Giorno 349

Fare cose difficili nel modo giusto

Sapienziali Proverbi 30,11-23
Nuovo Testamento Apocalisse 5,1-14
Antico Testamento Ester 9,1-10,3

Introduzione

Fare cose difficili richiede di essere come leoni: audaci, forti e coraggiosi. Fare cose nel modo giusto richiede di essere come agnelli: miti, mansueti e sottomessi. Nella vita dovremmo essere sia leoni che agnelli.

Ma come si può essere sia "leoni" che "agnelli"?

Nella serie di libri Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, il leone Aslan rappresenta Gesù. Nel più famoso di questi libri, Il leone, la strega e l'armadio, Aslan viene ucciso:

"'Legatelo, ho detto!- ripetè la Strega Bianca… - Dobbiamo sistemargli la criniera, prima di tutto -… Pur così tosato, Aslan… sembrava più coraggioso e paziente che mai. - Mettetegli la museruola! - ordinò la strega… Ora tutti si avvicinavano… lo canzonavano, lo coprivano di calci e pugni, sputavano su di lui indecentemente… Decisero di issare Aslan sulla Tavola di Pietra.

Più tardi, sentirono dietro di sè un rumore fortissimo, il fragore assordante di un lastrone gigantesco che si spacca... La grande Tavola di Pietra si era rotta in due pezzi, lungo una fessura trasversale che andava da parte a parte... Là, splendido nella luce del sole nascente, c'era Aslan. Più grande di come lo avevano visto prima, più nobile, più maestoso. Scuoteva la criniera… - Ma cosa significa? - …Aslan rispose… - quando al posto di un traditore viene immolata una vittima innocente e volontaria, la Tavola di Pietra si spezza e al sorgere del sole la morte stessa torna indietro".

Nel libro dell'Apocalisse, Gesù è descritto in piedi al centro del trono del cielo. È il Leone e l'Agnello. È sia vincitore ("ha vinto il leone", 5,5) sia vittima ("sei stato immolato", v.9). In modo magnifico e potente, C.S. Lewis mostra come Gesù è sia "il Leone della tribù di Giuda" (Apocalisse 5,5) sia "l’Agnello in piedi, come immolato" (v.6).

Sapienziali

Proverbi 30,11-23

  11 C'è gente che maledice suo padre
   e non benedice sua madre.
  12 C'è gente che si crede pura,
   ma non si è lavata della sua lordura.
  13 C'è gente dagli occhi così alteri
   e dalle ciglia così altezzose!
  14 C'è gente i cui denti sono spade
   e le cui mascelle sono coltelli,
  per divorare gli umili eliminandoli dalla terra
   e togliere i poveri di mezzo agli uomini.

  15 La sanguisuga ha due figlie:
   "Dammi! Dammi!".

  Tre cose non si saziano mai,
   anzi quattro non dicono mai: "Basta!":
  16 il regno dei morti, il grembo sterile,
   la terra mai sazia d'acqua
   e il fuoco che mai dice: "Basta!".

  17 L'occhio che guarda con scherno il padre
   e si rifiuta di ubbidire alla madre
  sia cavato dai corvi della valle
   e divorato dagli aquilotti.

  18 Tre cose sono troppo ardue per me,
   anzi quattro, che non comprendo affatto:
  19 la via dell'aquila nel cielo,
   la via del serpente sulla roccia,
  la via della nave in alto mare,
   la via dell'uomo in una giovane donna.

  20 Così si comporta la donna adultera:
   mangia e si pulisce la bocca
   e dice: "Non ho fatto nulla di male!".

  21 Per tre cose freme la terra,
   anzi quattro non può sopportare:
  22 uno schiavo che diventa re
   e uno stolto che si sazia di pane,
  23 una donna già trascurata da tutti che trova marito
   e una schiava che prende il posto della padrona.

