Giorno 37

Le cose segrete

Sapienziali Salmi 18,38-43
Nuovo Testamento Matteo 24,32-25,13
Antico Testamento Giobbe 38,1-40,2

Introduzione

All’inizio della mia esperienza di cristiano, pensavo che ogni persona credente dovesse conoscere la risposta ad ogni domanda sulla fede. Ma poi ho studiato la Bibbia e mi sono reso conto che non abbiamo bisogno di conoscere tutto. Esiste una sorta di sano agnosticismo, che potrebbe essere descritto come agnosticismo biblico.

Ci sono domande di cui conosciamo la risposta ed altre di cui non conosciamo la risposta e alle quali possiamo solo rispondere con: "Non lo so": "Le cose occulte appartengono al Signore, nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi" (Deuteronomio 29,28a).

Su ciò che è conosciuto e chiaro nella Bibbia, anche noi dobbiamo essere chiari. Non dobbiamo essere agnostici su ciò che possiamo sapere. Come pure non dobbiamo essere dogmatici sulle cose delle quali la Bibbia è agnostica.

Nei brani di oggi analizzeremo tre esempi di grandi domande che le persone di oggi spesso si pongono. Di ciascuna di queste domande ci sono cose che sappiamo ("le cose rivelate") e cose che non sappiamo ("le cose segrete").

Sapienziali

Salmi 18,38-43

38 Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti,
  non sono tornato senza averli annientati.
39 Li ho colpiti e non si sono rialzati,
  sono caduti sotto i miei piedi.
40 Tu mi hai cinto di forza per la guerra,
  hai piegato sotto di me gli avversari.
41 Dei nemici mi hai mostrato le spalle:
  quelli che mi odiavano, li ho distrutti.
42 Hanno gridato e nessuno li ha salvati,
  hanno gridato al Signore, ma non ha risposto.
43 Come polvere al vento li ho dispersi,
  calpestati come fango delle strade.

Commento

Cosa mi riserva il futuro?

C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sentivo particolarmente catastrofista, soprattutto riguardo alla salute. Per il minimo dolore o sintomo, davo per scontato il peggio. Un amico me lo ha fatto notare e mi ha aiutato. Mi ha detto che catastrofizzare significa "sopravvalutare il pericolo e sottovalutare la nostra capacità di affrontarlo".

La catastrofizzazione porta alla paura ed è l'opposto della fede. La paura ti dice che non sarai in grado di farcela. Al contrario, la fede ti dice che tuo Padre nei cieli sa quando avrai bisogno di forza per affrontare le situazioni e ti fornirà tutto ciò di cui hai bisogno al momento giusto. Dio ti armerà della forza di cui hai bisogno per affrontare tutto ciò che ti aspetta.

Con l’aiuto di Dio, Davide vince su tutti i suoi nemici. Ripensando a quelle battaglie, dice: "Li ho colpiti e non si sono rialzati, sono caduti sotto i miei piedi" (v.39). Ma i nemici e le battaglie che avrebbe dovuto affrontare non erano finite.

  1. Cosa non sai

Come Davide, nessuno di noi conosce il futuro e le battaglie che dovremo affrontare. Ma conoscerle non sarebbe poi di così grande aiuto.

  1. Cosa sai

Come dice il proverbio: "Non sappiamo cosa riserva il futuro, ma sappiamo chi possiede il futuro". Ciò che Davide sa è che in passato, grazie alla forza ricevuta da Dio, molti nemici "sono caduti sotto i [suoi] piedi" (v.39). Lui sa che Dio lo aiuterà anche in futuro. E anche noi oggi possiamo sapere che nel momento del bisogno Dio ci donerà la forza.

Preghiera

Signore, grazie perché so che il tuo Spirito Santo al momento giusto mi donerà la forza per affrontare tutte le battaglie che mi aspettano.

Nuovo Testamento

Matteo 24,32-25,13

32 Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33 Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. 34 In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

La venuta del Figlio dell’uomo

36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre. 37 Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.

42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo.

45 Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? 46 Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! 47 Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. 48 Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda", 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, 50 il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, 51 lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti.

La parabola delle dieci vergini

25Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; 4 le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

6 A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!".

7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono".

9 Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

10 Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!".

12 Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.

Commento

Quando tornerà Gesù?

Gesù parla del suo ritorno, della sua seconda venuta. Dice che a tale riguardo ci sono cose che non puoi sapere e cose che dovresti sapere. "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo…" (24,42-43, MSG).

  1. Cosa non sai

Gesù fa sapere che nessuno sa quando tornerà. Dice: "Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre" (v.36). Ci sono state cose che neppure Gesù sapeva (mentre era sulla terra) e rispetto alle quali ha dovuto dire: "Non lo so".

