Giorno 201

Solo grazia

Sapienziali Proverbi 17,15-24
Nuovo Testamento Romani 5,12-21
Antico Testamento Amos 8,1-9,15

Introduzione

Molti esperti oggi concordano sul fatto che il principale problema del mondo non sia la troppa povertà, la carenza di democrazia, di acqua o di vaccinazioni antivirali, ma la mancanza di giustizia. Due terzi della popolazione mondiale oggi vive in paesi con sistemi giudiziari corrotti o inefficienti. La mancanza di giustizia ha conseguenze enormi sul mondo ed in particolare sulle fasce più povere della popolazione.

Nella Bibbia, giustizia e grazia sono temi importanti, che si rincorrono continuamente. Senza una comprensione chiara della giustizia, non possiamo comprendere la grazia. La grazia può essere definita in molti modi. Uno di questi è: "Amore immeritato". In inglese, la parola Grace (grazia) può essere vista come acronimo di:

God's Riches At Christ's Expense, che significa: "Le ricchezze di Dio a spese di Cristo". Nei brani di oggi vedremo che grazie a Gesù Cristo ora la grazia è disponibile a tutti, e quindi anche a me e a te.

Sapienziali

Proverbi 17,15-24

15 Assolvere il reo e condannare il giusto:
  ecco due cose che il Signore ha in orrore.

16 A che serve il denaro in mano allo stolto?
  Per comprare la sapienza, se non ha senno?

17 Un amico vuol bene sempre,
  è nato per essere un fratello nella sventura.

18 È privo di senno l'uomo che dà la sua mano
  e si fa garante per il suo prossimo.

19 Chi ama la rissa ama il delitto,
  chi ingrandisce la sua porta cerca la rovina.

20 Chi ha un cuore perverso non troverà mai felicità
  e chi ha la lingua tortuosa cadrà in rovina.

21 Chi genera uno stolto ne avrà afflizione;
  non gioirà il padre di uno sciocco.

22 Un cuore lieto fa bene al corpo,
  uno spirito depresso inaridisce le ossa.

23 L'iniquo accetta regali sotto banco
  per deviare il corso della giustizia.

24 L'uomo prudente ha la sapienza davanti a sé,
  ma gli occhi dello stolto vagano in capo al mondo.

Commento

Importanza della giustizia

In molte nazioni del mondo vi sono oggi situazioni di grave ingiustizia, in cui i colpevoli sono messi in libertà e gli innocenti in carcere, spesso senza aver mai ricevuto un regolare processo o una condanna. L'autore di Proverbi dice: "Assolvere il reo e condannare il giusto: ecco due cose che il Signore ha in orrore" (v.15). Entrambe le azioni sono terribili ed ingiuste, detestabili per Dio. Entrambe hanno ricadute dannose ed enormi sull'intera società.

Gran parte di questo problema è dovuto alla corruzione: "L'iniquo accetta regali sotto banco per deviare il corso della giustizia" (v.23). Una volta un avvocato di un paese in via di sviluppo mi disse che nel suo paese era consuetudine "oliare gli ingranaggi" per velocizzare i processi, i quali altrimenti sarebbero durati anche dieci anni. Un modo, questo, per dire corruzione.

Lottare per la giustizia è una grande responsabilità. Richiede duro lavoro e potrebbe facilmente portare allo sfinimento. Su questo, il libro dei Proverbi è ricco di equilibrata sapienza.

Il brano ci ricorda la necessità della famiglia e degli amici: "Un amico vuole bene sempre, è nato per essere un fratello nella sventura" (v.17). Ci mette in guardia dalla pericolosità delle discussioni inutili: "Chi ama la rissa ama il delitto" (v.19). Conflitti inutili possono dividere le famiglie e persino gli amici più intimi.

Al pari di famiglia e amici, anche il sano divertimento è importante: "Un cuore lieto fa bene al corpo, uno spirito depresso inaridisce le ossa" (v.22). Per questo è bene non prendersi troppo sul serio. Abbiamo bisogno di ridere anche di noi stessi. La risata è come un allenamento interiore. Esercita la tua anima e ti mantiene in salute.