Commento

Essere purificati dall'Agnello immolato

Abbiamo tutti bisogno di essere purificati dal nostro peccato o, come dice l'autore di Proverbi, dalla nostra "lordura" (v.12). Questa "lordura" del peccato si presenta in molte forme e travestimenti:

  • Non dando sufficiente benedizione e obbedienza ai nostri genitori (vv.11-12.17).
  • L'orgoglio, che può manifestarsi sotto forma di occhi "alteri" e sguardi "altezzosi" (v.13). Dovremmo sempre evitare di essere altezzosi e di pensare di essere migliori degli altri (MSG).
  • Non prendendosi cura degli "umili" e dei "poveri" (v.14).
  • Il peccato sessuale, che si giustifica dicendo: "Non ho fatto nulla di male" (v.20).

La condizione peggiore è non riconoscere il bisogno di essere purificati (v.12). Essere purificati dai nostri peccati è una cosa meravigliosa.

Nel brano del Nuovo Testamento di oggi vediamo l'intera creazione adorare l'Agnello che è stato immolato: "Perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione" (Apocalisse 5,9). È il sangue di Gesù che "ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1,7).

Preghiera

Signore, a volte ci crediamo puri e non bisognosi della tua purificazione (Proverbi 30,12). Ti prego di purificarci con il sangue dell'Agnello, attraverso il quale siamo stati da te acquistati.

Nuovo Testamento

Apocalisse 5,1-14

Il libro dei sette sigilli e l'Agnello

5 E vidi, nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. 2 Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: "Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?". 3 Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro e di guardarlo. 4 Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire il libro e di guardarlo. 5 Uno degli anziani mi disse: "Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli".

6 Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. 7 Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. 8 E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, 9 e cantavano un canto nuovo:

  "Tu sei degno di prendere il libro
   e di aprirne i sigilli,
  perché sei stato immolato
   e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
   uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione,
  10 e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti,
   e regneranno sopra la terra".

11 E vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia 12 e dicevano a gran voce:

  "L'Agnello, che è stato immolato,
   è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza,
   onore, gloria e benedizione".

13 Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano:

  "A Colui che siede sul trono e all'Agnello
   lode, onore, gloria e potenza,
  nei secoli dei secoli".

14 E i quattro esseri viventi dicevano: "Amen". E gli anziani si prostrarono in adorazione.

Commento

Adorare l'Agnello che è anche Leone

A volte mi capita di affrontare situazioni in cui dovrei essere leone, ma poi mi comporto da agnello. Invece di essere audace, risoluto e coraggioso, rispondo in modo mite. Altre volte dovrei essere agnello, ma mi comporto da leone. Invece di essere mite, mansueto e sottomesso, reagisco in modo feroce.

Gesù ha affrontato avversari potenti con coraggio da leone: ad esempio, cacciando i cambiavalute dal tempio. Ha anche affrontato situazioni in cui avrebbe potuto essere risoluto, ma non l'ha fatto. Con la donna colta in adulterio (Giovanni 8,1-11), ad esempio, si è comportato in modo gentile e mite come un agnello. Gesù è l'esempio supremo da seguire.

Ti sei mai chiesto, o chiesta, cosa stia avvenendo in cielo, ad esempio in questo momento? Giovanni parla di milioni di persone che adorano Gesù: "il Leone" che è anche "l'Agnello". Gesù è la chiave per comprendere la storia e la salvezza.

Sulla terra è così difficile capire cosa stia succedendo, o capire quali siano i piani e gli scopi di Dio per la storia, la salvezza e la nostra vita. Il libro "sigillato con sette sigilli" (Apocalisse 5,1) rappresenta probabilmente il piano e lo scopo di Dio.

Nessuno in cielo, né in terra, né sotto terra è degno di aprire quel libro, tranne Gesù: "Il Leone della tribù di Giuda" che "ha vinto" (vv.2-5).

Solo Gesù può aprire i segreti della storia, conoscere il piano di salvezza di Dio e il suo scopo per ciascuno di noi. Un'immagine questa della maestà e regalità di Gesù.

Il Leone è anche un Agnello: "Un Agnello, in piedi, come immolato… Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello" (vv.6-8, MSG).

L'Agnello è adorato da tutto l'ordine creato e dall'intera Chiesa, la quale si prostra davanti a lui.