Quanto tempo ed energie sono state spese in passato per cercare di indovinare l'ora esatta del ritorno di Gesù. Ma ciò che dobbiamo fare non è scoprire quando Gesù tornerà ma capire perché dovremmo "vegliare" (v.42) e prepararci per il suo ritorno.

  1. Cosa sai

Gesù dice di imparare dalla pianta di fico: “Quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina" (24,32). Ci suggerisce di porre attenzione ai segni, perché dai segni possiamo sapere che la venuta di Gesù è vicina. Perciò "vegliate" (v.42; 25,13) e "tenetevi pronti" (24,44).

Sappiamo inoltre che sebbene la sua venuta sia vicina, potrebbe passare molto tempo prima che ciò avvenga (25,5), e che verrà "nell'ora che non immaginate" (24,44). Indipendentemente dal momento in cui questo avverrà, sarà una sorpresa per tutti e sarà fondamentale essere pronti.

Ma cosa significa essere pronti per il suo ritorno? Per aiutarci a capire, Gesù parla della differenza tra servo fidato e prudente e servo malvagio (vv.45-51). Il servo fedele e prudente è attento e pronto per il ritorno del suo padrone, è fedele alle sue istruzioni e ammirevole nel modo in cui tratta gli altri. Il servo malvagio invece non segue le istruzioni del suo padrone ed è malvagio nel modo in cui tratta gli altri. Il finale per i due servi è completamente diverso (vedi v.47 e v.51). Essere pronti per il ritorno di Gesù significa allora amare Dio e amare gli altri.

Nella parabola delle vergini troviamo la chiave per capire ancora di più il significato di essere pronti per il ritorno di Gesù. Alle vergini che hanno dormito e non sono pronte, lo sposo dice: "Non vi conosco" (25,12). Notiamo che la chiave è nel tipo di conoscenza che abbiamo di Gesù. Non si tratta di una conoscenza intellettuale ma di una conoscenza personale.

Non si tratta di ciò che sai, ma di chi conosci. Si tratta di avere una relazione personale con lo sposo. Alla fine, ciò che conta più di ogni altra cosa è conoscere Gesù (Giovanni 17,3).

Preghiera

Signore, grazie perché tutto ciò che conta alla fine è che io ti conosca. Aiutami ogni giorno a conoscerti di più.

Antico Testamento

Giobbe 38,1-40,2

La grande teofania

38Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all'uragano:

2 "Chi è mai costui che oscura il mio piano
  con discorsi da ignorante?
3 Cingiti i fianchi come un prode:
  io t'interrogherò e tu mi istruirai!

4 Quando ponevo le fondamenta della terra,
  tu dov'eri? Dimmelo, se sei tanto intelligente!
5 Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
  o chi ha teso su di essa la corda per misurare?
6 Dove sono fissate le sue basi
  o chi ha posto la sua pietra angolare,
7 mentre gioivano in coro le stelle del mattino
  e acclamavano tutti i figli di Dio?

8 Chi ha chiuso tra due porte il mare,
  quando usciva impetuoso dal seno materno,
9 quando io lo vestivo di nubi
  e lo fasciavo di una nuvola oscura,
10 quando gli ho fissato un limite,
  e gli ho messo chiavistello e due porte
11 dicendo: "Fin qui giungerai e non oltre
  e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde"?

12 Da quando vivi, hai mai comandato al mattino
  e assegnato il posto all'aurora,
13 perché afferri la terra per i lembi
  e ne scuota via i malvagi,
14 ed essa prenda forma come creta premuta da sigillo
  e si tinga come un vestito,
15 e sia negata ai malvagi la loro luce
  e sia spezzato il braccio che si alza a colpire?

16 Sei mai giunto alle sorgenti del mare
  e nel fondo dell'abisso hai tu passeggiato?
17 Ti sono state svelate le porte della morte
  e hai visto le porte dell'ombra tenebrosa?
18 Hai tu considerato quanto si estende la terra?
  Dillo, se sai tutto questo!

19 Qual è la strada dove abita la luce
  e dove dimorano le tenebre,
20 perché tu le possa ricondurre dentro i loro confini
  e sappia insegnare loro la via di casa?
21 Certo, tu lo sai, perché allora eri già nato
  e il numero dei tuoi giorni è assai grande!

22 Sei mai giunto fino ai depositi della neve,
  hai mai visto i serbatoi della grandine,
23 che io riserbo per l'ora della sciagura,
  per il giorno della guerra e della battaglia?
24 Per quali vie si diffonde la luce,
  da dove il vento d'oriente invade la terra?
25 Chi ha scavato canali agli acquazzoni
  e una via al lampo tonante,
26 per far piovere anche sopra una terra spopolata,
  su un deserto dove non abita nessuno,
27 per dissetare regioni desolate e squallide
  e far sbocciare germogli verdeggianti?
28 Ha forse un padre la pioggia?
  O chi fa nascere le gocce della rugiada?
29 Da qual grembo esce il ghiaccio
  e la brina del cielo chi la genera,
30 quando come pietra le acque si induriscono
  e la faccia dell'abisso si raggela?