Preghiera

Signore, ti prego di indicarci le vie migliori come chiesa e a livello personale per diffondere la tua giustizia nel mondo. Aiutaci a mantenere il giusto equilibrio nei diversi ambiti di vita: impegni, famiglia, amici e momenti di sano divertimento.

Nuovo Testamento

Romani 5,12-21

Adamo e Cristo

12 Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato...

13 Fino alla Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, 14 la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

15 Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti. 16 E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. 17 Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

18 Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. 19 Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

20 La Legge poi sopravvenne perché abbondasse la caduta; ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. 21 Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

Commento

Abbondanza della grazia

Come vedi la tua vita? Che impressione hai di te? Come pensi Dio ti veda? Cosa pensi che provi per te?

Grazia significa che Dio ci vede come "giusti" (v.19). La giustizia è un dono gratuito che viene dalla grazia di Dio. Il nostro peccato non ha alcuna possibilità di competere con il perdono di Dio che chiamiamo grazia: "Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia" (v.20). Quando il peccato si scontra con la grazia, la grazia vince sempre.

In questo brano, Paolo inizia a svelare le meraviglie della grazia. Parla di due regni: il regno di Adamo e il regno di Cristo.

Spiega che tutti facciamo parte del regno di Adamo. Attraverso Adamo, il peccato, la morte e la separazione da Dio sono entrati nel mondo (vv.12-14).

Ma il regno di Adamo non è il solo. Paolo parla anche di un nuovo regno, il regno che Gesù ha inaugurato attraverso la sua morte e risurrezione. La bella notizia è che dal regno di Adamo siamo passati a quello di Gesù. E questo non per merito, non perché abbiamo imparato concetti o letto buoni libri, ma per grazia. Semplicemente per avere accettato il dono della grazia di Dio reso disponibile attraverso Gesù.

Paolo mette a confronto la morte, conseguenza della caduta di Adamo, con la vita, ottenuta attraverso Gesù Cristo. Ma il punto è che "il dono non è come la caduta" (v.15). Il dono della vita è infinitamente più grande del peccato.

L'unico punto in comune tra Gesù e Adamo è che entrambi hanno influito su molte persone. La nostra scelta di obbedire o meno non riguarda solo noi ma anche molti altri. A causa del peccato di Adamo, molti sarebbero morti dopo di lui. Ma l'obbedienza di Gesù ha permesso a molti di accedere alla grazia e di ricevere il dono gratuito della giustificazione. Il dono gratuito non è come il peccato. Paolo dice: "Il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione" (v.16, MSG).

Il peccato di Adamo ha portato alla morte e al regno della morte. Gesù Cristo ha invertito questo processo. È venuto per portare il dono gratuito della giustificazione e darci la possibilità di vivere nella grazia di Dio. Ora, invece del regno della "morte", abbiamo accesso al regno della "vita" (v.17).

Se con il peccato di Adamo eravamo tutti come imputati passibili di condanna, con la croce di Gesù Dio ci dichiara giusti e ci dona la vita. La giustizia di Gesù rende la tua vita giusta. "Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti" (v.19).

Attraverso la sua morte in croce, Gesù rende possibile a tutti noi la grazia di Dio e il suo dono (v.15). A causa del nostro peccato avremmo dovuto ricevere giudizio e condanna (v.16). E affidandoci alla sola giustizia, avremmo ottenuto lo stesso: giudizio e condanna. Ma poiché Gesù è morto al nostro posto, tutto cambia. Ora possiamo ricevere il dono della giustificazione.

Dio è giusto e ci assolve. È solo grazia. Gesù ha reso possibile l'abbondanza della grazia e del dono di giustizia da parte di Dio (v.17). Grazie a lui, riceviamo la giustificazione che porta alla vita (v.18). "Per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti" (v.19). Per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore riceviamo la vita eterna (v.21).

Tutto questo è per grazia (vv.15.17.20-21). Ciò che dovremmo fare allora è permettere a queste verità di penetrare nel profondo del nostro cuore. Vedere noi stessi come Dio ci vede, giusti ai suoi occhi, e credere che, grazie a quello che Gesù ha fatto per noi, Dio ci guarda con benevolenza ed è contento di noi.