Qui osserviamo un fatto sorprendente: le nostre preghiere sulla terra producono un effetto in cielo: avevano "ciascuno una cetra e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi" (v.8, MSG). Le nostre preghiere possono fare la differenza: riempiono le coppe d'oro del cielo.

Cantavano un canto nuovo... "Hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra" (vv.9-10).

"E vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia" (v.11a). In cielo ci sono milioni e milioni di angeli che adorano Gesù:

  "L'Agnello, che è stato immolato,
   è degno di ricevere potenza e ricchezza,
   sapienza e forza, onore, gloria e benedizione" (v.12, MSG).

Nelle grandi folle che adorano Gesù c'è qualcosa di straordinariamente potente. Un'esperienza che ogni anno abbiamo modo di sperimentare alla Leadership Conference, quando persone provenienti da oltre cento nazioni e numerose lingue - popoli e tribù tutti insieme - si incontrano per adorare Gesù. Un'anticipazione di paradiso.

In questo brano osserviamo che l'attività del cielo è l'adorazione di Gesù. In cieli, canteremo canti di redenzione. Tutto il cielo scoppia di lode (v.13). C'è una grande orchestra e un magnifico coro e tutti i tipi di musica in armonia. Siamo stati creati per adorare la gloria di Dio, che si è rivelata in Gesù Cristo, il Leone che è anche l'Agnello.

Preghiera

Signore, ti adoriamo come il Leone della tribù di Giuda che ha vinto e come l' Agnello che è stato immolato. Signore, desideriamo diventare più simili a Gesù. Aiutaci a capire quando essere audaci e coraggiosi come un leone e quando essere miti e gentili come un agnello.

Antico Testamento

Ester 9,1-10,3

Vendetta e festa

9 Nel dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, il tredici del mese, quando l'ordine del re e il suo decreto dovevano essere eseguiti, il giorno in cui i nemici dei Giudei speravano di averli in loro potere, avvenne invece tutto il contrario, poiché i Giudei ebbero in mano i loro nemici. 2 I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per stendere la mano contro quelli che cercavano di fare loro del male; nessuno poté resistere loro, perché il timore dei Giudei era piombato su tutti i popoli. 3 Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perché il timore di Mardocheo era piombato su di loro. 4 Mardocheo, infatti, era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la sua fama; quest'uomo, Mardocheo, diventava sempre più potente.

5 I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli; fecero dei nemici quello che vollero. 6 Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uomini 7 e misero a morte Parsandàta, Dalfòn, Aspàta, 8 Poràta, Adalià, Aridàta, 9 Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta, 10 i dieci figli di Aman, figlio di Ammedàta, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio.

11 Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re. 12 Il re disse alla regina Ester: "Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman; che cosa avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che cosa chiedi di più? Ti sarà dato. Che cos'altro desideri? Sarà fatto!".

13 Allora Ester disse: "Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi; siano impiccati al palo i dieci figli di Aman".

14 Il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa e i dieci figli di Aman furono appesi al palo. 15 I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non si diedero al saccheggio.

16 Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici; uccisero settantacinquemila tra quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio. 17 Questo avvenne il tredici del mese di Adar; il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.

18 I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredici e il quattordici di quel mese; il quindici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.

19 Perciò i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da mura, fanno del quattordici del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli altri.

20 Mardocheo mise per iscritto questi avvenimenti e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, 21 per stabilire loro che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adar, 22 come giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dai loro nemici e il mese in cui il loro dolore si mutò in gioia, il loro lutto in festa, e perché li trascorressero come giorni di banchetto e di gioia, scambiandosi regali e facendo doni ai poveri.

23 I Giudei ratificarono quello che avevano già cominciato a fare e che Mardocheo aveva loro prescritto. 24 Aman, infatti, il figlio di Ammedàta, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il pur, cioè la sorte, per confonderli e farli perire. 25 Ma quando Ester si fu presentata al re, questi ordinò con uno scritto che la scellerata trama di Aman contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo. 26 Perciò quei giorni furono chiamati Purìm dalla parola pur. In conformità a tutto ciò che era contenuto in quella lettera, e in seguito a quanto avevano visto a questo proposito ed era loro accaduto, 27 i Giudei stabilirono e accettarono per sé, per la loro stirpe e per quanti si fossero uniti a loro, di celebrare in modo irrevocabile ogni anno quei due giorni, secondo le disposizioni di quello scritto e alla data fissata. 28 Questi giorni devono essere commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città; questi giorni di Purìm non devono cessare mai di essere celebrati fra i Giudei e il loro ricordo non dovrà mai cancellarsi fra i loro discendenti.

