità. 14 Il Signore ha vegliato sopra questo male, l'ha mandato su di noi, poiché il Signore, nostro Dio, è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce.

  15 Signore, nostro Dio, che hai fatto uscire il tuo popolo dall'Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome qual è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi. 16 Signore, secondo la tua giustizia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l'iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso tutti i nostri vicini.

  17 Ora ascolta, nostro Dio, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa' risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è devastato. 18 Porgi l'orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre distruzioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Noi presentiamo le nostre suppliche davanti a te, confidando non sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. 19 Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo".

Commento

Il compimento della visione

Daniele è un "visionario" in entrambi i sensi del termine. Riceve una rivelazione divina ("visione", parola che compare 7 volte in Daniele 8,15-27) e ha obiettivi visionari per la sua vita.

Nella prima parte del brano, incontriamo l'angelo Gabriele che interpreta la sua visione (v.16, questa è la prima volta nella Scrittura in cui un angelo viene menzionato per nome). Spiega a Daniele che la visione che ha avuto "riguarda il tempo della fine" (v.17). Dice: "La visione... è vera... riguarda cose che avverranno fra molti giorni" (v.26, MSG).

Questa visione ha sia un compimento storico sia un compimento a lungo termine. Il compimento storico riguarda probabilmente un periodo particolarmente buio della storia ebraica. Tra il 175 e il 164 a.C., il popolo si troverà sotto il governo di un re straniero, Antioco IV Epifane, il quale perseguiterà gli ebrei, bandirà il culto di Dio, profanerà il tempio e ucciderà migliaia di persone. Lo spirito che si impossesserà di Antioco e che gli permetterà di raggiungere il successo terreno (vv.23-25) sarà il medesimo che ispirerà l'anticristo finale negli ultimi giorni (vedi 2 Tessalonicesi 2,3-8; Romani 13,11.14).

Daniele profetizza che "verrà spezzato senza intervento di mano d'uomo" (Daniele 8,25). E così avverrà. Le truppe di Antioco marceranno su Gerusalemme, massacreranno 80.000 ebrei e imporranno il culto di Zeus. Ma improvvisamente e inaspettatamente, nel 164 a.C., Antioco morirà per una malattia sconosciuta.

Il compimento a lungo termine della profezia di Daniele riguarda invece Gesù. Gesù un giorno ritornerà e distruggerà il diavolo "con il soffio della sua bocca" (2 Tessalonicesi 2,8).

Daniele è visionario anche in un altro senso. Dice: "Tentavo di comprendere nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e che si dovevano compiere per le rovine di Gerusalemme, cioè settant'anni" (Daniele 9,2, MSG; vedi anche Geremia 25,11-12; 29,10, cioè dal 587 a.C. alla ricostruzione del tempio nel 516 a.C.).

In questo passo troviamo anche due chiavi essenziali per aprirsi alla possibilità di ricevere visioni specifiche per la propria vita. Primo, tutte le visioni divine sono radicate nella nostra comprensione delle Scritture. Daniele dice: "Tentavo di comprendere nei libri" (Daniele 9,2). Secondo: la realizzazione della visione inizia con la preghiera: "E feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore" (Daniele 9,4).

Si tratta di una libera apertura del suo cuore a Dio. È consapevole della grandezza e della misericordia di Dio e della propria indegnità. Ma è anche sicuro della capacità di Dio di rispondere alla sua preghiera.

Dio desidera che ci rivolgiamo a lui e che gli diciamo ciò che abbiamo nel cuore. Non dovremmo trattenerci o censurare qualcosa o cercare di apparire ciò che non siamo. Lui sa già tutto di noi; ma vuole sentire la nostra voce e parlarne con noi. Quando preghiamo, dovremmo essere noi stessi con Dio, e non come pensiamo che dovremmo essere.

Daniele confessa che hanno peccato in tutti i modi immaginabili, ignorando Dio e facendo ciò che volevano. Sono pieni di colpa e di vergogna (vv.3-16, MSG).

Tuttavia, sa che Dio non avrebbe mai abbandonato coloro che lo amano (v.4, MSG) e che "la misericordia e il perdono" appartengono al Signore (v.9, MSG).

Su questa base, prega per la sua città e la sua nazione (vv.17-19). La preghiera di Daniele viene esaudita. Anche noi possiamo gridare a Dio per la nostra città e la nostra nazione e credere che Dio risponderà alle nostre preghiere e realizzerà la visione che ci darà.

Preghiera

Signore, ti prego di donarmi una visione per la mia città e la mia nazione: per amore del tuo nome, abbi pietà di noi. Ravvivaci, guariscici e rendici capaci di glorificare il tuo nome.

La moglie di Nicky dice

1 Giovanni 3,1

"Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio".

In alcune traduzioni è scritto: "Quale grande amore ha profuso noi il Padre". "Profuso"… che parola così stravagante.

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Riferimenti

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Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Per ulteriori approfondimenti e/o proseguimento della lettura della Bibbia si rimanda al sito ufficiale BibbiaEdu nonché all’app La Sacra Bibbia.

\*Tricia Neill, From Vision to Action (Alpha International, 2006). In her book, Tricia draws on years of experience at HTB and Alpha International and offers valuable insights to church leaders on how to form a vision and turn it into reality.

Jackie Pullinger, Crack in the Wall (Hodder & Stoughton, 1997) p.15.

Joyce Meyer, The Everyday Life Bible (Faithwords, 2018) p.2101.

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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