Preghiera

Signore, ti ringraziamo per il dono di Gesù. Grazie perché, nonostante meritassimo giudizio e condanna, hai reso possibile per noi la giustificazione e la certezza di ricevere grazia e giustizia da Dio come dono.

Antico Testamento

Amos 8,1-9,15

Quarta visione

8Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: era un canestro di frutta matura. 2 Egli domandò: "Che cosa vedi, Amos?".

Io risposi: "Un canestro di frutta matura".

Il Signore mi disse: "È maturata la fine per il mio popolo, Israele; non gli perdonerò più.

3 In quel giorno i canti del tempio diventeranno lamenti. Oracolo del Signore Dio. Numerosi i cadaveri, gettati dovunque. Silenzio!

 4 Ascoltate questo, voi che calpestate il povero
  e sterminate gli umili del paese,

5 voi che dite:

 "Quando sarà passato il novilunio
  e si potrà vendere il grano?
 E il sabato, perché si possa
  smerciare il frumento,
 diminuendo l'efa
  e aumentando il siclo
  e usando bilance false,
 6 per comprare con denaro gli indigenti
  e il povero per un paio di sandali?
  Venderemo anche lo scarto del grano"".

7 Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: "Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere.

 8 Non trema forse per questo la terra,
  sono in lutto tutti i suoi abitanti,
 si solleva tutta come il Nilo,
  si agita e si abbassa
  come il Nilo d'Egitto?

9 In quel giorno - oracolo del Signore Dio -

 farò tramontare il sole a mezzogiorno
  e oscurerò la terra in pieno giorno!
 10 Cambierò le vostre feste in lutto
  e tutti i vostri canti in lamento:
 farò vestire ad ogni fianco il sacco,
  farò radere tutte le teste:
 ne farò come un lutto per un figlio unico
  e la sua fine sarà come un giorno d'amarezza.

 11 Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore Dio -
  in cui manderò la fame nel paese;
 non fame di pane né sete di acqua,
  ma di ascoltare le parole del Signore".
 12 Allora andranno errando da un mare all'altro
  e vagheranno da settentrione a oriente,
 per cercare la parola del Signore,
  ma non la troveranno.

13 In quel giorno

 verranno meno per la sete
  le belle fanciulle e i giovani.
 14 Quelli che giurano per il peccato di Samaria
  e dicono: "Viva il tuo Dio, Dan!",
  oppure: "Viva la via sacra per Bersabea!",
  cadranno senza più rialzarsi!

Quinta visione

9Vidi il Signore che stava sopra l'altare e diceva:

 "Colpisci con forza i capitelli
  e siano scossi gli architravi,
 falli cadere sulla testa di tutti
  e io ucciderò il resto con la spada;
 nessuno di loro riuscirà a fuggire,
  nessuno di loro scamperà.
 2 Anche se si rifugiassero negli inferi,
  di là li prenderà la mia mano;
 se salissero al cielo,
  di là li tirerò giù;
 3 se si nascondessero in cima al Carmelo,
  là li scoverò e li prenderò;
 se si occultassero al mio sguardo in fondo al mare,
  là comanderò al serpente di morderli;
 4 se andassero in schiavitù davanti ai loro nemici,
  là comanderò alla spada di ucciderli.

 Io volgerò il mio sguardo su di loro
  in male e non in bene".

 5 Il Signore, Dio degli eserciti,
 colpisce la terra ed essa vacilla
  e sono in lutto tutti i suoi abitanti;
 essa si solleva tutta come il Nilo
  e si abbassa come il Nilo d'Egitto.
 6 Egli costruisce nei cieli il suo palazzo
  e fonda la sua volta sulla terra;
 egli chiama a raccolta le acque del mare
  e le riversa sulla terra.
  Signore è il suo nome.

 7 "Non siete voi per me come gli Etiopi,
  figli d'Israele?
   Oracolo del Signore.
 Non sono io che ho fatto uscire Israele dal paese d'Egitto,
  i Filistei da Caftor
  e gli Aramei da Kir?