29 La regina Ester, figlia di Abicàil, e Mardocheo, il Giudeo, scrissero con piena autorità, per dare valore a questa loro seconda lettera relativa ai Purìm. 30 Si mandarono lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole di pace e di fedeltà, 31 per stabilire questi giorni di Purìm nelle loro date precise, come avevano stabilito loro Mardocheo, il Giudeo, e la regina Ester, e avevano disposto per sé e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro lamento. 32 Così la disposizione di Ester stabilì gli ordinamenti di questi Purìm e fu scritta in un libro.

Elogio di Mardocheo

10 Il re Assuero impose un tributo alla terra e alle isole del mare. 2 Tutte le gesta potenti e valorose di Mardocheo, e i particolari che narrano della dignità a cui il re lo aveva elevato, non sono forse descritti nel libro delle Cronache dei re di Media e di Persia? 3 Infatti Mardocheo, il Giudeo, era il secondo dopo il re Assuero, grande fra i Giudei e amato dalla moltitudine dei suoi fratelli; egli cercava il bene del suo popolo e si prendeva a cuore la prosperità di tutta la sua stirpe.

Commento

Celebrare il trionfo del Leone della tribù di Giuda

Gesù è il Leone che rovescia le sorti dei nostri nemici spirituali. È colui contro il quale nessuno può opporsi. È il motivo della festa, della gioia e della celebrazione. In definitiva, è il motivo per cui facciamo regali il giorno di Natale, per celebrare la sua venuta e il suo trionfo.

Ester è un "tipo" di Cristo, cioè la sua vita è prefigurazione di Gesù. Umanamente parlando, se non fosse stato per lei, la nazione ebraica sarebbe stata distrutta. La sua azione porta alla sconfitta del malvagio, Aman, e alla libertà, alla gioia e al trionfo del popolo di Dio: "Le lettere scritte dal re erano giunte... nessuno resistette per paura di loro" (9,1-2).

L'esempio di Ester è un incoraggiamento a confidare in Dio e sul fatto che alla fine nessuno male pianificato contro di noi avrà successo. Dio ha promesso che in Gesù ci darà la vittoria.

Nel frattempo, siamo esortati ad agire da leoni, con coraggio, come Ester e Mardocheo, e ad essere disponibili a sacrificare la nostra vita in obbedienza al proposito di Dio.

Il popolo di Dio viene liberato dall'oppressione. Essi "si riposarono e trascorsero quel giorno di riposo con gioia ed esultanza" (v.17, MSG).

Questi eventi sono prefigurazione del grande evento di trionfo del "Leone della tribù di Giuda", del "Germoglio di Davide" (Apocalisse 5,5), attraverso la vita, la morte e la risurrezione di Gesù.

Gesù farà sì che il dolore si trasformi in gioia, il lutto diventi festa, gioia e risate, con "scambi di regali" e "doni ai poveri" (Ester 9,22, MSG). Aspetti questi che dovrebbero far parte della nostra celebrazione.

Preghiera

Signore, grazie per la vittoria finale del Leone, che è anche l'Agnello che è stato immolato. "A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli" (Apocalisse 5,13).

La moglie di Nicky dice

Apocalisse 5,8b

"Avendo ciascuno una cetra e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi".

Mi piace il fatto che le coppe siano fatte d'oro, ad indicare che le nostre preghiere sono preziose. Ed è bello sapere che tutte le nostre preghiere, anche le mie, vanno nelle coppe.

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C.S. Lewis, in The Lion, the Witch and the Wardrobe (London: HarperCollins) pp.138–140,146–148,166. Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®.

Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
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