31 Puoi tu annodare i legami delle Plèiadi
  o sciogliere i vincoli di Orione?
32 Puoi tu far spuntare a suo tempo le costellazioni
  o guidare l'Orsa insieme con i suoi figli?
33 Conosci tu le leggi del cielo
  o ne applichi le norme sulla terra?

34 Puoi tu alzare la voce fino alle nubi
  per farti inondare da una massa d'acqua?
35 Scagli tu i fulmini
  ed essi partono dicendoti: "Eccoci!"?
36 Chi mai ha elargito all'ibis la sapienza
  o chi ha dato al gallo intelligenza?
37 Chi mai è in grado di contare con esattezza le nubi
  e chi può riversare gli otri del cielo,
38 quando la polvere del suolo diventa fango
  e le zolle si attaccano insieme?

39 Sei forse tu che vai a caccia di preda per la leonessa
  e sazi la fame dei leoncelli,
40 quando sono accovacciati nelle tane
  o stanno in agguato nei nascondigli?
41 Chi prepara al corvo il suo pasto,
  quando i suoi piccoli gridano verso Dio
  e vagano qua e là per mancanza di cibo?

39Sai tu quando figliano i camosci
  o assisti alle doglie delle cerve?
2 Conti tu i mesi della loro gravidanza
  e sai tu quando devono partorire?
3 Si curvano e si sgravano dei loro parti,
  espellono i loro feti.
4 Robusti sono i loro figli, crescono all'aperto,
  se ne vanno e non tornano più da esse.

5 Chi lascia libero l'asino selvatico
  e chi ne scioglie i legami?
6 Io gli ho dato come casa il deserto
  e per dimora la terra salmastra.
7 Dei rumori della città se ne ride
  e non ode le urla dei guardiani.
8 Gira per le montagne, sua pastura,
  e va in cerca di quanto è verde.

9 Forse il bufalo acconsente a servirti
  o a passare la notte presso la tua greppia?
10 Puoi forse legare il bufalo al solco con le corde,
  o fargli arare le valli dietro a te?
11 Ti puoi fidare di lui, perché la sua forza è grande,
  e puoi scaricare su di lui le tue fatiche?
12 Conteresti su di lui, perché torni
  e raduni la tua messe sull'aia?

13 Lo struzzo batte festosamente le ali,
  come se fossero penne di cicogna e di falco.
14 Depone infatti sulla terra le uova
  e nella sabbia le lascia riscaldare.
15 Non pensa che un piede può schiacciarle,
  una bestia selvatica calpestarle.
16 Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi,
  della sua inutile fatica non si preoccupa,
17 perché Dio gli ha negato la saggezza
  e non gli ha dato in sorte l'intelligenza.
18 Ma quando balza in alto,
  si beffa del cavallo e del suo cavaliere.

19 Puoi dare la forza al cavallo
  e rivestire di criniera il suo collo?
20 Puoi farlo saltare come una cavalletta,
  con il suo nitrito maestoso e terrificante?
21 Scalpita nella valle baldanzoso
  e con impeto va incontro alle armi.
22 Sprezza la paura, non teme,
  né retrocede davanti alla spada.
23 Su di lui tintinna la faretra,
  luccica la lancia e il giavellotto.
24 Con eccitazione e furore divora lo spazio
  e al suono del corno più non si tiene.
25 Al primo suono nitrisce: "Ah!"
  e da lontano fiuta la battaglia,
  gli urli dei capi e il grido di guerra.

26 È forse per il tuo ingegno che spicca il volo
  lo sparviero e distende le ali verso il meridione?
27 O al tuo comando l'aquila s'innalza
  e costruisce il suo nido sulle alture?
28 Vive e passa la notte fra le rocce,
  sugli spuntoni delle rocce o sui picchi.
29 Di lassù spia la preda
  e da lontano la scorgono i suoi occhi.
30 I suoi piccoli succhiano il sangue
  e dove sono cadaveri, là essa si trova".

40Il Signore prese a dire a Giobbe:

2 "Il censore vuole ancora contendere con l'Onnipotente?
  L'accusatore di Dio risponda!"

Commento

Perché Dio permette la sofferenza? video

Siamo giunti all'apice del libro di Giobbe. Per molti capitoli, Giobbe e i suoi amici hanno posto domande a Dio. Ora le cose cambiano ed è Dio che inizia a fare domande. Un passaggio, questo, che potrebbe essere definito come "l'esame finale di Giobbe". Nella sua prova d'esame, ci sono domande di cui Giobbe non conosce le risposte.