 8 Ecco, lo sguardo del Signore Dio
  è rivolto contro il regno peccatore:
 io lo sterminerò dalla terra,
  ma non sterminerò del tutto la casa di Giacobbe.
   Oracolo del Signore.
 9 Ecco, infatti, io darò ordini
 e scuoterò,
  fra tutti i popoli,
 la casa d'Israele come si scuote il setaccio
  e non cade un sassolino per terra.
 10 Di spada periranno tutti i peccatori del mio popolo,
  essi che dicevano:
 "Non si avvicinerà,
  non giungerà fino a noi la sventura".

Restaurazione e prosperità messianica

11 In quel giorno

 rialzerò la capanna di Davide, che è cadente;
  ne riparerò le brecce,
  ne rialzerò le rovine,
  la ricostruirò come ai tempi antichi,
 12 perché conquistino il resto di Edom
  e tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il mio nome.
   Oracolo del Signore, che farà tutto questo.

13 Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore -

 in cui chi ara s'incontrerà con chi miete
  e chi pigia l'uva con chi getta il seme;
 i monti stilleranno il vino nuovo
  e le colline si scioglieranno.
  14 Muterò le sorti del mio popolo Israele,

 ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno,
  pianteranno vigne e ne berranno il vino,
  coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
 15 Li pianterò nella loro terra
  e non saranno mai divelti
  da quel suolo che io ho dato loro",

   dice il Signore, tuo Dio.

Commento

Il Dio della giustizia e della grazia

Amos continua a parlare contro l'ingiustizia:

"Ascoltate questo, voi che calpestate il povero,
   e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: "Quando sarà passato il novilunio
   e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l'efa e aumentando il siclo
   e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?
   Venderemo anche lo scarto del grano" (8,4-6, MSG).

A quel tempo, la condizione delle persone non era diversa da quella delle persone di oggi. Le persone muoiono di fame spirituale, hanno fame "di ascoltare le parole del Signore" (v.11). Oggi le persone sono alla ricerca di qualcosa di più. Alcuni provano le droghe, altri abusano di alcol, o si abbandonano al sesso promiscuo o agli sfarzi della ricchezza. Tentativi questi di soddisfare una fame profonda che può essere soddisfatta solo da cibo spirituale (v.12).

L'intento della legge dell'alleanza è di proteggere gli svantaggiati. Ma, come spesso accade anche oggi, sono i poveri a non ricevere giustizia. Vengono calpestati e imbrogliati. Il Signore però odia la disonestà perché ci ama e ama i poveri. L'ingiustizia e la disonestà sono al cuore dei peccati di Israele. Per questo Amos dice: "Ecco, verranno giorni… in cui manderò la fame nel paese" (v.11, MSG). Israele sarà condotto in esilio (9,1-10).

Nonostante questo, il libro di Amos si conclude con un raggio di speranza. Termina con una promessa di rinascita: "In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è cadente; ne riparerò le brecce ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi… I monti stilleranno il vino nuovo e le colline si scioglieranno. Muterò le sorti del mio popolo Israele:

  Ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno.

  Pianteranno vigne e ne berranno il vino.

  Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.

  Li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo che io ho dato" (vv.11-15, MSG).

Il destino finale del popolo di Dio va ben oltre i suoi sogni più grandi. Neanche il peccato e l'ingiustizia possono far deragliare i piani di benedizione di Dio. È come nel brano del Nuovo Testamento di oggi. Grazia e misericordia di Dio superano di gran lunga i nostri peccati. Attraverso Gesù, giustizia e perdono coesistono e vanno di pari passo.

Preghiera

Signore, grazie perché sei un Dio di giustizia e di grazia. Grazie perché attraverso l'effusione dello Spirito Santo vediamo già ora uno squarcio di quel futuro. Possa trionfare la giustizia. Dai monti possa scorrere il vino nuovo del tuo Spirito Santo e una grande effusione di grazia.

La moglie di Nicky dice

Romani 5,20b

"Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia".

La versione The Message della Bibbia traduce questo passaggio così: "Ma il peccato non ha avuto e non ha alcuna possibilità di competere con il perdono profondo che chiamiamo grazia". Penso che questo sia il motivo per il quale nelle carceri troviamo spesso tanta fede e amore, e vite trasformate. Più è buio, più la luce risplende.

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