Spesso le persone si chiedono: "Perché Dio permette la sofferenza?" Nel provare a rispondere a questa domanda, scopriamo che ci sono cose che sappiamo e cose che non sappiamo. Gli amici di Giobbe lo avevano accusato e Dio si era lamentato dicendo che facevano "discorsi da ignorante" (38,2). Invece di dire: "Non lo so", cercavano di spiegare la sofferenza di Giobbe, ma senza conoscerne davvero le risposte.

  1. Cosa non sai

Con un linguaggio poetico, Dio pone a Giobbe quarantanove domande sull'universo naturale. Se avesse avuto la possibilità di rispondere, Giobbe avrebbe sicuramente risposto: "Non lo so". Molte delle domande iniziano con: "Conosci tu...?" o "Sai tu...?"(v.33; 39,1-2). È quasi come se Dio stesse amorevolmente prendendo in giro Giobbe. Dice: "Se lo sai!" (38,5) e: "Dillo, se sai tutto questo!" (v.18b, AMP).

Il punto è che queste domande ci dimostrano il fatto che ci sono cose che come essere umani non conosciamo: sono le "cose segrete" di Dio, che appartengono solo a lui. Come nel caso della sofferenza ad esempio: teologi e filosofi di tutti i tempi hanno da sempre analizzato e discusso l'argomento sofferenza ma senza mai trovarne una soluzione semplice e completa.

Nel mezzo di una situazione di sofferenza, non è facile o sempre possibile capirne il perché. A Giobbe, Dio non spiega mai il perché della sua sofferenza (anche se parte della risposta è data all'inizio del libro), ma gli dice che c’è una buona ragione. Fa notare a Giobbe che le sue conoscenze sull'universo sono poche e gli chiede di fidarsi di lui.

Il libro di Giobbe non parla tanto del perché Dio permetta la sofferenza (teodicea) ma della presenza di Dio nel mezzo della sofferenza (teofania) e di come dovremmo reagire in queste situazioni.

  1. Cosa sai

Nel brano di domani Giobbe riconoscerà che alcune cose sono "troppo meravigliose” per lui, “superiori” a lui, che lui non comprende" (42,3). Nella nostra vita quindi ci sono cose che non comprenderemo mai. Ma ce ne sono altre che possiamo conoscere: "Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile" (v.2).

Una di queste è che Dio ha il controllo su tutto e che quindi abbiamo la possibilità di vivere in pace ed essere sicuri che in ogni cosa Dio opererà per il bene di coloro che lo amano (Romani 8,28).

Preghiera

Signore, so che puoi fare ogni cosa e il tuo disegno non può essere vanificato dall’uomo. Aiutami a guardare con umiltà le cose segrete, che non posso conoscere, e a fidarmi di ciò che posso conoscere.

La moglie di Nicky dice

Matteo 24,44

"Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo".

Di tanto in tanto, quando non aspetto nessuno e non ci sono riunioni in casa, mi distraggo ed evito di riassettare la tavola dalla colazione o dal caos generale. Poi suonano il campanello e arrivano dei visitatori inaspettati. Allora mi ritrovo a buttare le cose nella lavastoviglie e il cibo nel frigorifero. Conosco il panico di essere colta impreparata. E mi immagino il panico di quando Gesù ritornerà. Ma Gesù non cerca una casa ordinata, ma un cuore che desidera incontrarlo. E questo richiede un lavoro costante.

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Riferimenti

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Sacra Bibbia Italiana Cattolica, testo CEI 2008 a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Utilizzata con permesso.

Copyright © 2008 — 2019 Diritti d'autore riservati su testo e commento Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Per una risposta più dettagliata sul tema della sofferenza, leggi il Capitolo 1 del libro Searching Issues di Nicky Gumbel.

Le citazioni della Scrittura indicate con (MSG, AMP, NIVUK, NKJV, NLT, ecc.) riportano comunque il testo CEI®. Indicano i testi qui di seguito elencati a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

NIV - New International Version Anglicised - Copyright © 1979, 1984, 2011 Biblica, già International Bible Society
MSG - The Message - Copyright © 1993, 1994, 1995, 1996, 2000, 2001, 2002.
AMP - Amplified® Bible, Copyright © 1954, 1958, 1962, 1964, 1965, 1987 - Casa Editrice The Lockman Foundation NKJV - New King James Version®. Copyright © 1982 - Casa Editrice Thomas Nelson NLT - New Living Translation - Copyright © 1996, 2004, 2015, 2017 - Casa Editrice Tyndale House Fondation

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